Cima di Bonze m 2516
Vallone di Scalaro - Val d' Aosta
Escursionismo, EE
disl. 1100
durata 5-7 ore

Valter Quenda vq65@virgilio.it
Cima di Bonze (2516m)
La Cima di Bonze e' una montagna poco frequentata che si erge al fondo del vallone di Scalaro, sopra Quincinetto. Puo' essere meta di escursioni scialpinistiche o estive, ed in entrambi i casi offre la possibilita' di passare la giornata in solitudine, con scarsa probabilita' di incontrare altri escursionisti. Fa parte, assieme al Bec Renon, alla Cima Battaglia ed a Punta Cavalcurt, di un interessante itinerario (il cosiddetto "Giro delle creste") fattibile in giornata partendo da Scalaro, che porta a percorrere le creste che delimitano il vallone. Per il tratto dal Bec Renon alla Cima Battaglia e' pero' necessario superare alcuni semplici passaggi in arrampicata (max II grado), si tenga inoltre presente che per il giro completo sono necessarie circa 8-9 ore. Accesso: dal casello autostradale di Quincinetto si svolta subito a sinistra, seguendo le indicazioni per Santa Maria e per Scalaro. Dopo circa 11-12 Km si raggiunge la frazione di Scalaro (1413 m), presso la quale si trova un'area attrezzata per i pic-nic; lasciare l'auto al parcheggio antistante. Itinerario: Dal parcheggio si torna indietro sulla strada per pochi metri e si imbocca a destra la recente strada consortile, il cui transito e' vietato ai veicoli non autorizzati. La si segue per alcuni tornanti e poi, nei pressi di un torrente, compaiono i primi segni bianco-rossi del GTA. Il sentiero prosegue tagliando la strada ed incontrando alcuni alpeggi fino a raggiungere, dopo circa 45 minuti, un bivio segnalato da una vistosa scritta rossa. Il sentiero a sinistra porta al rifugio Chiaromonte, e sara' il sentiero per il quale si effettuera' la discesa. Si segua il sentiero a destra (indicazione "Cima Battaglia") che in breve porta a toccare alcuni alpeggi. L'itinerario prosegue quasi sempre ben segnalato, puntando decisamente verso l'alto ed inerpicandosi per ripidi pendii, fino a raggiungere una spalla rocciosa. Da li' con faticosa salita si prosegue fino a raggiungere la linea di cresta che porta da Cima Battaglia alla Cima di Bonze (circa 2 ore, 2 ore e 30 a seconda dell'andatura). Le indicazioni proseguono a destra, ed a questo punto si puo' decidere se andare o meno a Cima Battaglia, che puo' costituire un ripiego nel caso in cui si decida di accorciare la gita. Proseguendo invece a sinistra ci si dirige verso la Cima di Bonze, ormai ben visibile e con la punta segnata da un vistoso ometto di pietre. Da questo momento il percorso non e' piu' segnalato ne' fisso; il consiglio che posso dare e' di tenersi sulla destra, cercando di non perdere troppa quota. Giunti nei pressi di un ripido canalone si puo' decidere se abbassarsi, imboccarlo e risalirlo o alzarsi e riguadagnare la linea di cresta, che e' la strada che ho seguito durante la mia escursione. Raggiunto il filo di cresta, con pochi ma indispensabili passaggi in arrampicata (max I grado) si guadagna un colle, dal quale la Cima di Bonze e' facilmente raggiungibile risalendo un ripido pendio (3-4 ore). La discesa puo' essere fatta per l'itinerario di salita oppure, piu' interessante, proseguendo il giro delle creste. In questo caso, mantenendo ove possibile il filo di cresta, si scende in direzione est verso un primo colle segnalato da un ometto di pietre. Attenzione in caso di nebbia ad alcuni salti rocciosi, facilmente aggirabili a patto di riuscire a vederli!. Raggiunto il colle si prosegue, sempre sul filo di cresta o poco sotto, senza dover comunque mai ricorrere all'uso delle mani, e dopo poco si raggiunge la Punta Cavalcurt (2357m), segnalata da un semplice palo infisso nel terreno. Da qui la discesa deve procedere tenendosi a sinistra, e seguendo il piu' fedelmente possibile alcuni ometti che indicano il percorso. Attenzione perche' scendendo sulla destra ci si porterebbe in un altro vallone, inoltre ci si avvicinerebbe pericolosamente ad alcuni salti poco invitanti. Con buona visibilita' e' possibile individuare il punto da raggiungere per riprendere il sentiero battuto, segnalato da un ometto alto 2-3 metri sito su un rilievo della cresta. Sempre con buona visibilita' e' possibile individuare nel vallone sulla destra il rifugio Chiaromonte. Raggiunto l'ometto di cui sopra, dopo poco si incrocia il sentiero e si puo' voltare a sinistra imboccandolo. Si passano un paio di conche erbose, un alpeggio abbandonato e si inizia a scendere. Si incontra di li' a poco una bella sorgente con dell'ottima acqua fresca (provata personalmente!) presso la quale ci si puo' eventualmente rifornire. La discesa ci riporta quindi al bivio menzionato in precedenza e da qui, con percorso inverso rispetto all'andata, al parcheggio. Tempo complessivo, dalle 5 alle 7 ore a seconda della condizione fisica e del percorso. Nota tecnica: Escursione di impegnativi dislivello e sviluppo, su terreno a tratti molto ripido (consigliati i bastoncini). L'ultima parte prima della Cima di Bonze si svolge senza percorso fisso, e quindi va affrontata con particolare attenzione in caso di nebbia. Sempre in questo tratto possibilita' di trovare neve ad inizio stagione. Massima attenzione scendendo da Punta Cavalcurt, sempre in caso di nebbia. L'itinerario e' appagante, ma va affrontato da escursionisti allenati e con un minimo di esperienza. I pochi passaggi arrampicatori, tutti banali, sono difficilmente aggirabili e richiedono passo sicuro ed assenza di vertigini. Note varie: Nei pressi del parcheggio e' presente un cartello che riporta la mappa dei sentieri; diffidatene perche' non e' molto preciso e presenta delle grossolane inesattezze: ad esempio la Cima di Bonze e' messa al posto del Bec delle Strie e viceversa (!). Anche le cartine meno recenti non riportano in modo affidabile la situazione dei sentieri e delle strade. Poco prima dell'area attrezzata si trova un agriturismo, che fa anche da posto tappa GTA. E' possibile il pernottamento praticamente alle stesse condizioni di un rifugio custodito (circa 25 euro la mezza pensione, euro piu', euro meno). Inoltre, dovendo scegliere un percorso alternativo magari a causa del tempo non buono, ci si puo' dirigere verso il rifugio Chiaromonte, che pero' non e' custodito e non ha locale invernale. Foto: appena le sviluppo!


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