Falesia del Gaver m 1550
Adamello meridionale - Lombardia
Arrampicata,

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Falesia del Gaver - Settore
 
DESCRIZIONE Bella placca appoggiata di granito, alta una trentina di metri, situata alla piana del Gaver, in alta Val Sabbia, in provincia di Brescia, vicino al confine col Trentino. Arrampicata tipica su granito, fantastica l'aderenza per le scarpette, quasi nulla per le mani, granito a funghi da prendere con le dita e qualche fessura, buona la chiodatura a spit. La piana del Gaver è una bellissima conca alpina, sul fondo della Valle del Caffaro, sotto la mole rocciosa del Cornone di Blumone (m. 2843), che domina la vallata. Nei pressi della falesia l'ambiente è bellissimo, pianeggiante, con radure tra gli abeti dove è possibile sostare al fresco, al limite anche con la tenda, nei pressi passa il torrente Caffaro, che alimenta delle piccole pozze d'acqua e delle piccole torbiere rinfrescanti. ACCESSO AUTOMOBILISTICO Da Brescia si imbocca la tangenziale Sud in direzione Est, quando le 2 corsie si riducono ad una sola seguire a destra l'indicazione per Salò. Si passa da Mazzano, Gavardo, e prima di Salò, in località Tormini, seguire le indicazioni per Madonna di Campiglio. Dopo l'ultima galleria la strada si fa più lenta e percorre i vari paesi della Valle Sabbia (Sabbio Chiese, Vestone e altri) poi si giunge sul Lago d'Idro, che si costeggia fino quasi al suo termine, prima di Ponte Caffaro, dopo l'Ossario di Monte Suello si svolta a sinistra per Bagolino e la Valle del Caffaro. Si sale con qualche tornante, poi un pezzo in piano conduce al paese di Bagolino, che si attraversa fino a trovare le indicazioni per il Gaver (località sciistica invernale). Da Bagolino, dopo 12 Km, passando per Valle Dorizzo, si giunge alla piana del Gaver, si ignorano a sinistra le indicazioni per la strada che porta al Passo di Croce Domini e si prosegue dritti sulla strada sterrata che porta in pochi minuti al rifugio Nikolajevka. Da Brescia ci si impiega meno di due ore, in condizioni di traffico normale. DESCRIZIONE DEI MONOTIRI La falesia è composta da due settori, il principale è quello alto "Placche del Belvedere" (qui non descritto), con vie di uno e due tiri, dal 4b al 7c. Il settore qui descritto invece è quello basso "Settore alle Cave", al livello dei prati della piana del Gaver. Dopo il rifugio Nikolajevka si prosegue sulla sterrata attraversando il ponticello sul torrente, poi si segue la sterrata ancora avendo sulla sinistra il pendio boscoso, si ignora il cartello in legno indicante "Palestra di roccia", che conduce al settore alto qui non relazionato, e si segue invece ancora la strada nel bosco. In breve la strada sbuca sulla piana alluvionale del Caffaro, punteggiata qua e la da zone acquitrinose, si punta un po' a sinistra verso la parete di roccia da qui visibile, arrivandone alla base (vedi foto). Non essendo abituato all'arrampicata su granito potrei esagerare la valutazione della difficoltà, metto prima la valutazione "ufficiale" della guida e poi quella che a me pare più verosimile. Prima via da sinistra: Numero 1 arrampicata lungo la fessura in aderenza, 25 metri fino alla catena della sosta, 4b/5a. Seconda via da sinistra: Amghimghè arrampicata su placca, paralella qualche metro più a destra della "Numero 1", bella, 25 metri, sosta in comune con la precedente, 5a/5c. Terza via da sinistra: Numero 2 Sale lungo la fessura a fianco della striatura nera della placca, poi si tiene a destra della fessura con ciuffi d'erba. Arrampicata in aderenza su funghi. All'uscita sbucare nel boschetto sopra la placconata, c'è una sosta allestita al tronco di un alberello, consigliata corda lunga, 30 metri, 5c/6a+. Quarta via da sinistra: Belzebù aiutaci tu Placca in aderenza con all'inizio passaggio facile su una sporgenza della roccia, poi placca con microappigli fino alla catena. 25 metri, 6b/6b+. Quinta via da sinistra: Numero 3 Placca in aderenza, lungo la verticale sotto la catena. Si giunge ad una fessura obliqua che si segue per un po' proseguendo poi su in verticale. Movimenti delicati d'equilibrio, 25 metri fino alla catena (in comune con la precedente), 6a+/6b. Sesta via da sinistra: Sibilla La via passa sul margine estremo destro della placca, al limite dell'erba, facile la prima parte, poi gli ultimi metri per arrivare alla catena (in comune con le 2 vie precedenti) più delicati su piccoli funghi per le dita. 25 metri, 6a/6a+. Su richiesta posso inviare delle foto delle 6 vie (e la relazione delle altre del settore alto). La placca è in ombra (e umida) al mattino, meglio arrampicare in estate dopo le 10.30. La corda può essere agganciata in alto anche salendo dalla prima via, la più semplice, raggiungendo il boschetto e utilizzando la sosta sul tronco, che può servire le altre vie. Per ogni ulteriore informazione, specie sulle vie del settore alto "Placche del Belvedere" è possibile chiedere informazioni al ristoro Blumon Break, sulla strada poco prima dell'inizio della strada sterrata. I gestori sono gentili e disponibili a dare informazioni sulla falesia e vie dei dintorni.


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