Il RADUNO DEL NORD-EST! Lagorai (Trentino) 28 maggio 2000



Monte Ziolera, m. 2478, ore 10.15: visibilita' due metri, freddo e vento fottuti. Sfidando eroicamente le intemperie, il manipolo di coraggiosi raggiunge stoicamente la cima (di qui le facce perplesse).
Sotto la croce, a sinistra, il gen. Telmon, alla sua sinistra il Moscone Bianco (puntare il mouse sui faccioni per sapere gli altri nomi).
Altre suggestive immagini...

Relazione sul *suggestivo* raduno del Nord Est!
Il programma della giornata
Io e il Moscone Bianco siamo arrivati sul posto come due falchetti verso le 8.15, quindi con discreto anticipo sulla tabella di marcia. Cio' per evitare il deplorevole "effetto mandria", e perche' nelle
intenzioni c'era una digressione alla Cima di Valsolaro che non volevamo infliggere ai coraggiosi radunanti.Il tempo e' spaventoso: un nebbione della madonna, vento gelido e freddo maligno. Tuttavia, raduno cazzuto doveva essere e raduno cazzuto sara'.

Parcheggiamo poco sotto al passo Manghen e partiamo. Dopo pochi passi pero' ci fermiamo impietriti per lo stupore. Sul sentiero che sale alla Forcella del Frate scorgiamo, tra le nebbie, una lunghissima fila di escursionisti con mantelle, a occhio una trentina di persone addirittura. Restiamo a bocca aperta: possibile? I radunisti sono gia' qui? No, non puo' essere, e infatti non e'. Siamo incappati in una terrificante comitiva di Vicenza o dintorni. Ci sono tutti: famigliole al completo
con nonni Adelmi, zie Pine e mocciosi frignanti compresi. Effetto mandria assicurato dunque :((

Tagliando per i prati li risucchiamo ben presto decisi a sorpassare l'orrenda comitiva. Ma un crozzo (pietra) fatto cadere da un deficiente, che il Ghezzer schiva per miracolo con la consueta agilita' e destrezza :) ci fa ben presto desistere dal nostro intento. Staremo prudentemente indietro. Arriviamo a Forcella del Frate affollata come la metropolitana di Tokyo nell'ora di punta :(

Finalmente i gitanti si levano dalle palle, diretti anche loro, con nostro sconforto, sul Ziolera. In un sussulto di coscienziosita', visto il nebbione sempre piu' impenetrabile, decidiamo di aspettare i
*nostri* radunisti a Forcella del Frate per scongiurare clamorosi errori di orientamento. Dopo una mezz'ora il nebbione pero' si alza e decidiamo di salire fino alla cima. In vetta non c'e' nessuno e non si vede a un metro.

Il vento e' calato, aspettiamo dunque che si compia lo storico avvenimento.Guardiamo nervosamente l'orologio, manca appena un quarto d'ora all'orario previsto. "Non verra' nessuno, vedrai" commenta il Moscone. Dopo una decina di minuti sentiamo delle voci. Allucinazioni? No! Il
primo "fantasma" compare salendo incerto nella nebbia.
"Raduno?", urliamo dalla cima.
"SI!'" e' la risposta.
E' fatta! Christian e' il primo ad arrivare in cima e ad entrare cosi' nella storia :), seguono poi gli altri alla spicciolata. Io e il Moscone avevamo temuto una decimazione per via del tempo (Busnelli, con la scusa della bomba, aveva gettato deplorevolmente la spugna, e cosi' Eydenet). Flavio invece ci conferma che dietro stanno arrivando gli altri, 15 persone in tutto. Ci sono persino "due
abusivi", una simpatica coppia originaria di Mantova che aveva saputo del raduno per caso, su Internet, e aveva deciso di aggregarsi :)

C'e' anche -pensate!- il mitico Luigi Telmon che, penso saranno tutti d'accordo, si e' rivelata la vera sorpresa del raduno. Avevamo scoperto, a pochi giorni dal raduno, che "Gigitel" era in realta' un
generale del paracadutisti (!!!), sia pure in pensione, e temevamo fosse il classico uomo tutto d'un pezzo abituato a impartire ordini a destra e a sinistra. Gia' immaginavamo un austero raduno a passo di carica, scandito da severi "att-tenti!", "rip-poso!", "dietroo-front!" "rancio!", "sciogliete le righe" eccetera. Invece Telmon si e' rivelata una persona *gradevolissima*, affabile e gentile, qualita'
che forse chi lo conosceva solo sul newsgroup non avrebbe potuto sospettare. Numericamente eravamo dunque inferiori al raduno del NO ma, con Telmon dalla nostra, che da solo vale dieci radunisti del NE e *venti* del NO :))), il confronto e' stato senza dubbio stravinto :))

Sulla cima abbiamo fatto le foto di rito, che potete vedere sul sito, e ammirato il suggestivo panorama, cioe' nebbia fitta a 360 gradi :(((

Il resto della giornata si e' svolto secondo programma, con qualche bella schiarita e perfino qualche raggio di sole qua e la'. Abbiamo visto addirittura due simpatiche marmotte convenute apposta per
allietare i radunisti :) C'e' stato anche un piccolo brivido con passaggio in roccia di 2 grado (fotografato abbondantemente), superato peraltro brillantemente da tutti.Dopo la sosta per il pranzo al sacco al Lago Montalon, dove abbiamo potuto gustare "piatti tipici" offerti dal gentile Pastrello, e altre gradevolezze, siamo ripartiti, piu' cazzuti che mai visto il tempo vagamente minaccioso, alla volta del Lago delle Stellune, luogo assai suggestivo in parte pero' compromesso dalle condizioni meteo ben poco amichevoli :(

Qui ci siamo resi conto d'aver perso per strada i due "abusivi", che hanno pensato bene di rientrare in anticipo insalutati ospiti :( Rientriamo quindi anche noi per il versante settentrionale e, dopo
aver raggiunto l'incantevole Lago delle Buse, diamo un'ultima occhiata alla soprastante piramide del Ziolera, ora sgombra di nubi (ettepareva). Raggiungiamo quindi il passo Manghen in perfetto orario sulla tabella di marcia, cioe' verso le 18.30, esattamente nel momento in cui cominciano a cadere le prime gocce di pioggia. Il nostro pensiero vola idealmente agli "auguri" di Claudio Getto,
accompagnato da un vigoroso gesto del braccio e un sonoro "TIE'!!!" Bevuta finale al rifugio, offerta dal gentilissimo Telmon, che acquista di diritto il titolo di Decano del newsgroup. Quindi i virili
saluti finali e via con le macchine, ciascuno verso la sua destinazione, sotto una pioggia ormai battente.

In definitiva e' stato un raduno veramente gradevole con ottime persone, peccato per il tempo non eccezionale che, se da una parte non ha permesso di ammirare il Lagorai in tutto il suo splendore, dall'altra non e' stato cosi' inclemente come si temeva all'inizio.