PICCO LUIGI AMEDEO m 2810
Masino-Bregaglia - Lombardia
Alpinismo, TD+

Fabrizio Righetti fabrizio_righetti@libero.it
Parete SE (Via Taldo-Nusdeo)
Impegnativa e prestigiosa. Con questi due aggettivi qualificherei questo itinerario sulla parete SE del Picco Luigi Amedeo. Difatti a causa della complessità del percorso e della scarsa chiodatura non ho trovato, come altri invece hanno commentato, entusiasmante e godibile l’arrampicata lungo questa via. Incredibile l’8° tiro, che implica il superamento di un’angusta strettoia. Vivamente consigliabile è la dotazione di una doppia coppia di friend grandi (misure 2 e 3 della BD) oltre che un buon numero di friend di altre misure (medie soprattutto) e nut; martello e chiodi non sarebbero da disdegnare. Accesso: Dalla SS 38 dello Stelvio all’altezza del paese di Ardenno (114 km da Milano) imboccare sulla propria sinistra la SS 404 della Val Masino e raggiungere il paese San Martino dove si parcheggia l’auto. Proprio dal parcheggio, un pulmino navetta (Lire 2000 nell’Estate 2000) consente di raggiungere l’imbocco della Val di Mello. Base di partenza per questa salita è il Rifugio Allievi situato in alta Val di Zocca a 2384 m di quota al cospetto di bellissime e famose cime granitiche. Per raggiunge il rifugio occore compiere un dislivello di circa 1350 m. Dal parcheggio della Val di Mello seguire il fondovalle sino allo sbocco della Val di Zocca (segnalazioni per il rifugio); risalire il ripido sentiero che percorre il selvaggio vallone sino a circa 2000 m di quota dove si incontra una caratteristica piana denominata appunto ‘Pianone’. Da qui un ultimo ripido tratto di circa 350 m di dislivello conduce al Rifugio Allievi (2384 m). Dal rifugio seguire verso destra il ‘Sentiero Roma’ (segnavia) sino al Passo di Val Torrone, dove si possono lasciare gli zaini. Scendere sul versante opposto del passo lungo un canalino roccioso (facile, catene in loco) e giunti al fondo (circa 120 m di dislivello) risalire il pendio erboso (traccia) posto alla base della parete SE del Picco Luigi Amedeo. Costeggiare la parete sino ad incontrare un grande massso (con spit infisso), 10 m a destra salgono le fessure originali della via, mentre deviando ulteriormente a destra si incontra un diedrino leggermente strapiombante dove solitamente inizia la via (1.15 ore dal rifugio). Nota: La parete SE del Picco Luigi Amedeo è pure raggiungibile dal Bivacco Manzi in circa 30’ di cammino. 1° tiro; Salire per alcuni metri un vago diedrino (V, 1ch.), traversare poi a sinistra in placca (IV+) sino ad una fettuccia, superare un difficile passaggio (A0) e traversare ancora a sinistra sino ad una zona erbosa (radice per assicurarsi), abbassarsi leggermente (IV+) ed aggirato uno speroncino raggiungere la S1 (45 m). 2° tiro; Breve tiro (V poi VI, spesso bagnato) che porta alla fessura che scende dal naso; S2 (25 m). 3° tiro; Salire ancora qualche metro la fessura (V+) poi traversare sotto il naso (6b+ oppure A1, un paio di dadi incastrati da integrare con protezioni veloci) ed uscire lungo una bella lama (VI-) che piegando leggermente verso destra (V) conduce sino alla S3 (20 m). 4° tiro; Tiro impegnativo che segue un diedro (VI) e poi una lama da salire in Dulfer (V e V+) sino alla S4 (35 m). 5° tiro; Dopo una prima parte facile (IV) segue un ostico camino (VI), si esce poi su rocce più facili sostando in una nicchia; S5 (25 m). 6° tiro; Salire una bella placca lavorata sulla faccia destra di un diedro (IV+, 10 m improteggibili, al termine della placca è possibile posizionare un friend in una fessura muschiosa), aggirare sulla destra uno strapiombino, che implica un passaggio delicato (V+), rientrando a sinistra per proseguire in un diedro grigiastro (V e IV+) sino alla S6 (40 m). 7° tiro; Tiro su medie difficoltà (III e IV) comunque da non sottovalutare, che porta alla caratteristica grotta dell’8° tiro; S7 (40 m). Attenzione! Oltre questo punto la ritirata dalla via diventa problematica se non impossibile. 8° tiro; è il tiro più caratteristico della via che implica il superamento di un profondo antro e di uno stretto camino. Dalla sosta alzarsi sul fondo della grotta su rocce bagnate e muschiose ma comunque non difficili sino al suo vertice (IV+, scarse possibilità di assicurazione, un cordino penzolante dalla volta difficilmente raggiungibile) ed uscire per un’angusta strettoia/camino ai limiti della percorribilità che obbliga ad un’arrampicata faticosa ad incastro (A0, qualche protezione in loco da integrare). All’uscita della strettoia un ultimo esposto passaggio (V) permette di raggiungere la base di un camino dove è ubicata la comoda S8 (25 m). 9° tiro; Si scala il camino sino al suo termine (IV); S9 (25 m). 10° tiro; Dalla sosta è visibile, circa 7/8 m più in alto e leggermente a sinistra, un cordino penzolante, probabilmente un ancoraggio di ritirata; non scalare in quella direzione, ma dalla sosta proseguire verticalmente superando un vago diedro con arrampicata impegnativa (V+) sino alla S10 (25 m). 11° tiro; Tiro che impone un’arrampicata sostenuta in diedro e fessure (V+); S11 (30 m). 12° tiro; Si continua diritti lungo un diedro verticale con arrampicata atletica (VI+); S12 (30 m, sosta da attrezzare). 13° tiro; Seguire una fessura con arrampicata sostenuta (VI) sino ad uno spuntone poco sotto i grandi strapiombi sommitali; S13 (25 m). 14° tiro; Deviare a sinistra per facili rocce (III) e superare poi un ostico diedrino (V+, 1 ch.) e poi più facilmente per una cengia (III) allo spigolo S della montagna, dove si trova la S14 (30 m, spit). Dalla S14 è poi possibile proseguire lungo il recente itinerario tracciato (da Rampikino) lungo lo spigolo S scalandone l’ultimo tiro (5b, protetto a spit) per giungere così sotto l’edificio sommitale della vetta del Picco Luigi Amedeo. Dalle notizie in mio possesso il raggiungimento della vetta vera e propria comporta di spostarsi dallo spigolo S sul versante SW. La discesa avviene lungo il versante SW con due possibili modalità. O con tre doppie (Attenzione! Due Corde da 55 m necessarie) lungo la serie di nuove calate attrezzate recentemente (spit e maglia in acciaio, soluzione da noi seguita) oppure con quattro doppie lungo la vecchia via di discesa. Nel primo caso, dalla S14 ci si cala con una prima doppia da 47 m piegando leggermente a destra (faccia a monte), poi una seconda doppia di 48 m porta al successivo ancoraggio (difficile da trovare, guardare verso sinistra), infine un’ultima doppia da 53 m deposita alla base. Per la seconda opzione sono sufficienti due corde da 50 m e la prima calata da effettuarsi dalla S14 tende leggermente a sinistra (faccia a monte). Sviluppo: 430 m Difficoltà: TD+ Tempo di percorrenza: 7.30 ore


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