UIA DI CIAMARELLA m 3676
Alpi Graie (Gran Paradiso-Levanne) - Piemonte
Alpinismo, D-
disl. 1400

Fabrizio Righetti fabrizio_righetti@libero.it
Parete N (Via Classica)
Nel suo libro ‘Cento pareti di ghiaccio nelle Alpi’, Vanis definisce la parete N della Uia di Ciamarella la ‘Grande nascosta’ e così in effetti è apparsa anche ai miei occhi. Il selvaggio Vallone di Sea rende lontana e ‘quasi’ inacessibile questa imponente montagna ed il suo estetico versante settentrionale. Accesso: Da Torino proseguire per le Valli di Lanzo ed imboccare la SS che conduce a Forno Alpi Graie, dove si parcheggia l’auto al termine della strada in un ampio spiazzo sterrato proprio all’imbocco del Vallone di sea. La prima fatica da sopportare per salire questo itinerario è quella di raggiungere il Bivacco Sea, punto di partenza per l’ascensione. Quindi da Forno Alpi Graie (1219 m) risalire il lungo Vallone di Sea seguendo un piccolo ma ben tracciato sentiero sino al Bivacco Sea (ristrutturato agli inizi degli anni 90) posto a 2297 m di quota (3 ore da fondovalle). Dal bivacco l’avvicinamento alla parete richiede un certo dispendio di energie ciò a causa della non elevata quota dello stesso. Dal bivacco, previo un sopralluogo il giorno precedente, abbassarsi per tracce per una cinquantina di metri di dislivello e poi seguire un sentierino con alcuni ometti in direzione della conoide dedritica in cui spicca un grosso masso. Risalire il vallone che conduce al Colle di Sea ed usufruendo delle tracce che si snodano sul suo lato sinistro (orog.) raggiungere una vasta zona pianeggiante a circa 2700 m di quota dove gli ultimi lembi del Ghiacciaio di Tonini si disperdono nel detrito morenico. Percorrendo la parte pianeggiante del ghiacciaio aggirare la vasta seraccata e risalire un ripido pendio ghiacciato sul suo fianco destro sino al bacino di accumulo superiore. Traversare il ghiacciaio e prestando attenzione ai numerosi crepacci raggiungere la base della parete ad una quota di circa 3200 m (3 ore dal bivacco). Superare, ove possibile l’ampia crepaccia terminale che limita alla base l’intera parete N; noi siamo riusciti a passare appena a destra della verticale dalla cima (pochi metri molto ripidi). Salire la parete al suo centro (50°) sino alla base del caratteristico rigonfiamento ghiacciato. Superare questo tratto più ripido (55°/60°), spesso con ghiaccio affiorante, con tre tiri di corda. Un ultimo tiro più facile (45°) conduce sulla sommità a poca distanza dalla vetta. Dalla vetta della Uia di Ciamarella conviene compiere la traversata lungo la bella cresta E, portandosi lungo cresta nevosa sino all’anticima E, conosciuta come Pan di Zucchero; in questo tratto tecnicamente non difficile prestare attenzione alle cornici debordanti sul versante meridionale della montagna. Dall’anticima E un brevissimo tratto roccioso conduce in direzione E ad un canalone nevoso. Scenderlo direttamente (45° max) oppure dopo averne percorso la parte superiore deviare sulla dorsale detritica (facile) per portarsi poi nuovamente nel canale nel suo tratto inferiore. Scesi sul Ghiacciaio dell’Albaron divallare facilmente sino a 2700 m di quota dove ci si raccorda alla via seguita in salita in corrispondenza della fronte del Ghiacciaio di Tonini (1.30/2 ore dalla cima). Dislivello: 950 m per l’avvicinamento 450 m per la parete Difficoltà: D- Tempo di percorrenza: partenza dal bivacco: ore 3:00 attacco parete N: ore 5:30 vetta Ciamarella: ore 8:00 Nota: Ascensione compiuta il 21.07.97 in una stupenda giornata. Le condizioni della parete erano buone con neve dura e ghiaccio affiorante sul rigonfiamento centrale. La discesa per la cresta E si è rivelata una buona scelta ed è da consigliare.


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