Torrioni dei Magnaghi m 2077
Grignetta - Lombardia
Alpinismo, IV+, AD+
disl. 400+150+20+120
durata 3.30 la parte su roccia

Gölem g.losio@libero.it
Traversata dei Magnaghi
 
Traversata dei Magnaghi (Torrione Meridionale, Centrale e Settentrionale) Bella arrampicata sulla roccia dei Torrioni dei Magnaghi, imponenti torrioni rocciosi nella parte orientale della Grignetta. Si tratta di due vie classiche di arrampicata raccordate da una estetica traversata in cresta. La difficoltà massima è valutabile sul IV+ ma da non sottovalutare, visto la notevole esposizione e certi passaggi di roccia untissima. Ben protette comunque le vie, recentemente risistemate: in genere sono presenti dei golfari nuovi di zecca ogni 7-8 metri lungo il tracciato, ma è opportuno integrarli con friend e dadi, e proteggere la via con le numerose clessidre che abbondano lungo tutto il percorso. AVVICINAMENTO Avviene in 1 ora, partendo a piedi dai Piani Resinelli (1300 metri circa), località montana posta all’inizio della Valsassina (Lecco). Dal grande parcheggio si risale in breve per il soprastante e ben indicato rifugio Porta (ore 0.15, m. 1426, accesso da sentierino o da strada carrozzabile). Dal rifugio si seguono le indicazioni per la cresta Cermenati, percorsa dal battutissimo sentiero che conduce sulla vetta della Grignetta, il sentiero, abbandonato il bosco, sale a tornantini sui protoni del pendio meridionale della Grignetta, che poi cominciano ad assumere la forma di cresta su cui si arrampica il sentiero. Ben presto compare un palina indicante a destra una deviazione per il Canalone Porta e per il “Sigaro” o i “Magnaghi”. Si segue a destra quest’altro sentiero, che procede in piano attraversando i pascoli, attraversa qualche canalino roccioso, con dei tratti su facili boccette, poi attraversa il Canalone Porta e raggiunge la Bocchetta dei Prati dove ci si affaccia sul versante Est della montagna, nei pressi di una piattaforma di atterraggio per elicotteri, a forma di cubo. Da qui invece di proseguire dritti verso il sentiero della Cresta Sinigaglia, si risale a sinistra lungo le tracce di sentiero, costeggiando la parete Est dei Torrioni dei Magnaghi, fino a raggiungere un piccolo casottino adibito a deposito barelle, da qui per traccia un po’ precaria si risalgono le rocce fino a raggiungere l’evidente intaglio che separa il Torrione dei Magnaghi Meridionale da una sua cima minore e più meridionale. Giunti all’intaglio si scende sul versante opposto, nello stretto e ripido canale per una ventina di metri, fino a trovare su una roccia a sinistra due golfari di sosta in acciaio. Qui, pochi metri più in alto della base del “Sigaro” (singolare torre rocciosa a Sud-Est del Torrione dei Magnaghi Meridionale sormontato da un a vistosissima croce rossa) è l’attacco della via “SPIGOLO DORN”, la prima tappa della traversata. 1. Via SPIGOLO DORN Bella e classica arrampicata lungo lo spigolo sud del Torrione dei Magnaghi Meridionale, e poi nel diedro della via “Canalino Albertini” che conduce in cresta. Sono 130 metri di via + 70 metri di facile cresta finale che conduce in vetta, fattibili in 1 ora e 30 circa. 1° Tiro: m. 15 III Si attacca la parete seguendo una rampa che sale lievemente a sinistra, si raggiunge una spaccatura , la si percorre giungendo su un terrazzino a sinistra dove si sosta. 2° Tiro: m. 30 -IV, III Salire diagonalmente a destra la evidente spaccatura fino al suo termine, poi con un traverso molto esposto su placca si raggiunge un pianerottolo dove si trova la seconda sosta. 3° Tiro: m. 30 IV, III Ignorare la variante che si stacca a destra andando a piegare dietro lo spigoletto (variante Sprangher, sale dal meno ripido versante Est). Attaccare invece il piccolo strapiombino sopra la sosta (IV) e salire in verticale per una ventina di metri, poi seguire le rocce facili verso sinistra giungendo alla terza sosta (a pochissima distanza dalla sosta si vede la croce sulla vetta del Sigaro). 4° Tiro: m. 35 III+, IV Salire montando su una cengetta, piegare a sinistra raggiungendo lo spigolo che delimita il diedro chiamato Canale Albertini, da cui sale anche la omonima via. Entrare nel diedro e risalirlo (IV) con movimenti delicati (abbastanza appigliata la placca a sinistra) fino alla sosta che si trova appena a sinistra su un piccolo ballatoio (in realtà la sosta è doppia, ed è possibile triplicarla con delle grosse clessidre poco sopra). 