Rif.Carestiato - Rif. Vazzoler m 2876
Civetta-Moiazza - Veneto
Escursionismo, EEA
disl. 1000
durata 9

Roberto "Buzz" roberto@sacom.net
4° - Ferrata Costantini e Moiazza Sud
4° Giorno - Ferrata Costantini - Bivacco Ghedini - Rif. Vazzoler La Ferrata Costantini è lunga, faticosa, con passaggi duri fisicamente, ma sempre perfettamente assicurata, con cavi ben tirati e fittoni ravvicinati nei tratti verticali. L'esposizione a sud riduce i problemi di ghiaccio o neve nel primo tratto, ma è possibile incontrare nevai dalla cresta delle Masenade in poi. Il dislivello complessivo è di oltre 900 metri, + 140m se si vuol raggiungere la cima della Moiazza Sud. La ferrata ha inizio a pochi minuti dal rifugio. Un tratto in traverso di circa 20 metri fino ad un evidente diedro, che si supera in un traverso obliquo in aderenza o di forza. Come su tutte le ferrate, il primo tratto è fatto per spaventare. Passato il diedro la salita è più semplice. Si prende quota velocemente sul versante sinistro della Pala del Belia. Fra camini e placche si arriva a quello che è considerato il passaggio più difficile: una traversata ascendente su una placca strapiombante con appoggi minimi. Prosegue poi con minore difficoltà fino a raggiungere il pulpito che corrisponde alla sommità della Pala del Belia (dalla quale si può uscire a sx su una cengia non assicurata ma larga). Si continua a salire su tratti di anche abbastanza duri, fino al canale che porta alla Cattedrale; oltre questa la salita si mantiene in genere sul I° grado, con brevi tratti di II°. In breve si giunge alla Cresta delle Masenade (2740m). Il panorama è grandioso: a destra sul Vant della Moiazza, il bivacco grisetti un puntolino rosso quasi invisibile; a sinistra e davanti gli spalti rocciosi della Moiazza, con ampi squarci verso la valle agordina. Il cammino lungo la cresta è facile. Solo un tratto attrezzato, un verticale camino, esposto, che immette sulla piccola sella da dove si diparte la deviazione a destra che permette l'uscita sul Vant della Moiazza (attenzione lungo la discesa sul ripido ghiaione: forte pericolo di provocare cadute di sassi! attenti a non provocare guai a chi ci precede, ma anche occhio a chi ci segue.) Fin qui possiamo calcolare 4 ore. Si prosegue lungo la Cresta verso nord-ovest, fino a sotto la Moiazza Sud (2878m), è possibile salire in cima e ridiscendere per la stessa via, ma non è obbligatorio. Da qui inizia il tratto della Cengia Angelini, bellissimo, non faticoso, fino alla sommità del Van delle Nevere. Si scende quindi su facili detriti verso il Bivacco Ghedini (2575m). La Ferrata Costantini piegherebbe quindi verso sud per scavalcare la forcella delle Nevere e scendere lungo il ripido vallone detritico del Van dei Cantoi. E' senza dubbio la parte meno interessante della ferrata; possiamo abbandonarlo senza rimpianti per iniziare la lunga discesa lungo i ghiaioni detritici incassati fra il Cimon della Moiazza nord (destra) e gli spalti del Castello delle Nevere (sinistra) che in circa 2,30 ore ci porterà a quota 1700m ad incrociare l'Alta Via 1 a 10 minuti dal Vazzoler dove potremo rifocillarci e anche farci una bella doccia. La tappa è indubbiamente dura. Non si trova acqua lungo il percorso tranne che verso la fine, possiamo calcolare circa 8/9 ore di percorrenza e 1000 metri di dsl in salita e altrettanti in discesa. Il giorno dopo, di buon'ora in appena un'ora saremo alla macchina, gettando un'ultimo sguardo ancora verso le Torri, che ci avevano accolto appena 3 giorni prima. E sembra un secolo!



Tappe (4)

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