Monte Velino m 2486
Massiccio del Velino (Appennino centrale) - Abruzzo
Escursionismo, EE
disl. 1600 m
lungh. 10 Km
durata 6/7 h

Marco pamar58@interfree.it
Monte Velino (2486 m) per la cresta Sud-Sud-Ovest
Itinerario n. 5 (numerazione e segnavia bianco-rossi a cura del C.A.I. di Avezzano) ACCESSO Dalla A24 Roma-L'Aquila-Teramo, attraverso lo svincolo del Torano, ci si immette nella A25 per Pescara e si esce al casello di Magliano de'Marsi (ovviamente da Pescara si raggiunge lo stesso punto dalla direzione opposta). Dal casello si imbocca la strada per Magliano de'Marsi; attraversato il centro del paese, si continua in direzione di Massa d'Albe, dove si percorre in salita la via principale che, senza soluzioni di continuità, collega il piccolo comune abruzzese con la frazione di Corona. Oltrepassata la chiesa parrocchiale (894 m), si parcheggia. RELAZIONE Si comincia a camminare, spalle alla chiesa, lungo la strada asfaltata che conduce ad un primo bivio. Si va a destra e in leggera salita si raggiunge uno slargo (croce nera metallica), dove si prende la prima sterrata a sinistra (faccia alla croce). La strada costeggia terreni recintati, qualche casetta isolata e qualcun'altra in costruzione. Ad un successivo bivio (936 m) si prosegue a destra lungo la sterrata che conduce alla Fonte Canale. Dal passo s.n. a monte (1202 m) della fonte si prende una seconda sterrata che attraversa il rimboschimento lungo il versante meridionale del Colle Pelato per poi terminare sul prato nei pressi del punto più alto del colle (1359 m). Dalla fine di quest'ultima sterrata un sentierino segnato si dirige verso la base del versante Sud del Velino, rientra brevemente nel rimboschimento e poco più in alto converge nell'itinerario che percorre il Vallone della Lama (variante di quello descritto, sempre con partenza da Corona). Il sentiero sempre più evidente giunge ad uno stazzo (recinzione di filo spinato facilmente superabile) proprio di fronte all'imbocco del "Canalino" (1500 m circa). Si lascia la traccia diretta verso quest'ultimo e si va a sinistra, costeggiando la base di una parete strapiombante all'inizio della cresta Sud. Si continua parallelamente ad un evidente canalino ghiaioso (oppure se ne percorre il fondo), che si origina a ridosso dei salti rocciosi che chiudono a valle il versante ed uniscono le creste Sud-Sud-Ovest e Sud, proprio in corrispondenza della strettoia in cui converge dall'alto "l'imbuto" terminale del "Canalone". Superata direttamente la paretina alla base della strettoia, si raggiunge attraverso quest'ultima il bordo superiore del salto, dove dal centro di una specie di profonda dolina circondata dalle rocce ("l'imbuto" suddetto) il sentiero s'inerpica lungo il ripido pendio tra radi alberi e cespugli, fino a lasciarsi alle spalle la fascia rocciosa per introdursi nel vasto versante erboso della montagna, corrispondente alla porzione inferiore del "Canalone". La traccia prosegue verso sinistra, a tratti poco evidente a causa dell'erba alta, attraversando il prato in direzione Nord-Ovest, fino a raggiungere intorno ai 1750 metri la cresta Sud-Sud-Ovest, che in quel punto ha ancora l'aspetto di un crestone prativo poco pronunciato. Da lì in poi il percorso, sempre più ripido, segue fedelmente l'andamento della cresta in direzione degli imponenti salti rocciosi che ne caratterizzano il settore centrale e che si superano sulla sinistra del filo attraverso alcuni canalini ghiaiosi dal fondo instabile. Ci si riporta sul filo di cresta quando il sentiero, con una breve discesa, giunge ad uno spettacolare intaglio (2190 m) che si affaccia sul "Canalone". Attraverso una sorta di rampa-cengia ascendente dapprima verso destra, poi, dopo uno stretto tornante, verso sinistra, si aggira il salto roccioso successivo, riguadagnando il filo di cresta lungo l'ultima fascia di rocce. Si raggiunge infine la poco pronunciata Anticima Sud (2392 m), da cui appare, ormai chiaramente visibile, la croce posta sulla vetta, che domina il vasto ed arido anfiteatro breccioso alla testata del "Canalone". Scesi facilmente ad un secondo intaglio, si percorre il faticoso e monotono pendio finale di ghiaie e sfasciumi fino alla grande croce metallica eretta sulla fatidica vetta. RACCOMANDAZIONI E SUGGERIMENTI Data l'esposizione, non è consigliabile percorrere l'itinerario in piena estate, se non partendo all'alba o comunque nelle prime ore del mattino e con abbondante scorta d'acqua. Lungo la salita le zone d'ombra sono quasi del tutto assenti ed anche iniziare la discesa del versante Sud nelle ore centrali della giornata o nelle prime ore del pomeriggio senza le dovute precauzioni (acqua, integratori di sali minerali, berretto con visiera, occhiali da sole, crema solare ad alta protezione) può trasformare una stupenda escursione come quella descritta in un'esperienza spiacevole per chiunque (rischio di disidratazione e di patologie dovute all'eccessiva esposizione ai raggi solari e, a quote più basse, anche al caldo afoso). Per effettuare un interessante percorso ad anello ed evitare la ripidissima discesa lungo gli itinerari del versante Sud, può convenire allungare l'escursione scendendo dalla vetta del Velino per la cresta Nord, per poi raggiungere mediante il sentiero sulla destra (Est) la vetta del Pizzo Cafornia (2424 m) e da lì, attraverso il suo esteso ma facile versante Sud-Est , la Fonte Canale e poi il paese. Nelle altre stagioni, a parte le piogge talvolta torrenziali, i pericoli maggiori possono derivare da vento, nebbia e neve. In particolare durante il periodo che intercorre tra la fine dell'autunno e l'inizio della primavera, quando a causa della neve l'itinerario va affrontato con piccozza e ramponi, è sempre presente il rischio di valanghe dopo abbondanti nevicate, a causa della possibile instabilità del manto nevoso provocata dal susseguirsi di gelate notturne e repentini rialzi termici diurni, cui è soggetto un versante così esposto al sole.


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