PIZZO BADILE m 3308
Badile Cengalo - Lombardia
Alpinismo, D
disl. 750
durata 4.30 ore

Fabrizio Righetti
Spigolo N
L'elegante profilo dello spigolo N del Badile non passa certo inosservato a chi volge lo sguardo verso la Val Bondasca. Forse ancor più che la parete NE rappresenta l'emblema stesso della montagna. Ogni qualvolta sono passato da Bondo non ho mai mancato di guardare verso il Pizzo Badile per scorgerne il suo spigolo, rinnovando in me il desiderio di compierne la salita. Accesso: Da Chiavenna oltrepassata la frontiera proseguire in territorio elvetico sino a Bondo dove una strada sterrata (pedaggio di 10 Fr. da pagare in paese presso l'albergo Dino Salis) conduce in Val Bondasca. Dal parcheggio si percorre il sentiero che si snoda sulla sponda destra (orog.) del torrente sino ad un bivio (panchina e cartelli indicatori). Qui si devia alla propria destra e si scende ad attraversare il torrente per poi iniziare la salita lungo un ripido sentiero che conduce velocemente alla Capanna Sasc Fourà (1904 m), base di partenza per tutte le salite al versante settentrionale del Pizzo Badile. Dal rifugio seguire il ,sentiero che conduce alla Capanna Sciora, dopo circa 1 ora di cammino, a 2250 m di quota, si giunge ad un bivio. Prendere a destra e per placche e gande (ometti segnavia) risalire l'evidente dosso prolungamento naturale dello spigolo N. Portarsi poi sul lato occidentale del dosso in direzione di due evidenti nevai che si risalgono direttamente o si aggirano percorrendo delle placche rocciose inclinate; si punta infine ad una selletta posta a 2590 m di quota, dove iniziano le difficoltà (1.40 ore dal rifugio). Superare il primo risalto dello spigolo arrampicando lungo il suo lato orientale (III), seguendo poi una placca (pass. IV, spit) sino alla selletta posta a monte del risalto. Proseguire con piacevole arrampicata sul filo dello spigolo per circa quattro lunghezze (III) arrivando alla base di una placca (Placca Risch). Superare la placca ed aggirare sulla destra il risalto che la chiude, riprendendo poi a salire (IV e IV+, ch. e spit). Proseguire nuovamente sullo spigolo (III) sino ad una lastra staccata, salirvi sopra e continuare tenendosi un poco a destra del filo per poi tornare in cresta ed arrivare ad un corridoio sul versante occidentale formato da un grande blocco staccato (III e III+, due tiri dalla lastra). Percorso il corridoio salire per una serie di diedrini sempre mantenendosi sul versante occidentale raggiungendo una zona interessata da una recente frana (1998); si supera un ostico strapiombino e si ritorna, scalando una breve placca, sul filo dello spigolo (due tiri IV e IV+, 1 pass. di V). Si continua lungo lo spigolo (III e IV) sino ad una zona di roccia chiara (la 'frana', 1950) e poi ancora sino ad una caratteristica placca liscia solcata da numerose fessure. Superare la placca (2 spit), proseguire poi per un diedro di roccia chiara e fratturata che sviluppandosi verso destra evita un risalto (due lunghezze di III, IV e IV+). Si continua sullo spigolo che va progressivamente diminuendo di inclinazione (III) e poco prima della vetta occidentale, formata da un compatto torrione, ci si abbassa sul versante NE e si segue un'evidente cengia che conduce a monte del torrione. Proseguire ora più facilmente sino alla vetta. Lungo l'intera via le soste sono ottimamente attrezzate con grossi anelli resinati (utilizzabili per le doppie in discesa); sono inoltre presenti alcuni spit nei tratti più impegnativi. Per la discesa conviene percorrere la via normale che si sviluppa sul versante meridionale sino al Rifugio Gianetti. Dalla vetta si scende per facili rocce nell'ampio canale roccioso che caratterizza la via di discesa per iniziare poi una serie di calate (soste attrezzate) che portano sino alla base del caminetto dove si deve avere l'accortezza di uscire dal canale per portarsi sulle facili placche iniziali della via normale. In caso di errore, se si continua la discesa in doppia nel canale, sono comunque attrezzate le soste per le calate (a testimonianza della facilità di sbaglio); in questo caso si deve prestare molta attenzione alle eventuali scariche di sassi che vengono convogliate nel canalone. Giunti alla base della montagna si raggiunge in breve, per gande e poi per sentiero, il Rifugio Gianetti.


altre info:
http://www.valdimello.it/asp/Showvia.asp?id=%7B5B191889-6FDD-445A-B41B-115854D17FC3%7D

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