Passo delle Lose m 2866
Alpi Graie Meridionali - Piemonte
Escursionismo, EEA
disl. 1647
durata 5h30

marco (flaco) m.favero@tiscalinet.it
Traversata ad anello salendo dal versante orientale e scendendo da quello occidentale.
 
Partenza: Forno A.G. 1219m Tempo di salita: 5h/5h30' Attrezzatura: quella tipica dell'alta montagna. Non sono necessari corda, piccozza e ramponi. Periodo migliore: estate o comunque quando non c'è più neve nel canalone d'accesso al versante settentrionale del passo. Note: è una lunga traversata in una zona decisamente poco frequentata e selvaggia. Il passo delle Lose si trova tra la Cima Monfret e l'Uja di Mombran; appartiene alla cosidetta Costiera Malatret, cioè a quella cresta rocciosa che dai 3373m della Cima Monfret si abbassa fino a Forno, dividendo il Vallone della Gura dal grande Vallone di Sea. Il percorso è segnato, ma non sempre molto bene. In caso di nebbia o maltempo l'itinerario è decisamente sconsigliabile per la difficoltà d'orientamento sul versante meridionale e per le difficoltà che possono insorgere su quello settentrionale per via della sua ripidità. Lungo tutto il percorso sul versante settentrionale, quello più difficile, sono evidenti i grandiosi effetti della frana che causò l'alluvione del 1993. Si può ammirare e attraversare la zona del distacco principale, a più di 2500m, presso il ri-ricostruito Bivacco Rivero del CAAI. Percorso: attraversare il ponte e voltare alla propria destra (EPT315), dirigendosi verso il Rif. Daviso. In 1h30' si giunge al Piano della Gura(1850m). Dal vicino Gias di Lei (alpeggio) è possibile accedere piu' direttamente all'ormai visibile Passo, ma il percorso è valutato PD e, soprattutto, è poco evidente. Chi ha informazioni su questa variante può dare più informazioni. Si attraversa invece la frana per un ponticello e si prosegue fino al bivio tra il Rifugio Ferreri e il Rifugio Daviso. Prendere sulla propria sinistra (EPT316), verso il Ferreri. Il percorso è prima molto ripido per roccette, poi attraversa bassi cespugli che ostruiscono il sentiero. La questione può farsi particolarmente fastidiosa nel periodo dell'impollinatura... Superati i cespugli di ontani si è ormai prossimi al vecchio Rifugio Ferreri (2230m,1h), incustodito e malandato, visibile solo all'ultimo istante. La costruzione è ormai sostituita dal Rifugio Daviso, che si vede di fronte, e dal nuovo Bivacco Rivero, che si vedrà più in alto,sotto i ghiacciai del Mulinet. Dal Ferreri proseguire verso il bivacco Rivero fino al bivio del Passo delle Lose (20'). La situazione qui si fa un attimo delicata. Occorre attraversare il rio Bramafan e la frana che lo imperversa. Sono stati proposti diversi punti di guado. Prendere quello più a monte (G3) e risalire sul pendio detritico seguente. Il sentiero prima segnalato e tracciato, ora è solo più segnato da alcune grosse tacche bianche e rosse, quindi se non c'è nebbia con un po' d'osservazione si individua sempre. Occorre ora attraversare le pareti che ostruiscono l'accesso al vallone discendente dal passo. Il sentiero è ingegnoso e trova un facile passaggio per cengie. E` il punto più interessante dell'intero percorso. Si sale per un facile diedro di roccia instabile e si accede ad una cengia orizzontale che, tagliando le pareti quasi verticali, porta agevolmente ad un secondo pendio detritico. Risalirlo fino ad un altro sistema di cengie. A circa 2600m un enorme masso sbarra la strada. Levarsi lo zaino e passarci sotto nell'apertura lasciata è l'unico modo per continuare. Subito dopo non portarsi in alto, ma continuare la traversata fino all'ormai vicino canalone discendente dal passo. Qui i segnali si interrompono fino al valico, ma il percorso si fa più evidente e meno obbligato. Risalire il canalone per la poca neve rimasta o i detriti. Verso la sua metà il percorso si fa più ripido (passare preferibilmente al centro) e poi si guadagna la parte finale con il valico ormai visibile sulla sinistra. Le rocce diventano grosse, sagomate a fasciumi e consentono un facile accesso al passo delle Lose (2h30'/3h dal Ferreri). Volendo, proseguire in cresta o sulla parte settentrionale per raggiungere l'Uja di Mombran o la più vicina Quota 2954m, il punto più alto. Ottima vista sulla Val Grande di Lanzo, la Est della Ciamarella, l'Albaron di Savoia, il vallone di Sea, il gruppo del Gura-Martellot e le Levanne. Più lontani Gran Paradiso, Grivola, Monte Rosa. Dal Passo delle Lose scendere sul versante meridionale per una comoda cengia verso destra che consente di superare il breve risaltino che conduce ai detriti sottostanti. Rocce dalla forma estremamente regolare e levigata hanno suggerito il nome del valico. Comincia a ricomparire qualche ometto di pietra che per detriti prima e enormi rocce piane poi portano in basso al Pian di giovanot, dove ormai si vede il vicino nuovo Bivacco Soardi-Fassero (12 posti su tavolato, 2297m, ore 1 dal Passo). Raggiungerlo solo se si desidera passare lì la notte, altrimenti proseguire per tracce di sentiero verso sinistra, fino al Gias Platou (2189m), dove si ritrova il sentiero (EPT308) che porta dal Soardi a Forno in un paio d'ore. Dal Passo delle Lose sarebbe anche possibile scendere al Gias Levassé(2276m) e quindi direttamente al Gias Nuovo (1888m) dove ci si riunisce al segnalato ed evidente sentiero del Soardi. Però non si trovano informazioni su questi tracciati ormai presenti solo più sulle cartine. Se sapete quello che fate e non siete ancora basta stanchi potete anche provarci,in teoria si accorcia, ma non posso dare alcuna garanzia, attenzione. Per il resto c'è ormai poco da dire, anche se di strada ce n'è ancora: dal Gias Nuovo si percorre l'ampio pianoro fino all'Alpe di Sea. Si attraversa il ponte e si scende fino al Gias Balma Massiet(1500m) dove si attraversa ancora un ponte, l'ultimo prima di arrivare a Forno (2h, 2h30' dal Soardi).


altre info:
http://vettenuvole.altervista.org

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