Cima Leitosa Orientale m 2826
Alpi Graie Meridionali - Piemonte
Escursionismo, EE
disl. 1720m c.ca
durata 5h15

marco (flaco) m.favero@tiscalinet.it
Via normale dai laghi del Trione
 
Partenza: Pialpetta (frazione di Groscavallo), 1100m circa Attrezzatura: quella tipica dell'alta montagna. Periodo migliore: luglio-settembre. Foto: salendo in vetta lo sguardo ritorna verso i laghi del Trione, lasciati sotto. Note: ci sono gite un po' lunghe che spesso vengono poco praticate per noia e mancanza di motivazione. Per camminare tutto quel tempo perchè non andare sull'Albaron di Savoia - si fa per dire - che è molto più bello e alto? Il Monte Leitosa è una di queste cime un po' poco considerate. A volte la nomea negativa di questi itinerari è appropriata. In questo caso decisamente no. Cerco di spiegarvi brevemente il perchè. Innanzitutto la posizione: la Leitosa Orientale si trova poco oltre un punto di giunzione di ben tre diverse creste: la prima risale dal Colle del Trione (itinerario di salita) e separa la Val Grande dalla Val d'Ala, la seconda parte dal punto finale di questa cresta e raccogliendo una seconda cresta che giunge dal Bec di Mezzodì continua a SO verso la vetta Orientale e ancora oltre con minore inclinazione fin verso l'Occidentale, separando l'alta Val d'Ala dal selvaggio e profondo Vallone di Sea. Oltre al punto trigonometrico di primaria importanza, l'itinerario della Leitosa si fa apprezzare anche per la varietà che offre il cammino: il GTA che porta al colle del Trione è veramente suggestivo: nella parte iniziale per il bosco di larici, dove al mattino presto si sentono i gufi e altri rapaci notturni, e si attraversano delle spettacolari "gorge", dei valloni ripidi e incassati, quasi degli orridi che giungono a precipizio fino a fondovalle. Poi la Pera Cagna sul successivo pianoro, una roccia carica di storia e leggende, la visione unica della piramide capovolta del Bec Ceresin (un masso alto una cinquantina di metri, strapiombante su tutti i versanti e con in cima una specie di pino altrove estinta), i laghi del Trione e poi la cresta finale. Insomma si trovano veramente molti degli elementi che una gita perfetta può offrire (laghi, creste, panorami, animali, alpeggi, valichi). Percorso: lasciata la macchina in vicinanza del posto tappa GTA (prima della piazza della frazione), tornare una decina di metri indietro sulla strata ed imboccare un ampio sentiero che scende verso la Stura, attraversandola su un ampio ponte. Il sentiero prende quindi a salire sulla destra, imboccando un bosco di larici molto affascinante. Con alcuni tornanti e una salita pressochè costante e parallela al fondo della valle il sentiero sale dolcemente verso O, tagliando il sempre più ripido pendio boscoso. In alcuni tratti si attraversano alcune "gorge", con una vista molto suggestiva sulla valle sottostante. Dopo circa un'ora di dolce risalita si giunge all'imbocco del vallone del Trione e il sentiero volge a sinistra, verso il suo interno abbandonando la salita parallela alla Valle Grande (1h20). Si giunge così ad un ampio pianoro, di pascoli, cascate, miniere abbandonate e all'inizio del piano anche alla suggestiva Pera Cagna. Un masso eroso e cupo, le cui sinuosità hanno per secoli affascinato gli abitanti del posto, che hanno costruito nel tempo leggende fiabesche con protagonista questa roccia. A destra, sull'altro versante del Vallone si staglia invece il Bec Ceresin, dove in cima regna ancora l'ultimo esemplare di Pinus Uncinatus. Salire a sinistra verso un alpeggio, il sentiero comincia a farsi ripido e con ampie risvolte tra ontani raggiunge un secondo alpeggio. La salita prosegue verso S, fino ad un ampio ripiano ed il lago del Trione (eutrofizzato, morente). Lasciato il lago sulla destra si passa poco lontani da un secondo più piccolo laghetto (abitato al momento da girini). Dopo alcune risvolte il sentiero parte deciso verso E. Qui occorre lasciare il GTA. La salita alla Leitosa dal Colle del Trione è inutilmente più lunga e impegnativa. Dirigersi invece verso S ed un evidente colle soprastante. Salire tra detriti e grosse rocce fin sotto una parete rocciosa, costeggiarla e risalire verso l'ampio colletto soprastante. La salita, benchè su terreno privo di sentiero, avviene tra grosse rocce prevalentemente salde e ferme, poco faticose. Dal colle prendere il filo della cresta, ben presto interrotta da un promontorio dall'aspetto poco rassicurante. Un diedro alto pochi metri, strapiombante, limita l'accesso supeiore. Sul versante meridionale un ripidissimo pendio erboso sotto una paretina blocca ogni deviazione. Occorre aggirare l'ostacolo sul versante settentrionale. Deviare a N, dopo pochi metri si sale un agevole gradino roccioso, ritornare quindi verso S e riguadagnare il filo della cresta. Questo è l'unico punto in cui occorre percorrere il versante settentrionale, altrimenti inaccessibile e caratterizzato da una pressochè verticale parete rocciosa che precipita nel vallone del Trione. Proseguire sul filo della cresta o leggermente sul versante meridionale, dove un nuovo blocco impedisce il passaggio. Superare le roccette su una cengia erbosa sul versante S, oppure dentro un foro presso la cresta. Guadagnata di nuovo la cresta la salita si fa ora agevole. La cresta si fa via via più ampia, a tratti erbosa e a tratti detritica. Si giunge così alla congiunzione delle tre creste. Da qui risalire verso S su pietraia in direzione della vicina Cima orientale. Sulla vetta un ometto rotto e un libro di vetta che iniziato nel 73 si è interrotto nel 97. Bisognerà portarne uno nuovo. Son passate 5h15 dalla partenza. La nebbia ha in parte limitato la visione del panorama e ci ha desistito dalla tentazione di proseguire verso la cima Occidentale, più alta a distanza di circa altri 30'.


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