Monte San Martino, versante Ovest m 600
Gruppo delle Grigne - Lombardia
Arrampicata, V
disl. 200

Donatello dav.nec@tiscali.it
El frend del trii e mès
 
Davide Necchi, Giovanni Bergamini; 26 agosto 2004. Il versante Ovest del Monte San Martino è una zona poco nota agli arrampicatori, negli anni 70 vi sono alcuni tentativi esplorativi ad opera di Ivan Guerini. L?unica via ripetuta con una certa frequenza è la ?Via delle Poiane? che si svolge sulla prima struttura che si incontra, con difficoltà di IV+. La via qui proposta si svolge su roccia solida, da ripulire in quanto sono presenti diversi detriti sulle cengie, alcuni dei quali di grandi dimensioni. è quindi necessario prestare la massima attenzione. Avvicinamento: Da lecco centro dirigersi per il centro (stazione) in direzione della parete del s. Martino (corso matteotti mi pare), giunti ad una chiesa girare a destra e poi a sinistra (indicazioni centro sportivo) e seguire la strada fino al termine dove si posteggia. Presso un cancello (bolli) ha inizio il sentiero dei Pizzetti, che si segue per circa 30 min. fino ad un belvedere sul lago con panchina in legno (dove attacca la via delle Poiane). proseguire per circa 20 m, finchè sulla destra un evidente varco nel bosco permette di raggiungere la parete (10 m dal sentiero). Discesa: terminato il tratto roccioso proseguire per circa 100 m fino ad incontrare una piccola traccia che, seguita verso destra, porta al sentiero proveniente dalla chiesetta di S. Martino. Seguendolo verso sinistra (in discesa) si raggiunge il rifugio Piazza dove si riprende il sentiero dei pizzetti che, con alcuni tratti attrezzati, riporta all'attacco (30 min dall'uscita della via). Equipaggiamento: la via non è attrezzata (lasciato 1 chiodo), tutte le soste sono su alberi; portare dadi e friend (molto utile un friend del 3,5); eventualmente 2 chiodi piccoli. L1: Salire la fessura/diedro verso sinistra fino ad una cengia dove la parete si fa strapiombante (IV); proseguire verso sinistra lungo una rampa erbosa fino a superare un albero (fastidioso). Traversare ancora per circa 2 metri fin dove lo strapiombo si fa meno accentuato e superarlo con un passo ateltico (V, 1 chiodo a u lasciato); sostare su albero appena sopra. (20 m IV, V 1 ch, roccia discreta ATTENZIONE) NOTE: non proseguire nel traverso, sembra più facile ma ci sono parecchi appigli instabili. L2: traversare a destra superando un masso piatto, guadagnare la ripida placca sovrastata da uno strapiombo monolitico e continuare a traversare (IV) utilizzando una bellissima lama; salire leggermente usufruendo una fessura per guadagnare una seconda placca che si attraversa sempre verso destra con alcuni passaggi in aderenza (1 pass. IV+ poi IV, esposto). Prima di raggiungere un albero si nota una fessura/lama strapiombante che si rimonta (3 m, V- / V faticoso) per uscire poco sopra su cengia boscosa e sostare su albero (20 m, IV+/V). L3: Salire le roccette leggermente verso sinistra (II) e poi per bosco fino alla base del bel diedro bianco, sosta su albero (35 m; II e poi bosco). L4: Attaccare lo spigolo sulla destra su roccia ottima e verticale (IV) fino ad una larga fessura leggermente strapiombante (utile friend 3,5). Salire con le mani nella fessura e vincere lo strapiombino sulla destra per piccoli appoggi (IV+/V-) faticoso rimontando su uno spuntone; poi lo spigolo si fa più appoggiato (III+) e seguirlo fino ad un albero su un pulpito dove si sosta (lasciato un cordone, 30 m; IV, i pass. IV+/V-). L5: salire leggermente verso destra per una placca (IV+, alcuni passi in aderenza), quando la placca diventa difficile, obliquare decisamente verso sinistra per superare un diedro/canale con 1 albero (fastidioso) per portarsi sullo sperone di sinistra. Non cercare di salire su di esso immediatamente (sassi instabili), ma risalire una fessurina (III+) che porta alle bellissime placche con erosioni che costituiscono l'arrotondato filo dello sperone. Traversare a sinistra per circa 1 m, con i piedi in aderenza su roccia favolosa e risalire la placca sfruttando alcune fessure per le mani e l'elevata aderenza per i piedi (IV+, 1 clessidra) fino a quando non diviene più facile. Poco sopra andare a sostare su albero a destra (40 m IV/IV+). L6: obliquare a sinistra su placche ripide, ma fessurate, per circa 15 m (IV/IV+) fino a raggiungere un vecchio cordino in una clessidra, punto di unione con una via proveniente da sinistra (Guerini???). Salire alcuni passi e traversare decisamente verso sinistra (espostissssimo, IV+??? boh a me sembrava VII) per entrare in un diedro/camino stretto e strapiombante dall'aria poco rassicurante. Risalirlo faticosamente (assicurazione su due sassi incastrati sul fondo) facendo il censimento di ciò che si muove (a prima vista tutto il diedro in blocco) per 10 m (IV+??? boh, vedi come prima). Uscire sulla sinistra, sempre con mooolta delicatezza, superare una radice (buona assicurazione) e un breve tratto di roccia mista erba fino ad un albero non eccessivamente grande, ma solido. (40 m IV+ e poi... IV+/V-???). L7: ancora un ultimo muretto (III) che si può abbandonare quando si preferisce per finire sul ripido bosco (da 20 a 150 m). A chi fosse interessato ripetere la via raccomando la massima prudenza a causa di eventuali blocchi instabili (il sottostante sentiero è abbastanza frequentato)! Inoltre le difficoltà sono state valutate durante la prima salita, quindi molto probabilmente sovrastimate. Ovviamente terminata la ripetizione commenti, insulti e precisazioni sono benaccetti.


Lavori in corso...

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