Marguareis m 2651
Alpi Marittime - Piemonte
Escursionismo, EE
disl. 1100
lungh. 12
durata 4+3

Odenato Michele mic2@libero.it
telefono +39-338-8747183
Cima Marguareis dalla Val Ellero
Avvicinamento: da Mondovì (sia che si arrivi dall' autostrada A6, sia dalle statali nelle varie direzioni Torino, Asti, Liguria) proseguire per Villanova --> Roccaforte M.vì. Arrivati a Roccaforte prendere sulla sinistra la strada che si inoltra in Val Ellero, seguire le indicazioni per Rastello. Arrivati nelle prime case della borgata si prende una stradina sulla destra che scende per qualche metro verso il fiume, lo attraversa e inizia a salire nella valle. La strada è asfaltata fin poco dopo la località Ponte Murato, poi sono asfaltate ancora due rampe particolarmente ripide. L'ultima parte di strada che è sterrata, è percorribile con un minimo di cautela da qualunque tipo di auto. Si continua a salire fino a Sella Ciappa (1624 m. dove la strada sbuca in un ampio pianoro denominato Pian Marchisa. A questo punto la strada è chiusa ai non autorizzati, si lascia la macchina e si inizia la gita. Da Mondovì al Pian Marchisa ci vogliono circa 35-40 minuti di macchina, la parte sterrata ne impegna un buon terzo. NB: di seguito, dove non altrimenti specificato, destra e sinistra sono da considerarsi rispetto al senso di marcia. Si percorre il fondovalle seguendo la strada e ci si dirige verso il Rifugio Havis De Giorgio (Rif. Mondovì), ben visibile da tutto il pianoro. Consiglio di fare provvista d'acqua al rifugio perchè non ci sono sorgenti in seguito. Si gira il costone dietro il rifugio seguendo le indicazioni per Colle del Pas, si procede a mezza costa fino a raggiungere il piede della prima vera salita che porta alle Rocche del Biecai a 2000 metri esatti. Si continua a seguire il sentiero che prosegue perdendo leggermente quota. In basso sulla sinistra c'è il lago del Biecai, svuotatosi qualche decina d'anni fa e che ora ha acqua solo fino alla tarda primavera. Si risale fino a un piccolo pianoro, un ex-laghetto, dove il sentiero si divide: proseguendo dritto si va verso Porta Sestrera da dove si scende al Rifugio Garelli (dal bivio circa 1h), si prende invece a sinistra, verso Col del Pas. La traccia si perde nei pascoli, fra mirtilli e rododendri ma il colle è ben visibile e basta mantenersi vicini alla parete rocciosa sulla destra per ritrovare la traccia appena inizia a inerpicarsi nell'ultimo tratto. Giunti al Col del Pas (2342 m.) lo sguardo inizia a spaziare. Sulla Sinistra c'è Pian Ballaur (2579 m.), raggiungibile in poco più di 1/2ora seguendo il crinale dal colle verso sinistra. In basso c'è il Bivacco Saracco-Volante, gestito dal Gruppo Speleologico di Torino, (se capitate nel periodo dei campi speleo si vedranno i dintorni del bivacco punteggiati di tende e gramiti di quegli strani personaggi che sono gli speleo. Fate attenzione, dicono che non sono pericolosi ma non si sa mai!) Si discende verso il Saracco-Volante per poi prendere la traccia che risale in un valloncello sulla vostra destra, esattamente di fronte al bivacco. In cima il vallone sbuca a Colle Palù e presenta l'unica piccola difficoltà della gita. Si arriva al colle (2520 m.) e lo si supera aiutandosi appena con le mani, si percorrono i primi 20-30 metri fra le rocce (tutto il passaggio è su roccia salda e molto semplice, necessita di appena un minimo di attenzione in più) e si arriva infine sull'ampio pendio che caratterizza il Marguareis dal versante sud-est. La vetta è ben visibile con la sua grossa croce in direzione nord-ovest. Si ridiscende leggermente verso un grosso inghiottitoio, si passa vicino