Monte San Salvatore m 912
Prealpi ticinesi - Ticino (CH)
Escursionismo, EEA
disl. 550 m
durata 3 h 10'

Radice Giuliano doramarkus1@virgilio.it
ferrata Delio Ossola
La prima ferrata del Canton Ticino è stata inaugurata il 14 settembre del 2002 e percorre la parete nord-ovest del Monte San Salvatore, una modesta ma panoramicissima elevazione che domina Lugano. Data la localizzazione e il dislivello contenuto si propone come un'escursione di mezza giornata. Va precisato comunque che, nonostante la sua brevità, presuppone un discreto impegno fisico e la conoscenza delle tecniche basilari dell'arrampicata. Avvicinamento: la località a cui fare riferimento è Paradiso, paesotto dal nome pretenzioso che, per chi proviene dall'Italia via Chiasso/Mendrisio, è subito prima di Lugano. Da qui si può prendere la funicilare per il Monte San Salvatore scendendo alla fermata intermedia di Pazzallo, oppure, più economicamente, si sale in macchina per un breve tratto su comoda strada asfaltata fino alle case di Guidino (360 m circa), dove si posteggia nei pressi di un campo giochi. Da qui su percorso segnato e fiancheggiando per un tratto le rotaie della funicolare, si incrocia dopo 15' il sentiero proveniente da Pazzallo. Si sale a sinistra per incontrare subito dopo a destra (grosso cartello indicante il percorso della ferrata e relative avvertenze) la deviazione per il percorso attrezzato. Si sale nel bosco su ripida traccia, in ultimo su terreno un po' cedevole, fino all'attacco (685 m, 45' dalla macchina). Descrizione La ferrata, come scritto sopra, percorre la parete nord-ovest del Monte San Salvatore e si compone di due tratti, intervallati da un terrazzo prativo posto approssimativamente a due terzi del percorso. Il dislivello è di 125 metri per uno sviluppo di 250 metri; è ottimamante attrezzata con cavo di acciaio fissato ogni 3 metri circa e con 60 gradini metallici. Può essere classificata come "difficile". Dall'attacco si inquadra perfettamente il primo pezzo di ferrata, che risale una ripida parete intrevallando saltini verticali e talora strapiombanti con alcune cengette più o meno marcate. Nei tratti in cui la roccia butta all'infuori, un notevole aiuto è fornito da alcuni gradini metallici ravvicinati. Va posta attenzione al fatto che, soprattutto all'inizio, la progressione avviene talvolta non su roccia ma su terriccio cedevole; questo fatto costituisce forse l'unico piccolo neo del percorso. Dopo circa 50' dall'attacco, zigzagando per la parete, si raggiunge dunque il pulpito erboso dove si può finalmente concedersi un attimo di riposo prima di affrontare il breve tratto finale, comunque abbastanza intenso. Si segue il cavo per affrontare un traverso a sinistra su terreno strapiombante (gradini) ; sotto di noi incombe un vuoto di 100 metri. Sempre a sinistra fino a raggiungere un altro strapiombo dotato di una decina di gradini metallici, poi si traversa ancora a destra fino a raggiungere, sfruttando un'ultima staffa, l'uscita posta a circa 810 metri (20' dal terrazzino erboso, circa 1h 10' dall'attacco). Seguendo tracce di percorso, si entra nel bosco e si raggiunge il sentiero segnato che porta dopo 15' in cima al Monte San Salvatore; 2h 10' dalla macchina (912 metri, panorama eccezionale a 360°, chiesetta in cima). Sarebbe un posto magnifico se, appena sotto la vetta non ci fosse l'arrivo della funicolare e un'enorme antenna (il prezzo della civiltà, sigh). Per la discesa, si segue il sentiero percorso nell'ultimo tratto fino al bivio iniziale per la ferrata e da qui sul percorso dell'andata fino alla macchina (1h circa). Un ringraziamento a Matteo Negrini per le utili informazioni che mi ha fornito su questo percorso.


Lavori in corso...

indietro