Monte Orsiera m 2890
altro - Piemonte
Alpinismo, III, AD-
disl. 910

Valter Quenda vq65@virgilio.it
Cresta Dumontel
 
Accesso automobilistico Risalire la Val Chisone fino a Dép?t, frazione di Fenestrelle, poi girare a destra (indicazioni per Pra Catinat). Dopo l'ex Sanatorio Agnelli proseguire verso il col delle Finestre fino ad incontrare sulla destra lo sterrato (indicazioni per rifugio Selleries) che porta in circa 5 Km al rifugio Selleries (1980m), dove si parcheggia l'auto. Lo sterrato e' generalmente in buone condizioni, salvo presenza di neve ad inizio stagione. Avvicinamento Dal Selleries prendere il sentiero che si dirige verso l'Orsiera-lago del Ciardonnet. Giunti al lago (1 ora circa - 2560 m) proseguire senza percorso fisso verso la testata del vallone, in corrispondenza del punto piu' basso tra l'Orsiera (a sinistra) e la Punta Rocca Nera (a destra). Il punto di attacco si trova nella depressione tra l'inizio della cresta vera e propria ed un rilievo roccioso tondeggiante posto alla sua destra, che generalmente viene ignorato per attaccare direttamente la cresta principale. E' ben visibile nella foto: iniziando da destra e' la prima depressione che si incontra. Giunti all'attacco (1 h 45 m circa dal rifugio - attenzione al terreno friabile nell'ultimo tratto) ci si lega e si inizia la progressione in cordata. Arrampicata Per guadagnare il filo di cresta ci sono tre possibilita': - attaccare direttamente sul versante verso il lago (consigliato); attenzione alla roccia un po' friabile - attaccare in corrispondenza della verticale del filo di cresta (piu' difficile ma roccia piu' compatta) - portarsi sul versante della val di Susa e da li', per tracce di sentiero, sul filo di cresta (facile ma mai sperimentato di persona) Giunti sul filo di cresta la progressione avviene su terreno facile, con roccia solida e molti passaggi di primo e secondo grado. Le possibilita' di assicurazione sono molteplici, ed abbondano massi e spuntoni per assicurazione o rinvio su cordini. Completamente assente invece qualunque tipo di attrezzatura in loco, ad esclusione di un cavo metallico che permette il superamento di una breve placca, ed un paio di chiodi. Nel seguito vediamo i tre punti chiave dell'intero percorso, che si presentano verso la fine. La placca col cavo Si tratta di una placca appoggiata, valutabile intorno al quarto grado, che si supera utilizzando un cavo in acciaio. Lungo il cavo sono stati praticati alcuni nodi che facilitano la progressione e permettono di rinviare sul cavo stesso. I torrioni finali Verso la fine si incontra un torrione un po' piu' severo dei precedenti, riconoscibile per il fatto che nella parte sinistra si trova infisso un chiodo. Per quanto si possa essere tentati di aggirarlo sulla destra, l'itinerario passa proprio in corrispondenza del chiodo (passo leggermente strapiombante, ma possibilita' di tirarsi). Sconsigliato l'aggiramento a destra perche' porta in zona esposta e difficile. Il camino finale L'ultimo passaggio degno di nota e' rappresentato dall'entrata nel camino dell'ultimo torrione che, a mio avviso, costituisce il passaggio chiave dell'intero percorso. L'entrata e' resa delicata dal fatto che e' necessario superare una pancia con pochi appigli per portarsi all'interno del camino. E' preferibile, almeno per il primo, effettuare il passaggio senza zaino. In alternativa, sempre senza zaino, si puo' entrare nel camino strisciando in una rientranza sulla destra dello stesso, ma e' da ritenersi una soluzione di ripiego e pertanto sconsigliata. Dal camino si raggiunge la vetta percorrendo un ultimo facile tratto. E' consigliabile tuttavia fare sosta nel camino per ricompattare la cordata e solo dopo procedere in conserva verso la cima. Discesa Sulla via normale, scendendo il canalino spesso innevato tra la punta nord e la punta sud. Note tecniche La salita richiede circa 3/4 ore se fatta tutta a tiri di corda; in molti punti e' pero' possibile procedere in conserva abbreviando cosi' i tempi di percorrenza. Le difficolta' sono di primo, secondo e terzo grado nei punti piu' difficili. E' possibile calarsi in caso di emergenza sul versante della val Chisone, ma questa soluzione per uscire dalla via va attuata solo in caso di effettiva necessita' perche' ci si porta su terreno assai friabile e scosceso. Materiali La salita si puo' fare comodamente con scarponi. Ho avuto modo di utilizzare in due un'unica mezza corda usata doppia in modo da essere legati a 25 metri ed e' stata piu' che sufficiente, tenuto conto del fatto che molti passaggi sono stati superati procedendo in conserva. In tre sono invece necessarie due mezze corde, e la progressione va fatta a tiri di corda. Per i punti di sosta e rinvio sono utili numerosi cordini e fettucce, alcuni dei quali anche molto lunghi per passarli intorno a dei grossi massi (se l'avete anche uno da 6 metri puo' far comodo, ma non e' indispensabile). Sono altresi' utili alcuni friend e nut, anche se i punti di rinvio in un singolo tiro sono comunque sempre pochi, vista la facilita' del percorso. Per questo motivo e' bene non eccedere con i rinvii: 5 o 6 sono piu' che sufficienti. Martello e chiodi sono da portarsi solo in via precauzionale, qualora fosse necessario allestire una sosta robusta per calarsi ed abbandonare la via. Casco ovviamente obbligatorio, abbigliamento a seconda della stagione ma comunque adatto alla quota cui ci si trova (poco meno di 3000 metri).


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