Cornone di Blumone - cimetta sud m 2750
Adamello meridionale - Lombardia
Arrampicata, V-
disl. 250
durata 2 ore la salita

Gölem g.losio@libero.it
Via "Tant per rider", dosso sud Cornone di Blumone
 
DESCRIZIONE: Via "Tant per rider", aperta il 02/09/1990 da Emanuele Cinelli e Gabriele Filippini Bella e facile arrampicata sul granito del Cornone di Blumone, una delle montagne principali dell'Adamello meridionale. La via è composta da 6 tiri, facile, mediamente sul III-IV grado, con un paio di passaggi di V. La via non è chiodata, fatta eccezione per un chiodo lasciato dagli apritori nel 4° tiro e uno nella fessura alla sosta alla fine del 3°, portare dadi e friend medio-grandi. La via non porta sulla vetta del Blumone (m. 2843), ma sul rilievo sud, ben visibile dal rifugio Tita Secchi (rifugio di appoggio) al Lago della Vacca, sulla estrema destra del massiccio. Il dosso sud del Blumone è ben distinto dalla vetta principale da un canalone, che verrà usato per la discesa, e propone anche altre vie più difficili di salita. La via percorre grossomodo il canale che separa la parete di destra dalla pala centrale della montagna, (vedi la fotografia), risale il canale attraversando tre cengie (le prime tre soste) e poi raggiunta una selletta prosegue in cresta raggiungendo in breve la vetta. AVVICINAMENTO: Esistono tre accessi principali per raggiungere il rifugio Tita Secchi, uno parte dalla piana del Gaver, un altro dal rifugio Bazena sulla strada del Passo Crocedomini, e il terzo parte dalla Malga Cadino, sempre sulla strada che dal Gaver risale verso il Passo di Crocedomini, dove esiste possibilità di parcheggio. Dalla Malga Cadino una mulattiera percorribile anche da auto alte e fuoristrada porta in breve alla corna Bianca, dove finisce la sterrata e dove il sentiero passa sulla sabbia bianca frutto dell?erosione della montagna, poi si prosegue perdendo lievemente quota, si riprende poi a salire e si superano alcuni ampi tornanti che permettono di guadagnare quota mentre ci si avvicina all?ampio Passo della Vacca, dove si infila il sentiero. Qui in pochi minuti si scende al Lago della Vacca, e poco sotto la diga si attraversa risalendo, passando dalla casetta dei guardiani della diga e poi arrivando al rifugio Tita Secchi. Dalla Malga Cadino al rifugio di buon passo si impiegano ore 1,40, 2,15 se si va più piano. Dal rifugio si prosegue verso l?attacco della via, che si raggiunge in 30 minuti: Si punta verso la parete del Blumone e l?ampio ghiaione alla sua base, si transita da un casottino in muratura, poi puntando verso la parte desta della parete si sale gradatamente iniziando ad attraversare il ghiaione, si costeggia la parete in un suo punto più avanzato, poi si attraversa ancora il ghiaione costeggiandola finchè non si vede a sinistra il canalone che servirà per la discesa, e una trentina di metri più avanti le rocce rotte dove c?è l?attacco, in prossimità di un diedro appena accennato, 5 o 6 metri più a destra di un diedro molto marcato. La prima sosta può essere ricavata da un sasso incastrato tra una rocciona e la parete. RELAZIONE DELLA VIA: 1° tiro: Si risale il diedro e le roccette, con linea di salita non vincolante (III), salendo sempre in verticale fino a giungere ad una larga cengia detritica (50-55 metri), sosta su spuntoni. 2° tiro: Si osserva una marcata e profonda fessura che risale sopra la cengia, con due grossi massi incastrati. Il secondo tiro risale questa fessura (IV) rimontando il primo e il secondo masso incastrato (strapiombino di V proteggibile), poi si transita da un pianerottolo, si risale ancora su rocce più facili ritrovandosi ad una seconda grande cengia dove si sosta su roccioni (65-70 metri). 3° tiro: Risale il canale-diedro centrale soprastante, superando un po? a destra e un po? a sinistra i facilissimi gradoni (II-III) e proseguendo sulla verticale fino alla terza cengia, dove si sosta su un chiodo (integrabile) nella fessura sulla parete (60-65 metri). 4° tiro: Si attacca il muretto verticale sopra la sosta (V) si inizia a seguire il diedro soprastante che presto si biforca. Nel punto in cui il diedro si biforca è presente un chiodo. Si prende il bellissimo diedro a falce che piega a sinistra, ben proteggibile con friend (IV), e lo si segue in traverso sulla placca, si ignora un diedro che si stacca in verticale proseguendo a sinistra lungo il diedro, poi si giunge ad una evidente selletta sulla cresta salendo ancora qualche metro, dove si sosta (40-45 metri). Ci si affaccia sul versante est e si vede giù la valle del Caffaro che termina nella piana del Gaver. 5° tiro: Si prende la cresta a sinistra, si risale un diedrino verticale di 5 metri (IV+) e poi ancora in cresta su rocce più facili fino a dei roccioni (III) su una cengetta poco sotto la vetta (35 metri). 6° tiro: Facilissimo, breve (15-20 metri), fattibile anche slegati, segue le roccette della cresta, e porta sulla piccola cimetta dove ci si affaccia sulla adiacente e sovrastante vetta del Blumone, con croce. ATTENZIONE: Il secondo e il terzo tiro sono molto lunghi, e fattibili con una corda da 70 metri. Se si dispone di una corda più corta è possibile arretrare le soste centrali (la seconda e terza sosta) senza grossi problemi (se non quello di ottenere due tiri in più, da 6 divengono 8): - prima sosta: uguale; - seconda sosta: sul pianerottolo subito dopo il secondo masso incastrato nella profonda fessura, senza risalire alla soprastante cengiona (40 metri); - terza sosta: si risale all'ampia cengia soprastante, e si sosta alla base della successiva parete (30 metri); - quarta sosta: sostare a metà del canale-diedro centrale, senza risalire alla soprastante cengia (35 metri); - quinta sosta: risalire sulla terza cengia soprastante alla base della parete, dove è presente il chiodo nella fessura (30 metri, sosta uguale a quella finale del terzo tiro sopra descritta); - sesta, settima e ottava sosta: corrispondono alla quarta, quinta e sesta sopra descritte). DISCESA: Attenzione, un po? esposta e richiede un po? di attenzione, per l?esposizione in certi tratti e per i sassi che facilmente si possono smuovere e cadere. Dalla cima si scende verso nord-est (proseguendo sulla direzione che si teneva nel tiro precedente), ad una cengetta proseguire verso sinistra fino a dei grossi massi, superarli poi si piega a destra scendendo in direzione del canalone di discesa. Tenersi sulla sua destra dove c?è una zona più facile, da lì si scende nel fondo del canale. Si zigzaga un po? scendendo scegliendo le zone più percorribili tra i massi, si scende uno stretto e verticale caminetto (possibilità di calata). Si supera scendendo un salto, poi il canale è interrotto da un altro salto, ci si sposta a destra giungendo su un terrazzino inclinato con un vecchio chiodo di calata. Si prende un caminetto che permette di superare un breve salto, poi si prosegue sul fondo del canale; ad un nuovo salto spostarsi a sinistra per scendere arrampicando lungo una fessura. Proseguire la discesa del ripido canale che si restringe fino a giungere alla morena alla base della parete, poco distante dall?attacco. Un grazie ad Emanuele Cinelli per avermici portato, per ulteriori informazioni date un?occhiata anche al suo sito. Su richiesta posso fornire numerose foto della via.


altre info:
http://www.emanuele-cinelli.it/

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