Lago del Mercurin (2491m) - Lago del Ru (2570m) m 2570
Alpi Graie Meridionali - Piemonte
Escursionismo, EE
disl. 1138
durata 3h30

flaco m.favero@tiscalinet.it
Giro dei laghi Mercurin (2491m) e Ru (2570m)
 
Questi due pittoreschi laghi si trovano sopra Balme, un poco ad Ovest dell'Uja di Mondrone. Ben inseriti in un ambiente severo, a tratti quasi agghiacciante. Due valloni precipitano su Balme, quello Pissai e quello del Ru. Il primo termina col lago del Mercurin, il secondo con quello omonimo. Il Mercurin giace proprio sotto la parete O dell'Uja di Mondrone, occupa quasi completamente una conca rocciosa molto chiusa. Più a E abbiamo il meno esteso lago del Ru, un poco più in alto e in una zona più aperta, ma sempre in un piano grande quanto basta per ospitare le scure acque del bacino. Viene qui descritta la salita al Lago del Mercurin attraverso il ripido Vallone del Ru. Su un tracciato tra balze dapprima quasi verticali sopra Balme e via via meno inclinate. Il sentiero raggiunge lo spartiacque tra i due valloni citati, quindi è agevole nonchè consigliabile il raggiungimento di entrambi i laghi. L'escursione, oltre all'ambiente esposto e severo, offre anche pregevoli spunti naturalistici e antropologici. Si possono osservare una notevole varietà di piante (consigliato il periodo della fioritura), mentre è quasi sicuro l'incontro con numerosi branchi di stambecchi che stazionano volentieri nei pressi del sentiero. Inoltre, nella prima parte dell'itinerario, si osservano numerose incisioni lasciate dagli abitanti locali nei secoli passati. Il sentiero è ben segnalato nei tratti più delicati, ma è possibile perderlo in alcuni punti abbandonati ad una maggiore trascuratezza. Non vi sono difficoltà alpinistiche, tuttavia si incontrano sporadiche roccette da risalire con un minimo d'attenzione. La traccia è piuttosto obbligata, non è possibile perderla, quindi si sconsiglia fortemente questo itinerario in caso di nebbia o maltempo. E' possibile salire al lago del Ru (e conseguentemente a quello del Mercurin), anche partendo dal Pian della Mussa, su un sentiero più semplice e ottimamente definito. E' però meno diretto, più noioso, meno interessante e non riportato in letteratura. Ma è bene valutare questa possibilità. In tal caso si segue in tutta la sua lunghezza l'EPT227, partendo dalle Grange della Mussa. La lunghezza dell'itinerario è all'incirca sempre la stessa (strada più lunga, con minor dislivello!). Per giungere a Balme dalla tangenziale di Torino raggiungere Venaria, quindi seguire le indicazioni per le Valli di Lanzo e Balme. Si passa Pessinetto, quindi si raggiunge un semaforo. Proseguire dritto per Ceres, quindi per Ala e Balme, l'ultimo comune della Valle. Lasciare la macchina nel parcheggio che si trova a fianco dello storico e ora chiuso Albergo Camusot. Dall'Albergo Camusot di Balme salire il ripido prato in direzione delle pareti rocciose che sovrastano Balme. Si nota su una balza uno "specchio": un ripetitore passivo per ponte radio. Ignorare le tracce che portano al Ginevrè, la palestra di roccia, e proseguire per il lago del Mercurin. Si entra in pochi minuti dentro un boschetto di latifoglie, in cui occore prestare un po' d'attenzione per non perdere la via. Si esce tra le vicine pareti rocciose dal caratteristico color rossastro, continuando a seguire il sentiero che si snoda ora tra alcuni giovani pini. Si risale una sorta di ampio passaggio tra le prime balze, fino a superarne una prima serie. Si costeggia quindi verso sinistra, su percorso un po' meno inclinato. Qualche diagonale e si risale di nuovo verso l'alto, dove alcune roccette poco ripide interrompono i detriti. Il sentiero ritorna già a destra, dove si apre la visione di un evidente intaglio su una cresta. Si sale in tale direzione fino a raggiungerlo guadagnando così il vertice delle balze rocciose più verticali. Ottima vista su Balme. (1h di cammino) Da notare in questa prima parte dell'itinerario le numerose scritte incise nelle pietre, lasciate dagli abitanti locali di numerosi secoli orsono (alcune risalgono intorno al 1600). Il sentiero taglia ora a destra per un delicato attraversamento: entriamo nel vallone del Ru. Si attraversa tutto il vallone, arrivando sul suo lato destro, e qui si inizia a risalirlo. Il vallone, per lo più roccioso, è solcato nel suo centro dall'emissario del lago del Ru. Salire seguendo le tracce tenendosi sempre bene all'estrema destra, a fianco di una ripida parete rocciosa. Il sentiero diventa più ripido e risale detriti e roccette talvolta un po' umide. Ottima vista su Torre d'Ovarda, laghi Paschiet, di Afframont, e montagne circostanti (in bella evidenza la Croce Rossa). Passa un'altra ora di cammino, mentre il vallone si fa via via meno ripido e più ampio. Continuando a tenere la destra si raggiunge un bivio (circa 2h da Balme). Percorrendo il vallone tra le rocce rossastre si arriva al lago del Ru. A destra, invece, si svolta per il Mercurin, il nostro obiettivo. Il sentiero riprende a salire ripido in un breve diedro detritico e franoso, per portarsi su una spalla tra i due valloni. Il sentiero interrompe la salita e porta da qui direttamente nel vallone Pissai, attraversando verso E pressochè in piano. Giunti in visibilità del Vallone Pissai il sentiero scende brevemente al suo interno tramite una cengia, quindi riprende a salire dolcemente tra le ultime rocce levigate che precedono il lago, visibile solo all'ultimo momento (circa 30' dal bivio). Qualcuno si chiederà se è possibile salire direttamente al Mercurin dal proprio Vallone Pissai fin da Balme: la risposta è negativa. I due valloni sono simili e adiacenti, ma le pareti rocciose terminali del Pissai sono insuperabili (Guida ai Monti d'Italia, Alpi Graie Meridionali, CAI-TCI). Quindi non provate a tornare indietro di qui, rivalicate nel vallone del Ru! Dopo aver assaporato il nostro agognato laghetto dominato dall'erta parete O dell'Uja di Mondrone, risalire un evidente intaglio segnato da tacche rosse fino a riguadagnare il vallone del Ru senza tornare al bivio lasciato in precedenza. L'intaglio è ben visibile a O del lago e rappresenta l'unico accesso al vallone del Ru senza dover ridiscendere dalla via di andata. Giunti all'intaglio superando rocette e detriti seguire sul comodo pendio detritico l'EPT227 per circa dieci minuti. Ometti e alcuni segni indicano il vicino Lago del Ru, visibile all'ultimo momento (30' dal lago del Mercurin). La discesa si effettua per il segnalato sentiero nel vallone del Ru. Si può scendere direttametne nel vallone del Ru seguendo le indicazioni, fino a raggiungere il primo bivio lasciato durante la salita.


altre info:
http://www.icip.com/cailanzo

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