PUNTA ALLIEVI m 3176
Masino-Bregaglia - Lombardia
Alpinismo, TD+
durata 6.30 ore

Fabrizio Righetti fabrizio_righetti@libero.it
Spigolo S (Via Gervasutti)
La via Gervasutti alla Punta Allievi è giustamente una delle più classiche e conosciute scalate della Val Masino. L’estetica dell’itinerario, la favorevole esposizione ad E, l’ottima qualità della roccia e l’ambiente in cui la salita si svolge sono gli ingredienti per il successo di questo itinerario. Le lunghezze più belle e rappresentative sono quella del camino e della fessura del quarto tiro ed il superamento del cosidetto ‘Salto Giallo’ posto nella parte superiore dello spigolo. In via sono presenti vari chiodi, almeno nei tratti più impegnativi, e le soste sono generalmente attrezzate, ad ogni modo è sempre possibile integrare con l’utilizzo di protezioni veloci (friends). L’itinerario pur seguendo nel suo complesso la direttrice dello spigolo se ne discosta talvolta richiedendo di conseguenza una certa attenzione nella scelta del percorso. A questo proposito particolare attenzione va prestata al tratto immediatamente precedente e successivo al ‘Secondo Dito’ dove il percorso risulta piuttosto tortuoso passando da un versante all’altro dello spigolo. Accesso: Dalla SS 38 dello Stelvio all’altezza del paese di Ardenno (114 km da Milano) imboccare sulla propria sinistra la SS 404 della Val Masino e raggiungere il paese San Martino dove si parcheggia l’auto. Proprio dal parcheggio, un pulmino navetta (1 Euro nell’Estate 2002) consente di raggiungere l’imbocco della Val di Mello. Base di partenza per questa salita è il Rifugio Allievi situato in alta Val di Zocca a 2384 m di quota al cospetto di bellissime e famose cime granitiche. Per raggiunge il rifugio occore compiere un dislivello di circa 1350 m. Dal parcheggio della Val di Mello seguire il fondovalle sino allo sbocco della Val di Zocca (segnalazioni per il rifugio); risalire il ripido sentiero che percorre il selvaggio vallone sino a circa 2000 m di quota dove si incontra una caratteristica piana denominata appunto ‘Pianone’. Da qui un ultimo ripido tratto di circa 350 m di dislivello conduce al Rifugio Allievi (2384 m). Dal Rifugio Allievi seguire brevemente verso E (direzione Passo di Val Torrone) il ‘Sentiero Roma’ (segnavia); giunti poco prima del torrente abbandonare il sentiero e risalire il fianco della montagna in direzione della Punta Allievi. Seguendo una labile traccia dapprima tra magri pascoli e poi tra gande e detrito ci si porta sulla grande cengia erbosa posta alla base dello spigolo. Portarsi all’estremità orientale della cengia dove è situato l’inizio della via (circa 40’ dal rifugio). 1° tiro; Dall’estremo margine della cengia basale risalire lo spigolo, qui largo e poco definito, lungo una placca con alcuni tratti erbosi (IV); dopo una ventina di metri si incontra uno strapiombo appena accennnato, lo si supera (V, 2 ch.) per continuare su terreno meno impegnativo (IV) sino ad una grande cengia erbosa dove si trova la S1 (50 m, sosta attrezzata con 2 ch., possibilità di una sosta sempre su chiodi una decina di metri più in basso). 2° tiro; Salire leggermente in obliquo verso destra per poi continuare diritti lungo la direttrice del grande diedro che scende dal primo dito (III e IV) e raggiungere la S2 (50 m, sosta attrezzata con ch.). 3° tiro; Si prosegue diritti (IV e IV+) sino alla base di un caratteristico camino dove si trova la S3 (45 m, sosta attrezzata con ch.). 4° tiro; Superare con arrampicata atletica il camino (V+/VI-, ch.) e proseguire poi con scalata entusiasmante lungo la fessura seguente (V e V+, ch.) che si segue sino al suo termine raggiungendo così un intaglio sulla cresta posto alla base del ‘Primo Dito’, S4 (45 m, sosta attrezzata con ch.). 5° tiro; Oltrepassare l’intaglio di cresta e portarsi facilmente (II) sul versante occidentale raggiungendo così la base di una parete verticale solcata da numerose fessure (possibile sosta S4bis). Scalare, mantenendosi sul suo margine destro e sfruttando le numerose lame, la parete (IV+) e raggiungere nuovamente il filo di cresta dove si appronta la S5 (35 m, sosta da attrezzare). Attenzione non scalare direttamente la parete mantenendosi sulla verticale della sosta (S4bis), in questo tratto le lame sono alquanto instabili e pericolose! 