Rifugio Pocchiola-Meneghello m 2440
Parco Nazionale del Gran Paradiso - Piemonte
Escursionismo, E
disl. 1315
durata 3h20

flaco (marco) m.favero@tiscalinet.it
Salita completa del Vallone di Valsoera
 
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è certo molto visitato, soprattutto nelle sue località più centrali. Può apparire difficile al turista poco pratico l'eventualità di poter cercare nel Parco luoghi selvaggi, al di fuori di piste battute, in ambienti isolati. Con questo itinerario si offre questa possibilità. Il vallone di Valsoera nasce dal Vallone di Piantonetto, presso l'abitato di San Giacomo, l'ultimo della relativa valle. Sale parallelo ad Est del precedente, verso N. Ad ovest la Val Soana; a N chiude la bastionata sommitale delle cime (Uje di Ciardonei) che separano il Piemonte dalla Valle di Cogne (Valeille). Il vallone di Valsoera ospita un primo laghetto a circa 1900m di quota, il lago di Balma. Al termine del vallone, a 2400m, presso il rifugio, trova luogo il lago di Valsoera, originato da una ampia diga dell'AEM. Il vallone di Piantonetto, pur essendo nel cuore del Parco, sembra un posto dimenticato da tutti, persino dal tempo. Entrare nel piccolo abitato di San Giacomo è come tornare d'incanto indietro nel tempo di qualche secolo. Negli angusti angoli del paesino tutto sembra essersi fermato; tutto tace tra le case di pietra, gli affreschi del XVII secolo, gli attrezzi e i sentieri. Salendo al lago di Valsoera, i segni lasciati dall'uomo permeano l'ambiente con una sensazione di antico, di momenti in cui la storia è forse passata, ma ora non più. Ora tutto è immobile tra le baite di pietra ed i lavori per le dighe, tutto è al suo posto in magnifico e nostalgico equilibrio nella tranquilla vallata. Un'ottima gita autunnale, che tuttavia può anche diventare una ottima escursione di avvicinamento verso le vette del Parco, soprattutto usufruendo dell'itinerario proveniente dalla diga di Telessio, più rapido. Qui ci concentriamo invece su questa insolita salita dal vallone di Valsoera ed il lago della Balma. Due note sul simpatico rifugio, ultimato nel 1978. Incustodito, dotato di interno con tavola e cucina a gas, riscaldamento a legna, energia elettrica. 14 posti letto sul primo piano. Proprietà della sottosezione GEAT del CAI di Torino. Foto: il rifugio come appare in prossimità della diga del lago di Valsoera. Venerdì 22-10-2004 Attraversare l'abitato di San Giacomo, seguendo i segni rossi. Entrare nel bosco per un antico sentiero di pietre e gradini, ben tenuto. Si sale così a ripetuti tornanti, in direzione di alcune cascatelle che cadono da lisce e verticali pareti. Sono circa 50' di cammino nella parte iniziale, ancora embrionale del vallone, che solo lascia immaginare il suo sviluppo, più in alto, dove la vista si perde tra gli intrichi dei rami e i ripidi dossi del rilievo. Ecco infatti che, a circa 1400m di quota, vengono lasciate a destra le cascatelle ed il pendio comincia ad alleviare la pendenza. Tra i rami qua e là appare la visione del vallone di Piantonetto ormai in basso. Dopo aver aggirato il contrafforte iniziale che sostiene il vallone, il sentiero torna a destra, supera gli ultimi alberi ed entra a pieno titolo nel vallone di Valsoera. Ecco un primo alpeggio, l'alpe di Lanzolè, a 1525m. Si prosegue verso N, sulla sponda sinistra del vallone. I suoi fianchi sono solcati da rocciose pareti di gneiss; l'ampio fondale invece ospita pascoli e muande (zone acquitrinose e fertili). Si raggiunge l'alpe Balma (1726m) ed appaiono alla vista numerosi casolari adibiti alla costruzione della diga, più in alto e non visibile. Siamo ormai in prossimità del lago di Balma, che però è visibile solo all'ultimo istante. Il suo bacino è protetto da un pendio molto inclinato. Infatti il sentiero sale sulla sinistra fin sotto il piano del lago, poi con una decisa ascensione ancora a sinistra si porta sopra il lago, che appare in basso dopo aver attraversato un passaggio tra erte pareti e grossi blocchi di pietra. Attenzione: ignorare alcuni segni che portano ai casolari del lago e di una piccola diga artificiale, salire invece a sinistra. Giunti alla nostra visione del lago, il sentiero scende presso la sua sponda occidentale (sinistra) e prosegue verso N attraversando l'ampio pianoro dell'immissario. Il pianoro termina con un maestoso pendio detritico-erboso, che si perde contro il cielo solo 500m più in alto. Si tratta del naturale contrafforte alla base del lago di Valsoera. Si toccano alcune baite, e si sale presso il centro del pendio, spostandosi poi leggermente sulla sinistra. Il sentiero si fa incerto tra i prati, ma le tracce restano abbastanza evidenti. Dapprima la salita è molto faticosa e ripida. Oltre la metà del pendio si attraversa a sinistra un canale e benchè il pendio resti ripido il sentiero assume una migliore razionalità nel tracciato. Sulla sinistra di una parete è ormai evidente la fine del pendio, un falsopiano superiore è prossimo. Si sbuca così presso il fondo della diga, ben visibile in alto verso N. Con percorso pressochè pianeggiante in pochi minuti si raggiunge la base della diga. Presente una stazione meteo con pluviometro. Un tranquillo pianoro detritico s'infrange improvvisamente in un piccolo orrido in prossimità, sulla destra, dell'emissario. Occorre proseguire diritti ancora fin presso la base della diga. Si attraversa finalmente sulla sinistra idrografica (destra del senso di marcia) e si sale l'evidente sentiero che porta alla passeggiata sulla sommità dello sbarramento artificiale. Non attraversare la passeggiata, ma proseguire sulla sponda destra del lago, dove poco più in alto è ormai visibile il rifugio. Ignorare le tracce che portano alle case dei manutentori AEM. Un'ultima serie di gradini portano al rifugio Pocchiola-Meneghello, situato una ventina di metri sopra il lago. Ben visibile la sommità del vallone occupata in gran parte dalle acque del bacino; spiccano in alto le vette.


Lavori in corso...

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