Zucco Pesciola m 2130
Prealpi lombarde - Gruppo dello Zuccone Campelli - Lombardia
Escursionismo, EEA
disl. 1320 m (da Barzio) 430 m (dai Piani di Bobbio)
durata 8 h (da Barzio) 4h 30' (dai Piani di Bobbio)

Radice Giuliano doramarkus1@virgilio.it
via ferrata
Il piccolo gruppo dello Zuccone Campelli, situato nel lecchese quasi al confine con la provincia di Bergamo, è caratterizzato da una serie di montagne dall'aspetto dolomitico. Su una di esse, lo Zucco Pesciola, anni fa venne tracciata una via ferrata, intitolata a Domenico Rebuzzini, che si guadagnò ben presto la fama di percorso altamente impegnativo. Divenuta inagibile col tempo, si è provveduto di recente a riattrezzarla nell'ottica di renderla fruibile ad un numero maggiore di appassionati. E' stata così completamente dotata di catene con anelli moschettonabili, sono stati sistemati alcuni pioli e, soprattutto, si è fatto in modo di poter bypassare il temutissimo tratto chiave mediante un itinerario alternativo molto suggestivo ma decisamente più facile. Ciò non toglie che rimanga una ferrata la cui definizione più appropriata è "molto difficile". Avvicinamento: I Piani di Bobbio (m.1700) possono essere raggiunti mediante apposita funivia da Barzio (m.810). E' consigliabile informarsi sul funzionamento e sugli orari presso la locale APT. In alternativa, si può percorre in circa 1h 30' - 2h una monotona carrareccia che inizia presso il piazzale del parcheggio della funivia. Dai Piani di Bobbio si raggiunge in circa 20' il rifugio Lecco, posto proprio di fronte al Gruppo dello Zuccone Campelli. La montagna in primo piano sulla destra è lo Zucco Pesciola. Presso il rifugio troviamo un cartello che spiega il percorso della ferrata. Dal rifugio si prosegue puntando ad una bocchetta a destra della nostra montagna, la si supera e poi si prosegue sul "sentiero degli stradini" fino ad un cartello che ci fa risalire per un canale detritico all'attacco (m. 1806 - 20'dal Lecco). Descrizione: La ferrata inizia con un'arrampicata non molto impegnativa, poi si traversa a destra e si scende a raggiungere un tratto di sentiero che ci porta alla base di una parete spesso bagnata. La si risale per un po' per poi traversare a destra. Si sale ancora per poi spostarsi a sinistra. Mediante una spaccata si esce su una zona pianeggiante erbosa; fin qui tutto relativamente facile, ma il bello deve ancora arrivare!!! Ci si porta tramite sentiero alla base di un tratto strapiombante che, nonostante alcuni pioli, risulta abbastanzo impegnativo. Seguono poi una spaccatura con un masso incastrato e un traverso verso destra, corto ma abbastanza delicato. Alla piazzola successiva il percorso si biforca: chi se la sente può salire una ripida parete con alcuni tratti strapiombanti, altrimenti si va a destra (molto facile) risalendo un canale che passa anche sotto un arco di roccia e poi ci si ricollega al percorso originario mediante una corta scaletta. Un altro tratto di sentiero, alternato ad alcuni brevi saltini rocciosi, ci porta alla base di una parete anch'essa leggermente strapiombante. La si supera per raggiungere, oramai provati, una piazzola da cui si attacca l'ultimo muretto, che in breve ci porta alla traccia di sentiero che adduce alla cima con caratteristica Madonnina (2130 m - 3h dall'attacco). Discesa: In direzione della bocchetta che separa lo Zucco Pesciola dallo Zuccone Campelli su sentierino fino ad incrociare dopo 10' a sinistra un ripido canalone (neve anche ghiacciata fino a maggio-giugno, informarsi preventivamente e, nel caso, portare una picca). Lo si discende per poi andare a destra seguendo il largo sentiero che percorre la Valle dei Camosci. Da qui in 10' al Lecco e in altri 20' alla stazione della funivia dei Piani di Bobbio. Da qui, se la funivia non è funzionante, oppure per i duri e puri, calcolare 1h 20' alla macchina


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