Bivacco Mario Sigot m 2921
altro - Piemonte
Escursionismo, EE
disl. 1100
durata 3,45 h

acarena anna.carena@acarena.it
Dal rifugio L.Molinari al bivacco M.Sigot
 
Escursione dal rifugio Levi Molinari (1800 mt circa) al bivacco Mario Sigot (2921 mt). 19 Giugno 2005 Superato Exilles ed il suo forte imboccare sulla destra,prima di Salbertrand,la strada per Grange della Valle, da qui seguire le indicazioni per il rifugio Molinari.Ad un certo punto la strada diventa sterrata e di li? a poco si deve parcheggiare l?auto. Il sentiero e? ben segnalato (la prima parte ha la segnaletica del sentiero-balcone) parte proprio dietro al Rifugio raggiungibile in 10 minuti dal parcheggio, attraversando dapprima un boschetto di larici e proseguendo sulla sinistra con una serie di tornanti al margine di una bastionata rocciosa al termine dei quali è visibile la ?Croce del Finanziere? (chiamata così in ricordo di una Guardia alla Frontiera lì morta). Proseguendo per il sentiero la cui pendenza si addolcisce si attraversano magri pascoli e pietraie si arriva al Clot delle Selle e a questo punto bisogna - seguendo l'indicazione per il Lago delle Monache - proseguire a destra. Da qui si procede in una specie di vallone, si supera una sella e si arriva al Lago delle Monache (m. 2568 ). Si passa quindi sul colletto a sinistra della cima e poi si scende leggermente per attraversare il Vallone di Galambra e risalire l'opposto versante, passando sotto le rocce del Gros Beuri e ritornando verso il fondo del vallone, da qui si procede sulla sinistra risalendo .Il sentiero molto scosceso e ripido ci permette di arrivare al bivacco Sigot,situato su di una terrazza con splendida vista panoramica. La giornata era molto calda e soleggiata,salendo la nebbia ci ha accolti avvolgendoci ed impedendoci spesso di godere del meraviglioso panorama,ci siamo fermati diverse volte indecisi se continuare o tornare indietro?..la nebbia andava e veniva.Abbiamo proseguito seguendo il sentiero,ben segnalato 544.In alcuni punti la neve ci ha costretti ad attente attraversate visto che sotto il suo spesso strato spesso scorreva un vero e proprio fiumiciattolo.I caprioli nel frattempo brucavano tranquilli ,alcuni con i loro cuccioli.La nostra meta iniziale era il Truc Peyron ma gia? strada facendo avevamo capito che sarebbe stato difficile raggiungerlo.Arrivati nei pressi di un torrente abbastanza impetuoso abbiamo dovuto trovare il modo migliore per guadarlo.O ci toglievamo gli scarponi e ci immergevamo nell?acqua fredda o?..saltellando da un masso ad un altro raggiungevamo la riva e quindi il sentiero.Per fortuna ha vinto la seconda proposta! Ora il sentiero sale ,alcuni tratti sono completamente sommersi dalla neve, in alcuni punti ghiacciata,il terreno e? molto scivoloso.La nebbia si e? diradata,lembi di cielo azzuro, cime rocciose ed innevate, non riusciamo ancora a scorgere il bivacco,qualche tornante ed eccolo,arancione fiammante.Ci fermiamo giusto il tempo per scattare qualche fotografia,osservare il panorama e mangiare.Fa caldo, 2921 mt , speravamo di trovare un po? di fresco ed invece anche quassu? ?il caldo.Nuvole minacciose hanno cominciato ad addensarsi, qualche tuono,la nebbia che faceva nuovamente capolino,era ora di ritornare. La discesa ci e? sembrata molto lunga.Ancora caprioli che corrono lungo i valloni. Arrivati in prossimita? del rifugio finalmente un po? di frescura grazie alla pioggia che aveva incominciato a scendere. In totale 4 ore per salire e due per scendere.La calura del primo tratto del percorso ci ha fiaccati parecchio,non pensavamo di trovare ancora tanta neve, forse il periodo migliore e? da luglio in avanti.


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