CIMA PIAZZI m 3439
Alpi Retiche - Lombardia
Alpinismo, AD-

Fabrizio Righetti fabrizio_righetti@libero.it
Spigolo N e Parete NW
Bellissima montagna posta tra il solco principale della Valtellina e la Valdidentro, rappresenta la massima elevazione di quella vasta area compresa tra i gruppi del Bernina ad W e dell'Ortles-Cevedale ad E. Rocciosa e dirupata sul versante meridionale la Cima Piazzi mostra un versante settentrionale interessato da una estesa copertura glaciale che gli conferisce un’imponenza degna di un ‘quattromila’. Meraviglioso è il colpo d’occhio che la montagna offre a chi proveniendo da Isolaccia si inoltra nella Valdidentro, una immensa foresta di conifere sovrastata da una corona di candidi ghiacciai che richiama alla mente alcuni scorci delle montagne canadesi. Un tempo conosciuta con il nome di ‘Cima dei Piazzi’, fu salita per la prima volta il 21 Agosto del 1867 ad opera di una cordata di cui facevano parte il "signore" Svizzero J.J. Weilenmann, con la guida tirolese Pöll ed il portatore locale Santo Romani di Premadio. Essi toccarono la vetta provenendo dalla cresta NE e ridiscesero poi, come riportano le cronache dei tempi, per la Val "Burrone", che i topografi dell' IGM denominarono Valle Elia, l'attuale Val Lia. L'anno seguente fu l'inglese Clarke a porre il piede sulla vetta, e poi dovettero passare dieci anni prima che Damiano Marinelli ne portasse a termine, con Battista Pedranzini ed il portatore Alfonso Hoisnecht, la terza salita. Montagna che ha sempre avuto, non solo per gli abitanti delle vallate che domina, un fascino ed una attrazione particolari è una meta ambita da molti alpinisti e personalmente la annovero tra le montagne più belle dell’intero arco alpino. Accesso: Due sono le possibilità per accedere al versante settentrionale della montagna : o da San Carlo oppure da Arnoga. In ogni caso, da Bormio seguire la SS 301 del Foscagno sino a San Carlo, oppure proseguire lungo la statale sino al piccolo abitato di Arnoga (18 km da Bormio); giunti ad un deciso tornante imboccare sulla propria sinistra la strada sterrata che conduce nella Val Viola e parcheggiare l’auto. Prendere il bivio per il Passo di Verva e proseguire con l’auto sin dove possibile. Il traffico privato era stato interdetto in Val Viola da un decreto comunale, tuttavia è talora possibile, previo pagamento di un pedaggio (?), proseguire in auto nella valle. Buoni punti di appoggio per gli itinerari presenti sul versante settentrionale della montagna sono sia il vecchio Bivacco Ferrario (appena ristrutturato) sia il più recente Bivacco Cantoni. Propongo qui l’itinerario per accedere al Bivacco Cantoni situato a 2625 m di quota alla sommità del largo crinale denominato Mòt Penéglia (o Dosso Penegaglia) che divide la Val Lia dalla Val Cardonè. Sorge su un evidente dosso morenico, dominato dalla parete nord-ovest della Cima Piazzi ed è visibile con un po di attenzione anche da Arnoga. Due sono gli itinerari che permettono di raggiungere il bivacco: il primo, quello classico si sviluppa da San Carlo (1570 m), mentre il secondo parte da Arnoga (1860 m). Da San Carlo percorrere il tracciato che, dopo essere sceso sul fondo della Val Viola Bormina, risale sul suo versante opposto collegandosi alla stradina sterrata proveniente da Isolaccia a circa 1760 m di quota. Si segue la carrareccia verso sinistra abbassandosi leggermente e, poco oltre la chiesetta della Madonna di Presedont, si prende a destra e, sempre su stradina si entra in Val Lia. Percorrendo il versante sinistro orografico della valle la stradina raggiunge le baite dell’Alpe Bor?n (o Borron, 2057 m) poco oltre le quali termina definitivamente trasformandosi in un tratturo. Si prosegue su questa pista avvicinandosi sempre più al torrente di fondovalle che si traversa per poi piegare a destra su un sentierino che giunge ad un terrazzo. Qui il tracciato piega decisamente a sinistra e risale il costone del Dosso Penegaglia raggiungendone la dorsale (selletta con ometti); si segue ora il largo