Rocca Provenzale m 2402
Val Maira - Piemonte
Alpinismo, III, F
disl. 700 circa
durata 3 ore

Val Ter vq65@virgilio.it
Rocca Provenzale
La Rocca Provenzale, o Croce Provenzale se si vuole essere fedeli alla toponomastica, e' una spettacolare formazione rocciosa che si eleva al fondo della valle Maira, nel Piemonte meridionale (Cn). Assieme alla Rocca Castello ed alla Torre Castello compone il gruppo Castello-Provenzale, ben noto agli alpinisti sin dall'inizio del secolo scorso per la solidita' della sua roccia e la bellezza delle sue linee di salita. A chi giunge dal fondovalle tuttavia la Rocca e la Torre Castello non sono visibili, perche' nascoste dall'imponente Rocca Provenzale, padrona indiscussa della scena. A vederla da Chiappera, l'ultima frazione della valle, sembra impossibile che la si possa salire su di un percorso che non richiede la progressione in cordata, eppure vedremo che e' proprio cosi', sebbene sia opportuno affrontare il percorso con le dovute precauzioni. Accesso automobilistico: Si risale la valle Maira da Dronero fino al termine della strada, poco dopo la frazione Chiappera. Si prosegue per alcuni tornanti fino ad arrivare nei pressi di un ruscello, ove (a meno che non siate i primi) si trovano di solito gia' posteggiate altre vetture. Sulla destra inizia il sentiero. Avvicinamento: Il sentiero e' lo stesso che sale al colle Greguri, ed e' difficile sbagliarlo. Si tenga pero' presente che l'attacco si trova proprio all'inizio della Rocca, laddove l'erba cede il posto alla formazione rocciosa. In pratica si trova alla base della Rocca, sulla destra. Un sentierino ben tracciato porta fino al punto di attacco, contraddistinto da uno sbiadito bollo rosso. Itinerario: Dopo la partenza si supera una prima placca rocciosa, guadagnando in breve l'accesso ad un ampio ripiano erboso (resti di costruzioni). Da li' e' ben visibile una targa metallica, proprio all'imbocco dell'itinerario. Nel tratto che segue e' opportuno prestare la massima attenzione alla segnaletica e soprattutto a non scivolare, perche' il percorso si fa via via piu' esposto. E' difficile dare una descrizione dettagliata dei singoli passaggi, un po' perche' non ve ne sono di notevoli, un po' perche' l'itinerario e' molto lungo. Se si e' sulla strada giusta ci si trovera' (piu' in alto) in zona molto esposta proprio sul bordo sinistro del versante che si sta risalendo. Ci si riporta poi leggermente al centro per guadagnare una spalla, dalla quale si prosegue ora piu' a nord. Seguendo ometti ed indicazioni si giunge ad un punto in leggera discesa, con grossi massi, a partire dal quale ci si trovera' a camminare sul versante nord. Per cenge e gradoni si giunge in prossimita' dell'unico passo di terzo grado di tutto l'itinerario. Il passo non e' per nulla esposto, almeno in confronto al resto, e conviene affrontarlo direttamente senza cercare scorciatoie. Poco dopo ci si riporta sul versante sud, dal quale ci si sposta nuovamente sullo spigolo per affrontare il tratto finale e giungere in vetta. Impressionante la vista sulla verticalissima parete della Torre Castello, che si rivela solo all'ultimo. Materiale: Anche se troverete quasi sicuramente personaggi in pantaloncini e scarpette da corsa, non lasciatevi impressionare. Il mio consiglio e' di indossare l'imbrago all'attacco (nello zaino non serve a nulla, e quando servirebbe non c'e' tempo di indossarlo). Uno spezzone di corda a tracolla servira' a dare sicurezza nei passaggi piu' difficili, specie in discesa quando la stanchezza e' tanta. Potete lasciare a casa i chiodi, perche' tanto non riuscireste a piantarne uno, e le protezioni. I chiodi che servono sono gia' piantati in loco, e servono appunto a proteggere i passaggi in discesa. Attenzione perche' la discesa e' la parte piu' impegnativa, e se piove e la roccia si bagna puo' diventare estremamente pericolosa. In certi punti basta scivolare per non fermarsi che 200 metri sotto, quindi fate un po' voi. La corda puo' essere un semplice spezzone da 20m, le poche assicurazioni le potrete fare a spalla. Qualche moschettone (non troppi) completera' degnamente il tutto. Non necessario il casco, la roccia e' solida e non ci sono scariche di pietre. Note: Il percorso su roccia richiede minimo 2 ore per la sola andata: questo e' bene saperlo subito. Non prevede passi particolarmente "tecnici" a meno che non si sbagli strada. La segnaletica c'e' ed e' costituita da bolli rossi parecchio sbiaditi e da ometti di pietra. Il percorso e' assai frequentato, e questo e' come sempre un vantaggio per chi non sa la strada e uno svantaggio per chi vorrebbe stare tranquillo. Non vi azzardate a portarci qualcuno che soffra di vertigini, ve ne pentireste amaramente a meno di non essere in quattro per poterlo portare di peso. Assolutamente sconsigliato in caso di tempo incerto, in quanto non e' possibile una veloce ritirata. Al ritorno e' possibile celebrare l'avvenuta conquista della vetta presso il vicino rifugio-campeggio "Campo Base", meta obbligata di tutti gli arrampicatori locali.


altre info:
http://www.ghironda.com/valmaira/pages/99068.htm

Lavori in corso...

indietro