Monte Frerone m 2670
Prealpi Bresciane - Massiccio Adamello - Lombardia
Escursionismo, EE
disl. 770
durata 2.45

Nikkor n_borra@libero.it
A Monte Frerone dal Passo Crocedomini
 
Difficile descrivere la bellezza del Monte Frerone, ultima propaggine a nord del gruppo calcareo delle Prealpi Bresciane là dove lascia il posto alla tonalite (granito) del Massiccio dell?Adamello: una festa di colori nelle pietre della morena, nelle numerose piccole creste che si dipartono sia dalla cima che dall?anticima sud, nelle venature verticali della montagna, nelle guglie della cresta che si allunga ad est verso il Monte Stabio. A rendere ancor più affascinante il caleidoscopio degli innumerevoli colori delle rocce, il gioco continuo delle forme regalato sia dall?orogenesi che dalle intemperie: creste, camini, gradoni, placche tormentate dagli intarsi dell?acqua, morene, frane, cenge, lame di roccia. Un angolo, un po? nascosto ma facilmente accessibile, in cui la natura si e? davvero sbizzarrita da un punto di vista geologico, o più semplicemente il confine tra le due rocce della montagna bresciana: il Calcare ed il Granito. Sempre alla ricerca di itinerari poco frequentati, ho scovato questa alternativa per giungere ad un punto ben noto a molti trekker (ma anche merenderos ;> ) bresciani, il Passo di Valfredda sul famoso sentiero 18 per il Lago della Vacca, da cui si stacca quello per il Monte Frerone. Propongo perciò una inusuale partenza dal Rif. Crocedomini (1900 slm circa ) all?omonimo passo anziché dal Rif. Tassara in Bazena o dalla Malga di Cadino della Banca. Relazione. Lasciata l?automobile nell?ampio parcheggio del Rif. Crocedomini posto sull?omonimo passo al crocevia delle strade che portano rispettivamente a Bagolino, Esine ed al Passo Maniva (sterrata), si imbocca un ripido sentiero sul costone erboso all?interno della curva della strada, il quale dopo pochi metri ci lascia sulla sterrata che porta a Malga Bazenina. Lasciando la malga sulla sinistra ci si addentra nella valletta sulle evidenti tracce lasciate dagli zoccoli delle mucche. Sempre senza segnavia si raggiunge stando a mezza costa la testa della valle, puntando un?evidente selletta in alto alla nostra sinistra (0.30). Dalla selletta, stando bene attenti a rimanere in quota sul costone alla nostra destra, per traccia di sentiero che migliora continuamente raggiungiamo un?interessantissima cresta di denti di granito molto consumato. Superatala restandone ai piedi si giunge in breve ad una seconda selletta ai piedi del Monte Mattoni, valicata la quale si piega a destra imboccando il sentiero 18 per il Lago della Vacca fino al Passo di Valfredda (1.30). Qualche metro prima del passo si stacca a sinistra il nostro sentiero che imbocca dopo poco una corta cengia con gli unici due passi un poco impegnativi: prima l?attraversamento di un canale di gradoni di roccia purpurea, facilitato da tre fittoni per i piedi, e poi di una bianca placca rocciosa di calcare. Il sentiero dopo alcuni tornanti giunge nel letto di quella che un tempo fu una vedretta, ingombra di materiale morenico multicolore. Ora punta, sempre zigzagando su frana , verso l?Anticima Sud. Qualche metro sotto a quest?ultima tiene invece la direzione nord e, giunto ad una selletta tra le due cime, si dirige per cresta erbosa a destra e rocciosa e verticale a sinistra verso la Cima 2670 che si raggiunge in breve (2.45). Dal cippo sulla cima la vista è di prim?ordine: le Prealpi Bresciane si stendono a sud digradando verso la Pianura Padana, a est il Pizzo della Presolana, più a nord il ghiacciaio del Bernina e quello del San Matteo, a nord il Ghiacciaio dell?Adamello e il Cornone di Blumone, assai vicino, e un poco più a destra la Corna Bianca, bello ed evidente spuntone di bianchissima roccia. Note 1 - Mi è parso appropriato catalogare questo itinerario come EE non tanto per i due passaggi un poco impegnativi già citati (la mia guida parla addirittura di corde fisse!, io non ne ho trovate), quanto per la prima parte fino al congiungimento col sentiero 18, senza segnavia e che necessita un minimo di orientamento. Niente di difficile comunque con una carta alla mano: ad esempio la Kompass delle Tre Valli Bresciane (n103) lo riporta come traccia. 2 - Per chi decidesse di andarvi: manca il libro di vetta. Non mi pare un itinerario molto frequentato ancorché alla portata di tutti, sarebbe bello se qualcuno si facesse carico di portarne uno con la scatola.


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