Placche Zebrate - "Via dell'Amicizia" m 450
Monte Brento - Bassa Valle del Sarca - Arco/Dr&ogr - Trentino
Arrampicata, VII, 6b+
disl. 350
durata 3 ore - 3.30

Gölem g.losio@libero.it
"Via dell'Amicizia" alle Placche Zebrate
 
DESCRIZIONE GENERALE Bellissima via su buona roccia, non difficile e abbastanza costante come difficoltà, mediamente sul IV grado, con un paio di passaggi più difficili (VI-,VI), sono 400 metri fattibili in 3 ore almeno. Due tiri sono di difficoltà maggiore da salire in libera (6a, 6b+), tutti in placca liscia da fare in aderenza, ed è tuttavia possibile azzerarli in A0. Nella prima delle due lunghezze sopra citate va anche effettuato un pendolo. La via è ben protetta con chiodi cementati abbastanza ravvicinati (mai a più di 4-5 metri l'uno dall'altro, e comunque messi giusti, dove occorrono), non servono dadi o friends, solo 8/9 rinvii e cordoni per le soste, che sono tutte comode, e ricavabili sempre da 2 o addirittura 3 chiodi. Un paio di soste sono addirittura doppie per poter superare eventuali cordate lente. La via si chiama "Via dell'Amicizia", ed è una delle tante vie delle "Placche Zebrate", grande placconata di roccia calcarea bianca che si trova a Drò, paese a pochi chilometri da Arco provenendo dall'alto Lago di Garda. Le "Placche Zebrate" propongono una vasta gamma di vie facili e difficili, su placche liscie a buchi, con presenza di diedri e zone di rocce più rotte. Vale la pena di fare una visita, per il piacevole ambiente di bassa quota (esposizione ad Est, clima mitigato dal lago, si arrampica tutto l'anno), per il bel bosco di pini alla base delle placche e per la presenza di vie per tutti i gusti. DESCRIZIONE DELLA VIA Si raggiunge il comodo parcheggio attrezzato sulla strada che da Riva del Garda va a Trento, a sinistra della strada poco dopo il Benzinaio IP con annesso Bar "Parete Zebrata" (posti auto all'ombra e cartello riportante la maggior parte delle vie delle "Placche Zebrate"). E' già visibile dalla strada la larga placca di roccia, in alto si osserva sopra le vie una larga cengia che scende perdendo quota da destra a sinistra (sarà la via di discesa), poi a sinistra la placca termina nel ghiaione alla base che risale andando a "ricoprire" la parete che "scende". La nostra via è la undicesima da sinistra di quelle attrezzate, attacca più o meno a metà parete, venendo dal parcheggio, praticamente dove il sentierino che viene dal parcheggio raggiunge la parete rocciosa, prima che lo stesso inizi a piegare a sinistra per raggiungere le vie più corte, le prime. All'attacco è presente una scritta bianca sbiaditissima "Amicizia", ma è poco visibile, in ogni modo il primo tiro si svolge sotto la verticale di un tetto sporgente poco sopra una cengia, già visibile, dove poi transiterà la via. 1° tiro (in comune con la via "Mon Cheri"): In verticale lungo la placca a buchi (III e IV), si transita a destra di una sporgenza rocciosa giungendo ad una cengetta dove si trovano i chiodi di sosta. 45 metri. 2° tiro: Dalla sosta ancora in verticale sul muretto, poi dopo essere saliti per una decina di metri non proseguire più in verticale nel diedro (è la linea di salita di "Mon Cheri") ma prendere invece a destra lungo una piccola cengia poco marcata (III), e, superando qua e la dei saltini di roccia ed una placca (IV) si perviene ad un'altra comoda sosta. 40 metri. 