PIZ MORTERATSCH m 3751
Bernina - Ticino (CH)
Alpinismo, D-
disl. 700 m + 600 di avvicinamento
durata partenza Chamanna Boval (2495 m) ore 4:20

Fabrizio Righetti
Cresta ENE (Crasta da la Spraunza)
Dal belvedere della stazione ferroviaria del Morteratsch il Piz Morteratsch si rivela come una imponente montagna glaciale che si contrappone alle forme più snelle della prospiciente Biancograt al Piz Bernina. Grazie alla sua posizione centrale il panorama dalla vetta è grandioso ed impareggiabile è lo scorcio sulla Biancograt al Bernina.
La cresta ENE del Piz Morteratsch, meglio conosciuta con il nome di 'Crasta da la Spraunza', rappresenta una delle grandi classiche del massiccio del Bernina.
Bella salita su roccia solida e tratti di misto in ambiente isolato e selvaggio merita senza dubbio di essere percorsa Base per questa salita è la Chamanna Boval, posta in posizione panoramica a 2495 m di quota sul fianco sinistro della Valle del Morteratsch alle pendici del Piz Morteratsch. Il rifugio è facilmente raggiungibile in circa 1.30 ore di cammino seguendo l'ottimo sentiero che si diparte alla destra della strada sterrata di fondovalle poco dopo il suo inizio nei pressi della stazione ferroviaria del Morteratsch (1896 m). Dal rifugio ben evidente appare la Crasta da la Spraunza caratterizzata da tre distinti gradini rocciosi che scandiscono le diverse fasi della salita.
Dal Chamanna Boval seguire brevemente in discesa il sentiero di accesso al rifugio per poi deviare alla propria destra in direzione S. Ci si porta così nella evidente valletta compresa tra la morena laterale sinistra (orog.) del Vadret da Morteratsch ed il pendio della montagna.
Risalire questa valletta (nell'Agosto 2001 ancora completamente occupata da neve residua) sin quasi al suo termine allorché si incontra il più meridionale dei torrenti che scendono dal Vadret Boval Dadeins. Seguire il corso del torrente mantenendosi sul costone detritico posto alla sua sinistra (labili tracce ed ometti di pietra) sino al piede di una fascia rocciosa, nei pressi del quale il corso d'acqua piega verso destra. Qui, dove le tracce di passaggio non sono più presenti, occorre traversare brevemente alla propria destra per poi superare le placche rocciose soprastanti (facile ma al buio il percorso può non essere ben evidente).
Appena al disopra della fascia rocciosa portarsi nuovamente verso la propria sinistra e raggiungere il ripido pendio morenico che si risale senza problemi sino al suo termine raggiungendo così il pianoro posto alla base del terzo gradino, inizio vero e proprio della cresta (circa 1 ora dal rifugio).
Questo primo risalto roccioso, alto circa 250 metri, può essere superato direttamente e senza percorso obbligato (II) oppure come noi abbiamo fatto, aggirato sulla destra risalendo dapprima il corridoio nevoso compreso tra le rocce basali del gradino e la seraccata del Vadret Boval da Dains e poi, giunti all'altezza di questa, scalando il bel pendio nevoso (35°/40°) che si stacca verso sinistra e che conduce al sommo del terzo gradino. Questa soluzione che viene spesso sconsigliata per la presenza di pericoli oggettivi (possibili scariche di ghiaccio) è in realtà apparsa alquanto comoda e veloce e forse grazie anche alle ottime condizioni di innevamento presenti durante l'Estate 2001 priva di qualsiasi rischio. Mantenersi sul filo di cresta qui pianeggiante e parzialmente nevosa e superate alcune facili roccette raggiungere la base del secondo salto. Scalare questo risalto roccioso con bella arrampicata su roccia solida ed articolata (II e III) e raggiungere il soprastante terrazzo nevoso toccando marginalmente il Vadret Boval Dadaint. La cresta qui ha le sembianze di un largo dosso tratto nevoso debolmente inclinato al termine del quale una breve rampa più ripida permette di riprendere la cresta rocciosa. Si prosegue lungo le rocce della cresta sin nei pressi un'evidente gendarme roccioso, poco prima del quale si abbandona il filo di cresta per portarsii sul fianco meridionale dove si discende un canalino roccioso (III-) raggiungendo così la breccia a monte del gendarme (è pure possibile compiere un breve
corda doppia dalla cima del gendarme). Dalla breccia proseguire lungo la cresta, qui meglio definita, con bella arrampicata (passi di III) e raggiungere così uno spuntone grigio sul filo dello sperone, oltre il quale , procedendo su terreno misto, si raggiunge in breve la calotta nevosa sommitale e da qui la vetta (4 ore dalla Chamanna Boval).
Per la discesa dalla montagna percorrere la cresta N sino alla Fuorcla Boval (3347 m) e da qui divallare lungo il versante NE della montagna rientrando alla Chamanna Boval (via comune dalla Val Morteratsch).
E' pure possibile discendere alla Chamanna Tschierva (via normale dalla Val Roseg).


Lavori in corso...

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