Sass d'Ortiga
Pale di San Martino, Val Canali - Veneto
Alpinismo, II, PD-

Bed
Sass d'Ortiga, via Comune
da Fiera di Primiero sulla rotabile per passo Cereda fino all'incrocio per la val canali: raggiungere la localita' Cant del Gal e da qui a dx su stretta carrabile, all'inizio assai ripida, fino al parcheggio (ad inizio stagione con neve si puo' benissimo salire cmq da Cant del Gal). In quaranta minuti si sale prima su sterrata poi su sentiero al rifugio Treviso. Dal rifugio si prende il sentiero subito dietro il ricovero invernale e si salgono rapidamente le ripide balze che portano sotto il Dente del rifugio e di qui verso destra all'imbocco del Vallon delle Mughe; qui la vegetazione si dirada si devono risalire le ghiaie dell'antico circo glaciale e delle conoidi che scendono dalle cime attorno: Dente e Pala del Rifugio, separate dalla guglia della torre Ortiga, e a seguire il Sass d'Ortiga sulla sinistra, punta della Disperazione e l'edificio occidentale della pala della Madonna a destra, chiudono, queste due muraglie (autentico paradiso per alpinisti), il vallone verso est nel valico della forcella delle Mughe che bisogna raggiungere; si sale quindi prima nel fondo del vallone e poi sulla sx, raggiungendo la forcella con un tratto su facili roccette. Dalla forcella comincia la salita propriamente detta, ponendo attenzione a questo primo tratto: si sale a sinistra (nord) e si prosegue sul versante est della montagna lungo un'evidente traccia che si abbandona subito ancora sx, alcuni metri prima di una sporgenza, per risalire il ripido pendio di balze erbose e poi roccette (I) tornando cosi' verso ovest; si incontrano sulle roccette in alto anche alcuni sbiaditi segni rossi (proseguendo invece lungo la traccia si oltrepassa la sporgenza rocciosa -indicazioni poco leggibili- e si giunge sotto un salto poco invitante: infatti di solito di qui si scende... cmq subito dopo la traccia e' incerta). Ci si ritrova cosi' sulla cresta; un passaggino aereo (I) deposita su un ballatoio con ometto (mio! ;)) ripassando cosi' sul versante ovest del monte (cioe' lato del vallone); una evidente cengia taglia in esposizione la parete ovest: la si segue per alcuni metri fino ad un breve e superficiale caminetto (segno a ''L'' rosso visibile anche dal ballatoio), qui si abbandona la cengia (che cmq poco dopo si perde...); si risale il caminetto (II, 3m) e dal terrazzo soprastante si puo' osservare la paretina-rampa che e' la parte piu' divertente della salita. Si sale quindi senza via obbligata la paretina adagiata (anche qui qualche segno rosso) con divertente arrampicata su ottima roccia e si riguadagna la cresta (II, II+ forse III- a seconda di dove si passa); qui incrociamo un'evidente traccia che provenendo dal basso risale nei pressi della cresta il versante est del monte, quindi sulle lastonate seguenti direttamnte in cima. La discesa si effettua per la stessa via di salita fino al punto d'usita sulla cresta della paretina-rampa; qui esistono due alternative: si ripercorre esattamente la via di salita abbandonando la traccia e scendendo in divertente arrampicata la paretina-rampa, oppure si continua a scendere lungo la traccia e poco dopo si raggiunge l'ancoraggio per la prima di due corde doppie (20m) che depositano alla base del salto sulla traccia d'attacco dopo la sporgenza rocciosa (il tratto con le due doppie si puo' comunque scendere in arrampicata ma lo *sconsiglio*: III, bagnato e friabile).


Lavori in corso...

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