Becca d'Oren Est m 3533
Valpelline - Val d' Aosta
Alpinismo, F
disl. 1533
durata 2 gg

Valter Quenda vq65@virgilio.it
Becca d'Oren Est (3553m)
 
La Becca d'Oren est si eleva circa 700 metri sopra il rifugio Nacamuli, nella parte alta della Comba d'Oren in Valpelline (AO). E' una bella vetta nevosa, per raggiungere la quale e' necessario percorrere con un ampio giro il ghiacciaio del Mont Collon. Assieme alla Becca d'Oren Centrale ed all'Occidentale forma una piccola catena che chiude l'ampio vallone. Dalla cima un bel panorama sui circostanti Mont Brule', Punta Kurz, Sengla e, in lontananza, Dent d'Herens da una parte e Monte Bianco dall'altra. Grande assente il Cervino, che non si vede in quanto coperto dalla Dent d'Herens. Accesso: Si raggiunga Aosta e, subito dopo essere usciti dall'autostrada, imboccare un lungo tunnel con l'indicazione "Gran S. Bernardo". Dopo averlo percorso integralmente seguire le indicazioni per Valpelline e successivamente per la diga di Place Moulin, dove si trovano alcuni parcheggi per lasciare l'auto (2000m circa). Itinerario primo giorno: Dalla diga bisogna seguire il sentiero numero 8, che quasi subito si inoltra verso sinistra separandosi dal sentiero che costeggia il lago. Con alternanza di salite e discese si raggiunge dopo 4 o 5 Km la Comba d'Oren, in corrispondenza della quale il sentiero piega a sinistra ed inizia a salire in modo piu' deciso. A questo punto ci si trova a circa 2200m, e poco dopo si incontrano degli alpeggi e si attraversa un bel ponte in legno. A circa 2400m l'erba comincia a sparire, ed il cammino viene sbarrato dall'imponente morena di un ghiacciaio, che costringe ad uno stretto passaggio sulla destra, in prossimita' del torrente. Superato il passaggio si entra in un'ampia piana glaciale (molto bella, vale una sosta!) dalla quale si cominciano a vedere le montagne che chiudono il vallone. Dalla piana si sale a destra con ripido percorso costeggiando il torrente, superando alcuni tratti attrezzati con catene (non indispensabili). Guadagnati in questo modo circa 200m si sbuca su un pianoro dal quale e' visibile il rifugio ormai vicino. Gli ultimi 200m vengono percorsi su resti di nevai e sfasciumi, che portano dapprima al vecchio rifugio Col Collon (ora adibito a locale invernale) ed infine, dopo due minuti, al rifugio Nacamuli (2818m - 3/4 ore). Itinerario secondo giorno: La condizione dell'itinerario dipende ovviamente dalla stagione e dalla quantita' di neve presente, comunque se la neve non e' troppa si puo' seguire il percorso segnalato da bolli gialli che dal rifugio porta al Col Collon (3114m). Dal momento che il colle e' ben visibile dal rifugio, e' possibile raggiungerlo anche senza seguire un percorso fisso (questo in caso di neve che renda difficile l'individuazione del sentiero). Giunti al colle e' bene legarsi, perche' di li' a poco inizia il percorso su ghiacciaio. A seconda delle condizioni della neve si puo' decidere se calzare o meno i ramponi. Nel mio caso questi sono stati utili solo sul pendio finale della Becca d'Oren, perche' la neve era gia' molle di primo mattino. Dal colle si attraversa il torrente e ci si dirige verso est, curvando a sinistra appena possibile per portarsi sul pendio del ghiacciaio del Mont Collon. Si sale il pendio e ci si dirige verso una rampa che risale verso sinistra, posta piu' o meno nel mezzo del pendio stesso. Attenzione ai crepacci nei punti di cambio di pendenza, specialmente con neve molle o con scarso innevamento!. Superata la rampa si continua a dirigersi in diagonale verso sinistra, ormai in vista della Becca d'Oren Est, che si presenta come un'elegante piramide interamente nevosa. Giunti alla sella prima del pendio finale si calzino i ramponi se ancora non lo si e' fatto e ci si prepari per il tratto piu' impegnativo del percorso. Il pendio (stimato ad occhio al massimo di 45-50 gradi) non e' difficile, ma in caso di neve molle va affrontato con cautela, evitando inutili zig-zag e procedendo sulla linea di massima pendenza. E' meglio attaccare facendo in modo di sbucare laddove la cresta diventa meno ripida. Una volta in cresta, ancora pochi metri e la vetta e' raggiunta (circa 3/4 ore). Nota tecnica: Ascensione di modesta difficolta' in ambiente glaciale, richiede comunque attenzione in quanto i crepacci possono rappresentare un rischio non trascurabile. Procedere sempre legati a partire dal colle ed evitare laddove possibile i punti di repentino cambio di pendenza. Il luogo e' abbastanza frequentato ed e' facile trovare la traccia di salita gia' battuta, tuttavia si ricordi che la presenza della traccia non significa che il percorso sia sicuro al 100%. Se si seguono le elementari norme di sicurezza l'ascensione e' sicuramente appagante e fattibile anche da chi non sia particolarmente allenato o esperto, grazie al dislivello non eccessivo e soprattutto alla quota non cosi' elevata da dare fastidio. Note varie: Il rifugio Nacamuli e' recente e ben gestito. Dispone solo di posti in camerata, comunque abbastanza comodi. Buona ma non abbondante la cucina, per cui e' meglio portarsi anche qualche "genere di conforto" da casa ;-). L'acqua che sgorga dai rubinetti e' potabile (non nel senso "legale" del termine: nessuno la controlla) ma come al solito e' meglio se si aggiungono un po' di sali nella borraccia. Un ponte radio assicura il collegamento telefonico col fondovalle, quindi dal rifugio si puo' telefonare (il cellulare, fortunatamente per la quiete del luogo, non "prende"). Attorno al rifugio si aggirano alcuni begli esemplari di stambecchi, attirati dal sale che il gestore mette appositamente nei dintorni. Con un po' di pazienza ci puo' scappare qualche bella foto! Il luogo vale comunque una visita, anche se non si vuole salire la Becca d'Oren Foto: Con Giuliano Radice (a sinistra) in cima alla Becca d'Oren


altre info:
http://www.caitorino.it/nacamuli.htm
http://www.alpioccidentali.net/italpi/Valleaosta/valpelline/valpelline.htm

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