Bec Renon m 2266
Bassa Valle - Val d' Aosta
Escursionismo, EE
disl. 850
durata 3-4 ore

Valter Quenda vq65@virgilio.it
Bec Renon (2266m)
 
L'escursione al Bec Renon presenta almeno tre motivi di interesse: escursionistico, panoramico e storico. Dal punto di vista dell'escursionista il percorso non e' mai banale, in quanto si svolge su ripidi pendii erbosi (attenzione in caso di pioggia!), all'interno di canaloni, in ambiente spesso aereo e con un ultimo tratto su facile cresta, comunque alla portata di tutti. La segnaletica e' sempre presente (a volte fin troppo!), recente e ben manutenuta: impossibile perdersi! In primavera poi, la costante esposizione a sud favorisce la fioritura, che e' sempre presente, abbondante e varia. Il panorama e' eccezionale praticamente su tutto l'itinerario, e spazia via via dalla pianura del nord Piemonte (lago di Viverone in primo piano) alle montagne del Biellese (Comba di Mombarone, Monte Mars) per poi aprirsi via via a Sud (Torinese, Monviso, Marittime) ed a Nord (Monte Rosa, Cervino e media Val d'Aosta). Decisamente sconsigliato a chi soffre di vertigini, ma imperdibile per tutti gli altri! L'interesse storico del percorso risiede invece nella presenza di due siti con incisioni rupestri, risalenti all'eta' del bronzo: si tratta di alcuni tra i reperti meglio conservati della zona, che pare un tempo fosse importante sede di riti propiziatori per le popolazioni locali. Infine, l'escursione si svolge lontano dai sentieri piu' noti e battuti, e questo non puo' che risultare gradito a chi va anche in cerca di un po' di solitudine e di tranquillita'... Accesso: dal casello autostradale di Quincinetto si svolta subito a sinistra, seguendo le indicazioni per Santa Maria e per Scalaro. Dopo circa 11-12 Km si raggiunge la frazione di Scalaro (1413 m), presso la quale si trova un'area attrezzata per i pic-nic. Si puo' lasciare l'auto presso l'antistante parcheggio, in quanto piu' avanti le piazzole per la sosta sono poche e spesso occupate dai residenti. Percorso: nonostante molte relazioni indichino la partenza del sentiero dalla strada, in prossimita' del campanile di Scalaro, questa opzione e' assolutamente sconsigliata in quanto si tratta del vecchio sentiero ormai non piu' manutenuto ed invaso dai rovi...un vero "ravanaio" che non manchera' di dare grandi soddisfazioni agli amanti del genere! Il sentiero nuovo parte invece dalla frazione Bioley; si tratta di percorrere la strada asfaltata fino alla suddetta frazione, passare un cartello con l'indicazione "strada privata" e, dopo la seconda baita (baita del Larice, credo...) prendere a sinistra il sentiero segnato con recenti bolli bianchi e rossi. In circa 15-20 minuti, oltrepassata la baita "La Pisa", che e' collegata alla sottostante frazione da una teleferica, si perviene ad un primo gruppo di baite (detto "Il Torrione"), nei dintorni del quale e' possibile ammirare una prima serie di incisioni rupestri. Il tracciato prosegue ripido verso l'alpeggio di Balma Piatta (1850 m), costruito a ridosso di una parete rocciosa. Da li', seguendo i numerosissimi bolli bianco-rossi, a volte sovrapposti a quelli arancioni della vecchia segnaletica, si perviene ad una sella dove sono visibili i famosi massi incisi del Bec Renon. Sono riconoscibili almeno sei massi principali, il piu' caratteristico dei quali presenta una ciambella contornata da quattro coppelle e si presume che rappresenti la Madre Terra. Gli altri massi presentano serie di coppelle, canalini e reticoli. Il tutto e' riconducibile all' eta' del bronzo (circa 1500-1000 AC, vale a dire 3000-3500 anni fa...:-O). Da questo balcone naturale si puo' godere di un panorama davvero grandioso sulla pianura piemontese, panorama destinato ad allargarsi sulle cime della Val d'Aosta man mano che si sale. Lasciati i massi, si prosegue per ripidi pendii erbosi e lungo un canale, per pervenire ad un secondo colletto da cui si procede per l'anticima (prestare attenzione in caso di neve). Dall'anticima in dieci minuti, su cresta discretamente esposta ma assai facile si raggiunge la cima (2266 m - circa 3 ore) sulla quale sono presenti due ometti di pietre, uno dei quali ospita una statuetta della Vergine. Nota tecnica: l'escursione e' sicuramente da classificare come EE. Occore prestare molta attenzione in caso di pioggia perche' i pendii erbosi tendono a diventare scivolosi. Consigliati i bastoncini, che potranno essere riposti nello zaino al momento di affrontare la cresta finale. Si presti attenzione inoltre nel tratto che dall'ultimo colletto conduce all'anticima: il percorso e' sul versante nord ed in caso di neve dura potrebbe presentare delle difficolta', specie in discesa (e' esposto e discretamente inclinato). L'ultima cresta e' banale (si appoggiano le mani un paio di volte sulla roccia) ma va affrontata con sicurezza, in quanto e' anch'essa discretamente esposta. Nota per i "volenterosi": La statuetta della Vergine necessita di urgenti restauri. Chi volesse puo' portare con se' un tubetto di colla per un primo sommario intervento...almeno non sara' salito invano! :-) Nella foto: Michela in cima al Bec Renon; sullo sfondo si possono distinguere il Cervino ed il monte Rosa...tempo splendido, nevvero? :-D


Lavori in corso...

indietro