PIZ BERNINA m 4050
Bernina - Lombardia
Alpinismo, D-

Fabrizio Righetti fabrizio_righetti@libero.it
Biancograt
è la più classica e famosa ascensione del massiccio ed una delle più ambite dell’arco alpino. Si tratta di una grandiosa cresta, per gran parte nevosa, che offre una salita ‘ideale’ e permette di godere di visuali uniche. La lunghezza dell’ascensione e le incognite legate alle condizioni dell’ultimo tratto, tra il Pizzo bianco e la vetta del Bernina, mettono a dura prova la resistenza fisica. Accesso: Da Pontresina. Base di partenza per questa salita è la Chamanna Tschierva (2583 m) facilmente raggiungibile da Pontresina percorrendo la Val Roseg in circa 2.30 ore. Dalla Chamanna Tschierva si sale in direzione ESE per pendii morenici lungo la traccia che fiancheggia il Vadret da Tschierva. A circa 3000 m di quota si raggiunge il ghiacciaio e lo si risale mantenendosi sul suo margine sinistro superando un ripido tratto che immette poi sul pianoro sottostante la Fuorcla Prevlusa. La forcella viene raggiunta scalando un ripido pendio nevoso (40°/45°) alto circa 150 m che, in stagione avanzata può richiedere maggiore attenzione a causa del ghiaccio affiorante (3430m, 2-2.30 ore). Dalla Fuorcla Prevlusa si prosegue sulla cresta rocciosa che, dopo un primo breve esposto passaggio, permette una rapida progressione potendo procedere di conserva (II e III). A circa 3550 m di quota ha inizio la bella cresta nevosa che caratterizza questo itinerario e che dapprima larga e poco inclinata si fa progressivamente più stretta e ripida (40°). Al termine di questo tratto nevoso lungo poco meno di 1 Km si tocca la sommità del Pizzo Bianco (3995 m, 2 ore dalla Fuorcla Prevlusa). Da questo punto la cresta si fa nuovamente rocciosa opponendo difficoltà maggiori di quelle sino ad ora incontrate. Dalla vetta si percorre la cresta mantenendosi sul versante orientale sino ad affacciarsi su di un intaglio che presenta un salto verticale di circa 15 m e superabile con una corda doppia (ancoraggio con cordini in loco). Si prosegue mantenendosi sul versante occidentale e superato un gendarme (IV, tratto tecnico che può essere risolto con un salto) si raggiunge ancora più in basso un altro intaglio (Breccia del Bernina). Da questo punto inizia l’ultimo tratto di cresta, formato da rocce verticali ma ben solide ed appigliate (III e IV) che si risolve con quattro o cinque tiri di corda sino alla vetta del Piz Bernina (ca. 2 ore dal Pizzo Bianco). Per la discesa dalla vetta del Piz Bernina portarsi attraverso un’esile cresta nevosa sino alla Spalla del Bernina (4020 m). Scendere lungo la cresta sino ad un tratto roccioso alto una cinquantina di metri che può essere superato con una o due doppie (Attenzione!). Un ultimo tratto di misto conduce al pendio nevoso che rapidamente permette di raggiungere il Rifugio Marco e Rosa a 3597 m di quota (1.30-2 ore dalla vetta). Dal rifugio è possibile scendere su entrambi i versanti della montagna. Nel caso si opti per il versante meridionale, quello italiano, è consigliabile scendere l’ampia parete rocciosa sino al Ghiacciaio Superiore di Scerscen; attualmente il percorso è totalmente ed ottimamente attrezzato con spit e catene. Giunti sul ghiacciaio percorrerlo verso S sino al Passo Marinelli W (3087 m) e da qui velocemente si cala al Rifugio Marinelli (2813 m, 2.30-3 ore dal Rif. Marco e Rosa). Dal rifugio con buon sentiero, passando dal Rifugio Carate (2636 m), si raggiunge in poco più di 2 ore di cammino l’invaso artificiale di Campo Moro a circa 2000 m di quota. Dislivello: I giorno 700 m II giorno 1600 m Difficoltà: D- Tempo di percorrenza: I giorno 3 ore II giorno 7-9 ore


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