DOME DE TZAN m 3351
Alpi Pennine - Val d' Aosta
Alpinismo, D

Fabrizio Righetti fabrizio_righetti@libero.it
Parete N
La Valpelline mantiene tuttora intatto il suo aspetto selvaggio fatto di montagne aspre, dal lungo e laborioso approccio, con itinerari non sempre semplici e dove le funivie e gli impianti di risalita non hanno ancora fatto la loro invadente comparsa. Tra le montagne della Valpelline non molti alpinisti conoscono il Dome de Tzan e la sua bella parete N, forse a causa della sua posizione appartata e della presenza ‘ingombrante’ di numerosi vicini ben più alti e famosi. Questa montagna si erge possente con il suo glaciale versante N sulla selvaggia Combe de Valcournera ed offre un remunerativo itinerario su ghiaccio. La posizione isolata ed appartata di questa montagna impone il bivacco nella Combe de Valcournera al fine di agevolare l’avvicinamento alla parete, già di per se laborioso (ora è stato posto un bivacco fisso). Accesso: Da Aosta seguire la strada per il P.sso del San Gottardo, dopo alcuni Km la si abbandona per proseguire lungo la strada che percorre la Valpelline. Raggiungere l’invaso artificiale di Place Moulin dove a termine la strada e si parcheggia l’auto. Da Place Moulin imboccare la carrareccia che costeggiando il lago conduce al Rifugio Prarayer (2005 m, ore 0.50). Dal rifugio seguire il sentiero che, dopo aver superato il torrente tramite un ponticello, costeggia la sponda orientale del lago per salire poi ripido nel bosco sino ai pascoli dell’Alpe Valcournera (abbandonata), buon posto da bivacco (2166 m, 1.45 ore). Dall’alpeggio seguire il sentiero (segnavia giallo) che si inoltra nel vallone. Giunti a circa 2300 m di quota, laddove il sentiero inizia a salire verso il Colle di Valcournera, abbandonarlo ed iniziare una traversata su gande in direzione del ghiacciaio posto alla base del versante settentrionale del Dome de Tzan. A circa 2450 m di quota si raggiunge la parte inferiore del ghiacciaio che si risale facilmente sino alla fascia rocciosa che lo separa dalla parte superiore del ghiacciaio. Superare la fascia rocciosa, caratterizzata da placche adagiate e rocce rotte, sulla sinistra laddove questa si presenta più bassa ed accessibile; in questo tratto pur non incontrando difficoltà rilevanti è prudente prestare attenzione, soprattutto se percorso al buio. Giunti sul pianoro sovrastante, a circa 2600 m di quota mettere piede sul Ghiacciaio di Cian e risalirlo mantenendosi prossimi al suo bordo, in vicinanze delle rocce, allo scopo di evitare i numerosi ed insidiosi crepacci che, soprattutto in stagione avanzata rompono la superficie ghiacciata. Nel Settembre del 96 a circa 2800 m di quota un grosso crepaccio si sviluppava per l’intera larghezza del ghiacciaio rendendo assai problematico il suo attraversamento. Noi lo abbiamo superato al suo estremo margine sinistro abbassandoci di un paio di metri al suo interno su di un ponte di neve e superando poi, sul lato opposto, un salto roccioso di una decina di metri (IV non banale) e traversando poi su ghiaccio (40°/45°) sino ad una zona più facile. A questo punto risalire il ghiacciaio senza particolari difficoltà in direzione della incombente parete N sino a raggiungere la crepaccia terminale posta alla sua base (quota altimetro 3030 m, 3.30 ore dall’Alpe Valcournera, ma è strettamente dipendente dalle condizioni del ghiacciaio). Superare la crepaccia terminale (alcuni metri a 65°/70°) e portarsi sulla parete vera e propria. Salire leggermente verso sinistra evitando gli affioramenti rocciosi e proseguire sino alla base del seracco (cinque tiri a 50°). Scalare direttamente la ripida gobba di ghiaccio con un tiro di corda (70° i primi 20 m su ghiaccio buono, poi circa 25 m a 55°). Dopo aver superato questo impegnativo tratto proseguire con altri due tiri (45° e poi 40°) lungo la calotta sommitale sino al suo termine. Traversare ora i vasti pianori nevosi sommitali in direzione della vetta del Dome de Tzan che si raggiunge in breve e senza difficoltà (20’ dall’uscita della via). Particolare attenzione va prestata per la discesa che seppur facile non risulta molto evidente, soprattutto se non si conosce la montagna. Dalla vetta si percorre facilmente la calotta nevosa sommitale mantenendosi sul suo margine meridionale traversando a ridosso dei contrafforti della Punta Tzan e della P.te Chavacour. Giunti a circa 3000 m di quota seguire il ghiacciaio in direzione N e facilmente proseguire sino al laghetto posto al suo termine. Da qui si percorre con cammino disagevole, ma facile, il vallone sino ai pascoli di fondovalle dove ci si ricollega al sentiero principale. Dislivello: 900 m di avvicinamento di cui circa 500 m su ghiaccio o con difficoltà 300 m per la parete vera e propria Difficoltà: D, tenendo conto dell’impegno globale Tempo di percorrenza: Alpe Valcournera (2166 m): partenza ore 4.40 base della parete (3030m): arrivo ore 8.30 vetta Dome de Tzan (3351 m): arrivo ore 11.20 Nota: Era tempo che mi ripromettevo di compiere la salita di questa bella montagna, sin dai tempi in cui un mio amico me ne parlava con entusiasmo ed un filo di reverenza. Così il 08.09.97 sono riuscito nel mio intento ed ho compiuto questa salita. Durante la nostra salita abbiamo incontrato notevoli difficoltà nell’avvicinamento sul tormentatissimo Ghiacciaio di Cian posto alla base della parete perdendo molto tempo nella ricerca dell’itinerario migliore. La parete a parte alcuni tratti con neve crostosa ci ha offerto una buona ascesa, soprattutto sul seracco sommitale dove un buon ghiaccio poroso ha permesso una progressione sicura. Grazie alla stupenda giornata il panorama dalla vetta è stato grandioso. Dedico questa bella salita a mia moglie Simona che è voluta essermi vicina affrontando un gelido bivacco. Spero comunque che nonostante ciò serbi un bel ricordo del meraviglioso scenario che la Valpelline gli ha offerto.


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