crinale verso SE, sempre su sentiero e ripidi sfasciumi, raggiungendo così il dosso sul quale è situato il bivacco (1.30/2 ore dall’Alpe Bor?n; 4 ore da San Carlo). L’altro itinerario parte dal tornante di Arnoga (1860 m) e segue dapprima la strada carrareccia che conduce in Val Verva sino alla Cascina Verva (2123 m) poi abbandonata la strada risale, con percorso non obbligato, lungo i pascoli del versante destro (orog.) della valle sin sul crinale della montagna in corrispondenza di una selletta posta poco sotto il Dosso delle Pecore a circa 2500 m di quota. Da qui si discende sul versante opposto in direzione del bivacco, ben visibile, che si raggiunge attraversando la piana glaciale alla fronte del ghiacciaio e percorrendo in salita il ripido fianco di una morena (2.30 ore). Spigolo N è probabilmente il più classico e conosciuto itinerario di salita alla montagna. Si tratta di un percorso quasi interamente glaciale che è caratterizzato dal superamento di un elegante spigolo nevoso. è un itinerario di soddisfazione e consigliato; può essere percorso in discesa da chi ha compiuto la salita della parete NW. Dal Bivacco Cantoni si seguono le tracce che si sviluppano lungo l'evidente morena sino alla base dello sperone roccioso contro le quali va a finire. Per facili e solide rocce (II), senza percorso obbligato, si aggira a sinistra il grosso roccione quotato 2888 m, per raggiungere il margine del ghiacciaio al disopra di esso. Anche se non personalmente effettuato, è possibile in caso di buon innevamento aggirare il roccione sulla destra, abbassandosi nel piccolo anfiteatro glaciale e risalendo un ripido, ma breve e sicuro, canale ghiacciato, al contatto della roccia, che porta ai pianori superiori della Vedretta di Piazzi. Giunti sul ghiacciaio ghiacciaio si procede in direzione dell'evidente salto roccioso posto alla base dello sperone NW della montagna che si supera risalendo sulla sua destra un canale nevoso. Dopo non molto si incontra il ripido spallone ghiacciato che caratterizza lo sperone NW e che si risale sino al suo termine (40°/45°) sino a raggiungere una piccola insellatura nevosa alla base del pendio finale. Superare l’eventuale crepaccio e seguire l’elegante cresta nevosa che conduce in vetta alla montagna. Dislivello: 800 m complessivi Difficoltà: AD Tempo di percorrenza: 3 ore Parete NW Bella parete glaciale offre una gratificante salita in ambiente magnifico e se in buone condizioni non presenta particolari problemi. Salita vivamente consigliata. Dal Bivacco Cantoni si seguono le tracce che si sviluppano lungo l'evidente morena sino alla base dello sperone roccioso contro le quali va a finire. Per facili e solide rocce (II), senza percorso obbligato, si aggira a sinistra il grosso roccione quotato 2888 m, per raggiungere il margine del ghiacciaio al disopra di esso. Anche se non personalmente effettuato, è possibile in caso di buon innevamento aggirare il roccione sulla destra, abbassandosi nel piccolo anfiteatro glaciale e risalendo un ripido, ma breve e sicuro, canale ghiacciato, al contatto della roccia, che porta ai pianori superiori della Vedretta di Piazzi. Giunti sul ghiacciaio si traversa velocemente, prestando attenzioni ad alcuni crepacci, sino alla base della parete NW. Si supera la crepaccia terminale, talvolta molto aperta, e si risale (45° poi 50°) il pendio soprastante mantenendosi nel centro della parete, che qui si si presenta come un grande catino. Al termine di questa prima parte si trova una zona meno ripida che conduce alla base della parete finale. Superare un grosso crepaccio e risalire il pendio soprastante (50°) stando leggermente a sinistra delle rocce che si scorgono in prossimità della vetta, giungendo così direttamente in cima. La discesa più comoda e veloce dalla montagna avviene seguendo l’itinerario precedente (consigliabile). Dislivello: 350 m per l’avvicinamento (dal bivacco) 450 m per la parete Difficoltà: AD+ Tempo di percorrenza: 3 ore


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