Rosa dei Banchi m 3164
Alpi Graie Centrali (PNGP) - Val d' Aosta
Escursionismo, EEA
disl. 1060m
durata 4h

marco (flaco) m.favero@tiscalinet.it
via normale da Dondena e dal Rifugio Miserin
 
Rosa dei banchi, 3164m. Note: la Rosa dei Banchi. Perchè andare su questa vetta? Quando il mio amico me l'ha proposto non ero entusiasta. Forse questa montagna non dovrebbe entusiasmare perchè si trova tra la val Soana e la valle di Champorcher? Due valli "minori". La prima vicina alla dominante Valle Orco, più sobria di quest'ultima e meno evidente. La seconda una valle minore rispetto alle altre blasonate esponenti della Vallée. Se poi si aggiungono i tralicci che solcano le montagne il quadro non sembrerebbe dei migliori. Eppure mi son dovuto ricredere. La valle di Champorcher, luogo in cui propongo l'ascensione, ha luoghi veramente belli. Il lago Miserin, a dispetto del nome, è un ritratto che difficilmente si può dimenticare. Il rifugio omonimo, dove si pernotta, è ottimamente gestito, offre un confortevole ed economico pernottamento (altro che certi rifugi del CAI...). Ed infine l'itinerario che porta in vetta è vario, divertente, con un panorama crescente di vette e ambienti spaziosi. L'adrenalina aumenta ad ogni passo salendo verso il colle della Rosa, e poi affrontando la aerea cresta che porta in vetta. Una cresta che offre anche un rispettoso passaggio di I+, piuttosto ripido, agevolato in discesa da una sosta per la breve doppia. Il percorso si fa rapidamente, il dislivello è scarso. In funzione dell'avvicinamento da fare in auto è possibile pensare di salire la vetta anche in giornata. Attrezzatura: Consigliabile mezza corda da 25-30m per la doppia. Utili a tal scopo imbrago, longe e 2 moschettoni a ghiera. Se affrontata in stagione precoce portare piccozza e ramponi per salire il nevaio che precede il colle. Foto: dalla vetta uno sguardo verso il Lago Miserin e il Gran Combin sullo sfondo. Descrizione. 1° giorno Dislivello: 480m c.ca Orario: 1h30' max. Lasciata l'auto nei pressi dell'hotel Dondena (2100m) salire la pista carrozzabile che porta al rifugio Miserin e omonimo lago (2582m). A tratti una traccia di sentiero taglia alcune curve ridondanti della stradicciola. Si costeggia il lato opposto del monte Glacier, arrivando in vista della Tersiva. Il lago è visibile all'ultimo istante. Sul suo fondo il crinale detritico-nevoso che conduce alla vetta della Rosa dei Banchi. "Rosa" è un termine la cui etimologia porta al "ghiaccio". Ma di questi tempi di ghiaccio non ne rimane molto! 2° giorno Dislivello: 582m Orario: 2h30' Aggirare il lago sulla sinistra lungo un pianeggiante sentiero segnato a tacche e freccie gialle. Terminato il lago proseguire leggermente a destra, su sentiero via via più inclinato. Detriti e nevai solcano i pendii. Qua e là bianche vene di quarzo spuntano dal grigio delle morene. Risalire tra falsi piani e portarsi più decisamente a destra, lungo un pendio discendente dallo spartiacque con la Val Soana. Per nevai e detriti tagliare quindi in diagonale il pendio, guadagnano infine il colle della Rosa (2957m), dove una lunga cresta prosegue a sinistra verso la vetta. Sul colle una piccola statua della madonna. Si prosegue ora seguendo una evidente traccia che percorre la cresta, per lo più sul suo filo stesso. All'inizio orizzontale, formata di rocce accatastate e levigate, diventa via via più inclinata. Tutt'attorno un panorama incantevole. Il Rosa domina in modo spettacolare. Dal Plateau Rosà, ai Liskamm, alla Gnifetti. Più a sinistra il Cervino, poi il Gran Combin, il Bianco. La vicina Tersiva e poi lo sguardo si tuffa sul Gruppo del Gran Paradiso, gli Apostoli. Più lontani gli Albaron, la Ciamarella. Già azzurrini il Monviso e la pianura. Continuare a salire la cresta presso il suo vertice fino ad un evidente promontorio. Aggirarlo sul lato di Champorcher per una sistema di rocce rotte e cengie (non lasciatevi tentare dal versante piemontese!). Si giunge alla base di una placchetta di circa 6-8m da risalire senza difficoltà (I+/II-). Al suo vertice si trova una sosta con chiodi, in genere attrezzata con anello di cordino. Proseguire ora la facile cresta verso la vetta. Dopo un tratto meno inclinato il percorso torna ripido e la cresta più lineare, levigata, facile, coperta di minuscoli e fermi detriti. La croce è ormai vicina. Dalla vetta panorama delizioso, dal blu del lago Miserin sottostante, al bianco-rosa delle Pennine, al verde dei prati e delle valli, al grigio delle pareti. Da contemplare.


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