Dolomiti d'oltre Piave m 2453
Monfalconi - altro
Alpinismo, II, F+
disl. 1300

Flavio
Monfalcon di Forni
Questa salita puo'essere considerata come introduzione a un alpinismo semplice che porta alla riscoperta di itinerari dimenticati,c'e'il vantaggio di avere un itinerario segnalato ma che allo stesso tempo nell'ambiente in cui si trova fa capire come funzionano le cose,aggiungo che e'una delle pochissime cime della zona ad essere segnalata. Per l'avvicinamento ci sono due possibilita'entrambe valide con una differenza in salita di mezz'ora o poco piu',uno con partenza il rif.Padova obbliga la discesa per il stesso percorso,l'altro quello con partenza il rif.Pordenone permette di combiere un giro circolare.. Per chi sceglie il Padova l'acesso avviene dalla Valle del Piave,per la precisione dal paese di Domegge si seguono le indicazioni per il rifugio,strada gran parte asfaltata ma stretta(larga come l'auto).Dal Rifugio si prende il sentiero 346 per f.lla Scodavacca,intorno ai 1550m. Piu'o meno c'e'un bivio dove si prende il 342 per la f.lla Monfalcon di Forni che si raggiunge per semplice sentiero in due ore e mezza-tre. Per chi sceglie il Pordenone invece dalla Valle del Piave deve da Longarone prendere a destra per Cimolais-Barcis-Maniago fino al paese di Cimolais e da qui seguire le indicazioni per la Val Cimoliana che si risale per quasi tutta sterrata,attenzione al guado che c'e'a meta'valle si puo'trovare spesso la ghiaia non battuta o addirittura bloccato dopo un grande temporale o pioggia intensa.Dal parcheggio si sale al rifugio dove si prende il sentiero 349che in tre ore porta alla f.lla del Leone,da qui si scende o fino al bivio dove c'e'il sentiero per il biv.Marco-Granzotto e dali'si gira a sin.per la f.lla Monfalcon di Forni in 30-40min. o,molto piu'breve che permette di restare in quota,dopo aver sceso i primi 50 metri o poco piu'c'e'a sin.una traccia non segnalata e senza ometti che porta alla f.la in 10-20 minuti max.stando alti. Dalla f.la ci si abassa leggermente verso ovest e si trova subito la traccia che porta sul versante sud-ovest del monte e prosegue fino all'imbocco di un canale detritico.Risalirlo con un paio di pezettini di I fin quasi al suo termine dove si piega a destra per una cengia,prenderla fino a un pulpito dove termina.Qua si piega a sin.per una paretina con 5 m. di II(passaggio chiave della salita),proseguire verso sinisra(tracce) per una decina di metri,poi piegare a destra per una ventina di metri e poi di nuovo a sinistra per paretina scalinata(I grado) e proseguire in leggera diaonale verso sin.fino alla crestina,qui di nuovo a destra fino a raggiungere un breve canalino di II- che si risale e subito dopo si e'in cima,molto stretta.Tutto l'itinerario e'segnalato e ci sono anche ometti,dalla f.lla calcolare un ora e mezza,noi siamo stati 45-50min.senza zaini;consiglio vivamente il casco perche'anche senza farlo apposta dove c'e'terreno detritico e'facile far cadere sassi,per i meno esperti consiglio uno spezzone di corda,per le soste bastano un paio di cordini. Dalla cima bella visuale su tutta la zona in particolare sul Cridola,secondo me e'una cima che da'una bella sensazione. Si discende per il percorso di salita fino alla f.lla Monfalcon di Forni. Per chi e'salito dal Pordenone consiglio il rientro per il biv.Marco-Granzotto e la Val Monfalcon di Forni cosi'completa la gita.


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