3° tiro: Si prosegue con il traverso molto esposto (II e III), si segue la cengia transitando lungo la cengia e nel frattempo salendo un po', si transita da una sosta che è preferibile evitare (è la sosta della via "I Giochi di Silvia" che sale dal basso e poi prosegue in su), dopo la sosta ancora nella stessa direzione (IV) si giunge ad una placca liscia che bisogna attraversare con attenzione (IV+) per poi risalire il muretto successivo, lungo i chiodi fino alla sosta sovrastante. 45 metri. 4° tiro: Sopra la sosta si risale la rampa di rocce rotte, poi si passa da una placca (IV+), e poi piegando lievemente a sinistra si raggiunge la sosta. 45 metri. 5° tiro: Si risale il canale (qua e là erboso) sovrastante la sosta, salendo la placca (III+), poi si piega verso sinistra andando verso il margine del canale e risalendolo superando un piccolo muretto verticale (IV+), comunque ben appigliato. Una volta usciti dal canale risalire la placca piegando un po' a sinistra, raggiungendo così la sosta. 40 metri. 6° tiro: Su in verticale sulle placche (IV) e poi su rocce facili (III) fino alla sosta. 35 metri. 7° tiro: Dalla sosta risalire la placca, da cui sporgono numerosi ciuffi d'erba (IV, IV+), fino alla sosta, posta in alto rispetto al terrazzino e un po' meno comoda delle precedenti. 30 metri. 8° tiro: Si risale la placca sopra la sosta (V+), poi dopo un po' di metri si fa più impegnativa (6a+/A0), risalendo in aderenza per circa 8 metri, in questo tratto sono presenti 5 chiodi (ovviamente molto ravvicinati). Dopo i cinque chiodi sulla placca si trova un ulteriore chiodo con anellone per effettuare il pendolo. Dall'anellone ci si fa calare lievemente dal compagno mentre si cammina sulla parete spostandosi il più possibile verso sinistra. Dall'anello occorre spostarsi almeno 8 metri, poi si giunge ad una larga fessura nella placca con rocce più rotte, la si risale lievemente traversando sempre a sinistra, dove si trova una placca liscia (6a+) che occorre attraversare per 2/3 metri per arrivare alle rocce facili dove è posizionata la sosta. 30 metri. 9° tiro: Altro tiro impegnativo, più del precedente. Subito sopra la sosta si attacca la placca liscissima (vedi foto) (6b+/A0, chiodi posizionati a circa 1.50 metri l'uno dall'altro), si prosegue così per 8 metri, poi ancora su placca un po' più facile (6a+/A0) per altri 8 metri fino alla sosta. 25 metri. 10° tiro: Si risalgono le rocce facili (III) sopra la sosta, senza problemi lungo i chiodi fino alla sosta successiva. 30 metri. 11° tiro: Come il precedente tiro, su in verticale sulle rocce facili (III+) fino a raggiungere la sosta, alla fine della via, sotto un roccione che delimita in alto la placca che precipita fino alle morene giù all'attacco. 30 metri. TRAVERSO DOPO L'ULTIMO TIRO Dalla sosta, bisogna traversare a sinistra lungo la cengia, ma dato che il percorso è molto esposto, si effettua un ulteriore tiro di corda in traverso, evitando di rinviare ai chiodi che sono posizionati in basso a livello del sentierino, perchè la corda potrebbe smuovere dei sassi e farli cadere sulla placca, è preferibile proteggere utilizzando i numerosi spuntoni rocciosi e i tronchi degli alberelli, fino ad arrivare al tronco di un albero dove fare sosta, da dove il sentiero si fa più facile e percorribile. DISCESA Una volta sulla cengia, a via conclusa si scende a sinistra lungo la cengia, poi giù a tornanti sul ghiaione fino a tornare alla base della parete, costeggiandola fino al punto da cui si era partiti. ATTENZIONE Pericolo: sulla cengia sopra la placconata sono presenti numerose pietre e sassi che possono inavvertitamente essere smosse, con grave pericolo per gli arrampicatori sottostanti. Transitare durante la discesa solo sul sentiero!


Lavori in corso...

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