5° Tiro: m. 30 III+ Salire in alto a sinistra sul filo di cresta, poi piegare a destra lungo rocce meno inclinate giungendo sulla vera cresta sud del Torrione dei Magnaghi Meridionale. Sosta. 6° Tiro: m. 50 II Facile ed evidente tiro sulle rocce lungo la cresta Sud. 7° Tiro: m. 20 In realtà una camminata su sentierino fino alla spianata sulla sommità del Torrione, dove si sosta su un grosso masso. 2. “PASSAGGINO” Dal grosso masso sulla vetta del Torrione dei Magnaghi Meridionale si tratta ora di passare al Torrione successivo: il Centrale, molto più massiccio del Meridionale e ad esso quasi addossato. Il passaggio è consentito dal cosiddetto “Passaggino”, un monotiro di una decina di metri, più quei pochi rimanenti per giungere (passeggiando) sulla cima vera e propria. Dal masso si scende con pochi passi alla Forcella Dorn, che separa i due torrioni. Qui volendo è possibile abbandonare la traversata con delle doppie (sono fattibili 5 doppie da 25 metri) sul versante Est (Via Normale da Est del Torrione dei Magnaghi Meridionale) Alla forcella (sosta) si va in spaccata sulle rocce del Magnaghi Centrale, si sale per un paio di metri in verticale (roccia untissima, IV+ vecchio chiodo), Si prende un bel maniglione sulla destra (poco visibile) e si sale (altro chiodo) piegando a destra sulla roccia più appigliata, Ancora qualche metro e poi senza alcuna difficoltà si raggiunge la vetta in pochi metri, la sosta è ben visibile su un masso in cima, in vista della parete sud del Torrione dei Magnaghi Settentrionale, il prossimo da salire. 3. DISCESA ALLA FORCELLA GLASG Dalla vetta del Torrione Centrale proseguire verso Nord scendendo lungo la cresta (si può procedere slegati scendendo in arrampicata, ma sono comunque presenti dei chiodi per assicurarsi), dopo poco si discende a sinistra un canalino lungo almeno una decina di metri, che porta su una cengia. Si precorre la cengia verso nord (ci si può aiutare con la corda fissa metallica) giungendo senza problemi con un ultimo gradone giù alla Forcella Glasg, che separa i Torrioni Centrale e Settentrionale. (Dalla Forcella è possibile abbandonare la traversata scendendo verso Est lungo le roccette che portano nei pressi del sentiero della Cresta Sinigaglia). Qui c’è l’attacco della Via Lecco (scritta alla base) che sale al Torrione Settentrionale, dove finirà la traversata. 4. Via LECCO Classicissima via che con soli 4 tiri conduce sulla cima del Torrione Settentrionale. Molto esposta e piacevole, non banali i primi due tiri. La via si sviluppa per 120 metri, affronta la massiccia parete sud del Torrione Settentrionale ed è percorribile in 1 ora. 1° Tiro: m. 40 IV Si attacca la placca ben appigliata, andando progressivamente verso sinistra fin sotto a delle rocce sporgenti, si traversa qualche metro a sinistra salendo poi in verticale raggiungendo la prima sosta, abbastanza scomoda (specie se da condividere con altre cordate). 2° Tiro: m. 25 IV+ Doppiare lo spigolo a sinistra della sosta, salire poi in verticale il favoloso muro sovrastante, espostissimo (vedi foto) e con appigli piccoli, fino a raggiungere un terrazzino dove si sosta. 3° Tiro: m. 30 III Salire il piccolo muretto sopra la sosta e proseguire lungo la elementare cresta sud fino ad un grosso roccione sul filo di cresta dove si trova la sosta. Ci si trova sull’avancorpo sud del Torrione Settentrionale, già in vista della vicinissima croce di vetta. 4° Tiro: m. 35 II Dal roccione proseguire lungo la cresta, passare a destra di un grosso spuntone di roccia e discesi ad un selletta risalire lungo un breve diedrino che conduce sulla spianata della vetta, la sosta è vicino alla croce.. DISCESA Seguire verso nord le tracce di sentiero raggiungendo la Bocchetta dei Venti, dove si scende ad Est lungo il sentiero (breve tratto attrezzato con corda fissa). Da qui è possibile in breve lungo il sentiero salire in vetta alla Grignetta. Scendendo, invece, il sentiero diviene più comodo e a tornanti comincia a scendere lungo i pascoli della cresta Sinigaglia. Arrivati nei pressi della piazzola per l’atterraggio degli elicotteri da cui si era transitati all’andata, abbandonare il sentiero, attraversare i prati e ripassare nella Bocchetta dei Prati e fare a ritroso il percorso fatto all’andata fino ai Piani Resinelli.


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