all'uscita del Canalone dei Torinesi e si inizia l'ultima salita su sfasciumi, in una traccia ben marcata. In poco tempo si è in vetta (2651 m.). Per la discesa si segue lo stesso percorso dell'andata. E' possibile una variante, sia a salire che a scendere, che rende il percorso ancora più semplice ma lo allunga di quasi un'ora: discesi dal Colle del Pas non si sale nel canalino ma si segue il sentiero fino a raggiungere il vallone che porta al Marguareis da sud, la traccia è ben evidente e non c'è alcuna difficoltà ma il percorso si allunga abbastanza. Tempi e dislivello: la gita impegna circa 4 ore per la salita e 3 per il ritorno. Il dislivello in salita totale è di circa 1100 metri. Nel ritorno a valle bisogna tener conto della salita dal Saracco-Volante al Col del Pas. Considerazioni varie: sono due i problemi principali che si possono incontrare, la mancanza di acqua e l'eventuale nebbia. Per il primo punto è necessario tenere a mente che gli unici punti sicuri di approvvigionamento sono il Rifugio Havis De Giorgio e il Saracco-Volante (qui l'acqua è fornita da un tubo all'esterno del bivacco, a pochi metri dallo stesso in un inghiottitoio. In tutto il percorso non ci sono altre fonti sicure. La nebbia può creare grossi problemi di orientamento soprattutto nell'ultimo tratto, da Colle Palù alla vetta (e ritorno naturalmente), ci sono comunque molti ometti di pietre a segnare il sentiero, teneteli d'occhio durante la salita. Un altro punto dove la nebbia può dare molto fastidio è la discesa dal Col del Pas fino al bivio per Porta Sestrera, qui la traccia si perde spesso, ma con un po' di attenzione si ritrova, grazie ai numerosi segnavia in vernice rossa sulle rocce affioranti. Tutto il resto del percorso è ben segnato e non presenta problemi. Un problema di minore entità ma molto fastidioso è dato dai tafani: nella prima metà della gita si attraversano pascoli con diverse mandrie, se non c'è vento la presenza degli insetti è veramente molto fastidiosa! Non dimenticare quindi un repellente per insetti, soprattutto se si pensa di sostare o pernottare all'Havis De Giorgio dove la concentrazione di insetti è maggiore. Come periodi in cui effettuare questa gita sconsiglio decisamente l'estate piena. La mancanza totale di ombra, la carenza di acqua e la roccia calcarea bianca che riverbera il calore sono un mix tremendo. Molto bello il paesaggio in tarda primavera, se si capita nella fioritura dei rododendri è uno spettacolo. In alternativa tarda estate o autunno. Paesaggio: il paesaggio godibile in questa zona è veramente particolare: l'ampio vallone di Pian Marchisa presenta nel versante sulla destra orografica degli enormi pascoli che ricordano le highlands, dall'altra parte imponenti pareti rocciose a strapiombo, molto simili al paesaggio dolomitico. Dalla vetta del Marguareis poi lo sguardo spazia sulle testate di Val Roja, Ellero, Tanaro e Pesio. Nelle giornate limpide è facile vedere il mare a sud e i grandi massicci di Monviso, Bianco, Rosa e Cervino all'orizzonte a nord. E' inoltre impressionante lo strapiombo di più di 600 metri che dalla vetta scende verso la Val Pesio. Da considerare il fatto che non c'è mai molta gente su questi sentieri, anche nei week-end, usciti dalla zona del Rifugio, è facile camminare per ore senza incontrare anima viva, cosa molto apprezzabile ma da tenere comunque in conto. Ultima considerazione, se al ritorno vi fermate al Rifugio Havis De Giorgio e siete nella stagione giusta, non perdetevi la mitica crostata di mirtilli di Mariolino! Vi assicuro che non ve ne pentirete.


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