Torrioni del Biollè m 1500
Alpi Graie Meridionali - Piemonte
Arrampicata, 5b
disl. 120

marco flaco m.favero@tiscalinet.it
Via del Camino
 
Partenza: Groscavallo fraz. Alboni o Chialamberto fraz. Bussoni 900 - 1400m. è possibile percorrere il sentiero che dal piazzale di Bussoni (salendo, a sinistra della provinciale) si porta al Biollè con un itinerario più lungo, ma diretto. Oppure salire alla frazione Alboni di Groscavallo; dove termina la strada il sentiero parte deciso verso Est. Tempo di avvicinamento: 20' o 1h Difficoltà: 5b Prima salita: G.P. Motti, G.C. Grassi, V. Pasquali, E. Pilotti, S. Vittone 4/11/1970 - Dislivello 120 m - Difficoltà: 5c (5b obbl.) Attrezzatura: due corde da 60m, 12 rinvii. Soste attrezzate e spit in loco. In caso di corda singola le doppie sono possibili. Note: i torrioni del Biollè rappresentano un insieme di pareti granitiche che precipitano dal fianco sinistro idrografico del Vallone di Unghiasse, sopra l'abitato di Bonzo. Immersi in una fitta foresta di faggi, sono meno individuabili del vicino Bec di Mea. La loro estensione si rivela in pieno solo raggiungendoli, con una possente serie di placche granitiche (gneiss) dalla solidità esemplare e lo sviluppo elegante. Poco frequentate, di recente riattrezzate in ottica moderna, queste pareti non hanno nulla da invidiare a più famose palestre di arrampicata presenti in Piemonte. Tant'è che in passato hanno conosciuto il loro periodo di celebrità: scoperte da Motti negli anni 60 sono poi state sistematicamente esplorate dagli alpinisti che animarono il Nuovo Mattino. Ma la loro frequentazione non ha tenuto il passo della vicina Valle Orco e sono state piuttosto trascurate. Restano oggi questi itinerari storici, a cui si affiancano recentemente nuovi percorsi e nuove protezioni che consentono una piacevole e spettacolare salita. Morfologicamente, i Torrioni del Biollè si aprono sulla Valle Grande con una stupenda visuale fin sulla frontiera con la Maurienne, dalla Ciamarella alle Levanne. Pur essendo attrezzate in ottica moderna, le vie presentano uno sviluppo che assapora di classico, mai scontato. Ogni salita non è una semplice soluzione di passaggi, una meccanica conduzione del movimento, ma una sensazione di armoniosa simbiosi con il piacevole ambiente dominato dagli alberi della Valle, il perfetto gneiss delle pareti, il vento e la tranquillità della valle. Proponiamo qui la Via del Camino, aperta nel 1970. Ancora oggi resta un chiodo ad anello lasciato dagli apritori, proprio all'ingresso del camino, presso l'ultimo tiro. Avvicinamento: - Da Alboni. dal termine della carrozzabile asfaltata procedere in piano verso Est, attraversare la strada, percorrerne un tratto di pochi metri e presso un faggio enorme seguire il sentiero che taglia nuovamente a Est nella fitta foresta. Tra gli alberi seguire l'evidente sentiero fino a quando si apre negli alpeggi del Bec di Mea. Superati gli alpeggi, sempre verso Est proseguire fin verso il rio che incide il Vallone di Unghiasse. Superare il ponte, le indicazioni segnano un bivio. Procedere in basso verso destra, raggiungendo infine i Torrioni (30' dagli Alboni). - Da Bussoni. Dalla piazza attraversare la provinciale, addentrarsi nel paesino e superarlo seguendo le indicazioni verso la foresta superiore. Attraversare una stradina non asfaltata e proseguire l'ampio sentiero che si addentra nella fitta foresta di faggi. Salire per tornanti il sentiero, che prende inesorabilmente quota. Ad un certo punto il tracciato piega verso Ovest, valica il poco evidente spartiacque raggiungendo subitamente i Torrioni sullo stesso sentiero che prosegue verso gli Alboni. Rispetto al primo itinerario questo è più lungo (circa 1h di percorso), ma diretto. Offre una tranquilla salita immersa nel bosco di faggi, su di un antico sentiero solcato da gradini e sostenuto da muretti tipici delle mulattiere alpine locali. Percorso: Raggiunti i Torrioni, salire alla bacheca informativa, presso un diedro immerso negli alberi. Nel diedro posto alla base della parete due targhette indicano la partenza delle relative vie: la Via dei Diedri (ma vah?), che sale diritta e, sulla sua sinistra, la Via del Camino. I° tiro (3c) Fatti due passi nel diedro, mettere il primo rinvio nello spit (delicato) posto alla base di una fessura poco inclinata che ascende verso sinistra incidendo la ripida parete. Il piacevole traverso termina su una comoda cengia, sosta su quercia con catena. II tiro (5b) Aggirare leggermente sulla destra un tratto sporgente sopra la sosta (delicato), per poi agganciare una splendida fessurina che sale verso l'alto. L'arrampicata prosegue su placca appoggiata, su di uno gneiss fatto di piccole prominenze tipiche di questa roccia dalla piacevole aderenza. Si raggiunge la sosta su di una cengia (due spit con catena). III tiro (4c) Lunghezza facile, ma che si rivela un po' per volta in modo sorprendente. Poco intuitiva all'inizio, mostra la sua logica ineccepibile durante la salita. Traversare alcuni metri verso sinistra, su facile ed esposta cengia - ignorare spit verso l'alto. Alla base di un diedro salire alcuni verticali metri, per poi trovare una fessura che continua appoggiata in direzione di un ripiano superiore. Guadagnato il ripiano si rivela sulla sinistra la sosta (due spit con cordino e maillon). Attenzione allo scorrimento della corda, che può essere ostacolato dal traverso iniziale sulla cengia. IV tiro (5b) Siamo nella parte chiave della salita. Dopo una placca iniziale entrare nel diedro-camino che sale sulla destra. Superare uno scomodo passaggio, piuttosto tecnico (5c) e raggiungere in breve la sosta superiore (due spit, sosta da attrezzare). VI tiro (5b) Occorre ora entrare nel camino. L'ingresso è scomodo, l'opposizione inizialmente anche, ma esaltante. I primi metri si guadagnano centimetro dopo centimetro. Poi il camino si allarga. Dopo pochi metri occorre spaccare sulla sinistra, verso l'esterno, perchè il camino si abbatte in orizzontale. Il curioso sviluppo di questo camino termina ormai in breve verso l'alto dove termina la parete. Si può scendere in doppia lungo la via, unendone gli ultimi due tiri sommitali anche in caso di corda singola. Bibliografia: Tra il classico e il moderno - Arrampicate scelte nelle Valli di Lanzo; Collana: Roccia dell'Ovest; Autore: Marco Blatto, Andrea Bosticco, Marco Rosa; Editore: L'Escursionista - 2002


altre info:
http://vettenuvole.altervista.org/Mount/arrampicate/

Lavori in corso...

indietro