6° tiro; Dalla S5 traversare verso destra con arrampicata non difficile ma esposta e non protetta (III+) e raggiungere la S6 (25 m, 1 ch. e sosta da rinforzare). 7° tiro; Si raggiunge così la base di un altro grosso gendarme della cresta noto come ‘Secondo Dito’, che si aggira per facile (II e tracce di passaggio) e lunga cengia passando nuovamente sul versante occidentale (è qui possibile procedere di conserva, 1 ch.). Dopo questa traversata si raggiunge l’intaglio posto a monte del gendarme dove si appronta la S7 (circa 60 m, 1 ch. e sosta eventualmente da rinforzare). 8° tiro; Ci si riporta sul versante orientale e seguendo una cengia leggermente discendente raggiungere la base di un camino coricato, scalarlo (III+) e raggiungere un marcato intaglio posto tra due gendarmi della cresta. Dall’intaglio scendere sul versante occidentale per una decina di metri sfruttando una rampa inclinata e fessurata (II/III) e raggiungere il fondo di un canale dove si trova la un chiodo con fettuccia che indica la S8 (30 m, sosta da rinforzare). 9° tiro; Salire la paretina posta sul lato destro del canale e seguendo poi il filo di cresta (III+ e IV-), 1 solo ch. non facilmente visibile e possibilità di integrare con friends) portarsi alla base del cosidetto ‘Salto Giallo’ la S9 (50 m esatti, sosta sul filo di cresta con 2 ch.). 10° tiro; Si sale lungo il muro soprastante, mantenendosi appena a destra del filo dello spigolo, con bella arrampicata lungo un sistema di fessure parallele (V, 3 ch., resti di 2 cunei di legno inutilizzabili, buone possibilità di integrazione con friends); S10 (30 m, sosta da attrezzata). 11° tiro; Continuare approssimativamente lungo il filo dello spigolo (III e IV); S11 (35 m, 1 ch. sosta da rinforzare). 12° tiro; Deviare leggermente alla destra dello spigolo con itinerario non evidente (III e IV) e raggiungere una cengietta alla base di un’evidente camino strapiombante dove si trova la S12 (40 m, sosta attrezzata con ch., possibilità di una sosta sempre su ch. 6/7 m prima). 13° tiro; Non salire il camino strapiombante, ma dalla cengetta proseguire con leggero percorso obliquo verso destra lungo una placca adagiata per scalare poi la soprastante fessura-camino (IV+). In questo tratto noi abbiamo effettuato un’impegnativa variante salendo dapprima la fessura soprastante la sosta appena a destra del strapiombante (VI-, da proteggere con friends). Dal termine della fessura deviare a sinistra su una placca liscia (IV, improteggibile) e risalirla per circa quattro metri fin sotto uno strapiombo che si aggira sulla sinistra sostando poi poco sopra nei pressi dello spigolo, S13 (40 m, sosta da attrezzare). 14° tiro; Dalla sosta portarsi leggermente alla propria destra (IV-, un passaggio) rimontare sul filo dello spigolo che si scala con facile arrampicata (III) per una lunghezza di corda; S14 (40/50 m, sosta da attrezzare). 15° tiro; Si continua facilmente sul filo dello spigolo per un’ottantina di metri (III e poi II, è possibile procedere di conserva) raggiungendo la sommità della Punta Allievi. La discesa avviene lungo la via normale alla Punta Allievi che ricalca in gran parte la via normale di salita da S della Cima di castello. Dalla selletta sottostante la punta discendere verso N un breve canale scarsamente inclinato (neve o detrito) per poi percorrere il largo crestone detrico (NW) lungo il quale si sviluppa la linea di confine (ometti e segnavia). Giunti ad un’ampia sella si divalla verso S in direzione della Val di Zocca seguendo le tracce di passaggio (segnavia rossi). Con facile percorso che richiede comunque qualche attenzione (in particolare in corrispondenza di un breve tratto roccioso nella parte mediana che obbliga ad una breve arrampicata su roccette sporche di sabbia) si percorre l’intero canalone che riporta alla base della montagna. Si rientra al rifugio seguendo poi la via percorsa in salita (circa 1 ora circa dalla cima). E’ possibile abbandonare lo spigolo sia immediatamente dopo il ‘Primo Dito’ utilizzando come primo ancoraggio di calata la sosta S4bis (seguono altre due o tre doppie), sia dall’intaglio posto alla base del ‘Secondo Dito’ sfruttando anche qui come primo ancoraggio di calata la S8 posta al fondo del canalone che solca il versante W. Sviluppo: 600 m Difficoltà: TD poco sostenuto, TD+ se in arrampicata libera Tempo di percorrenza: 6.35 ore


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