Placche Zebrate - Via del Cane Trippa m 350
Monte Brento - Bassa Valle del Sarca - Arco/Dr&ogr - Trentino
Arrampicata, VI, 5c
disl. 280
durata Da 2 a 3 ore

Gölem g.losio@libero.it
"Via del Cane Trippa" alle Placche Zebrate
 
DESCRIZIONE GENERALE Bella via su ottima roccia, non difficile e abbastanza costante come difficoltà, mediamente sul III-IV grado, con un singolo passaggio più difficile (VI-5c), sono 280 metri fattibili in 2/3 ore. La via è ben protetta con chiodi cementati abbastanza ravvicinati, non occorrono dadi o friends, solo 6/7 rinvii e cordoni per le soste, che sono tutte comode, e ricavabili sempre da 2 o addirittura 3 chiodi. Un paio di soste sono addirittura doppie per poter superare eventuali cordate lente. La via si chiama "via del cane trippa", ed è una delle tante vie delle "Placche Zebrate", grande placconata di roccia calcarea bianca che si trova a Drò, paese a pochi chilometri da Arco provenendo dall'alto Lago di Garda. Le "Placche Zebrate" propongono una vasta gamma di vie facili e difficili, su placche liscie a buchi, con presenza di diedri e zone di rocce più rotte. Vale la pena di fare una visita, per il piacevole ambiente di bassa quota (esposizione ad Est, clima mitigato dal lago, si arrampica tutto l'anno), per il bel bosco di pini alla base delle placche e per la presenza di vie per tutti i gusti. DESCRIZIONE DELLA VIA Si raggiunge il comodo parcheggio attrezzato sulla strada che da Riva del Garda va a Trento, a sinistra della strada poco dopo il Benzinaio IP con annesso Bar (posti auto all'ombra e cartello riportante la maggior parte delle vie delle "Placche Zebrate"). E' già visibile dalla strada la larga placca di roccia, in alto si osserva sopra le vie una larga cengia che scende perdendo quota da destra a sinistra (sarà la via di discesa), poi a sinistra la placca termina nel ghiaione alla base che risale andando a "ricoprire" la parete che "scende". E' osservabile quasi al termine sinistro della parete una rampa di rocce più facili e rotte tra le placche liscie, che risale in diagonale da destra a sinistra, qui lungo il canale risale la via "46° parallelo", la nostra invece si attacca almeno una trentina di metri prima, più a destra venendo dal parcheggio, in corrispondenza di un altro canale che risale più rettilineo di rocce meno liscie. Si attraversa il bosco di pini marittimi verso le placche, si segue il sentierino e appena ci si appresta alla placconata si prende la deviazione a sinistra verso l'attacco della via che riporta in bianco la scritta scolorita "cane trippa". 1° tiro: Si sale la placca seguendo i chiodi, piegando dopo pochi metri a sinistra ad evitare un alberello, poi ancora su su roccia facile (III) fino a ritrovare i due chiodi di sosta, su una comoda cengia. 50 metri. 2° tiro: Attacco in verticale, il punto più delicato della via (VI-/5c, vedi la fotografia): si sale rinviando facilmente al primo chiodo, poi in allungo si alzano i piedi in due buchetti e in aderenza si risale la placca (altro chiodo) fino a trovare degli appigli migliori per le mani, poi si prosegue lungo la placca, qui più facile (III+), fino alla sosta, ancora su un comodo terrazzino. 45 metri. 3° tiro: Risale la placca (IV-), piegando poi un po' a destra, lungo i chiodi fino alla sosta, ancora comoda, a sinistra di un alberello. 40 metri. 4° tiro: Risale la placca, andando lievemente verso destra, diedro (IV), poi ancora sosta su un terrazzino. 40 metri. 5° tiro: Si parte risalendo verso sinistra, passando in parte ad un alberello (III+), poi ancora si risale in traverso fino alla sosta successiva, all'ombra di un alberello. 35 metri. 6° tiro: Si sale avendo ancora come direzione la sinistra, lungo i chiodi, si passa su una placca (III) e poi nei pressi di una pianta (a sinistra), poi diedrino (IV-) fino alla sosta. 40 metri. 7° tiro: Ultimo tiro, molto breve, lungo il soprastante diedro (III), più marcato dei precedenti, fino a due chiodi di sosta dove è preferibile rinviare tirando dritto fino alla sosta 8 metri più in alto dopo delle roccette facilissime. 25-30 metri. Si è giunti alla cengia sommitale della parete, alla fine della via. VARIANTE ULTIMO TIRO Al 7° tiro, invece di risalire in verticale il diedro, seguire i chiodi che dalla sosta salgono a destra fino alla cengia, poco distante dall'arrivo normale. La difficoltà secondo me è attorno al 5c. Il tiro in realtà è l'ultimo della via "Via Maniglia" che condivide con "Via del Cane Trippa" la sosta prima dell'ultimo tiro. DISCESA Una volta sulla cengia, a via conclusa si scende a sinistra lungo la cengia, poi giù a tornanti sul ghiaione fino a tornare alla base della parete, costeggiandola fino al punto da cui si era partiti. ATTENZIONE Pericolo: sulla cengia sopra la placconata sono presenti numerose pietre e sassi che possono inavvertitamente essere smosse, con grave pericolo per gli arrampicatori sottostanti. Transitare durante la discesa solo sul sentiero!


altre info:
http://www.sassbaloss.com

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