Punta Pian Spigo m 2520
Alpi Graie Meridionali - Piemonte
Escursionismo, E
disl. 1300
durata 3h15

flaco m.favero@tiscalinet.it
Traversata dal Colle del Bojret
 
La Punta Pian Spigo seppur poco visibile dal basso rappresenta un nodo orografico di primaria importanza nella Valle Grande di Lanzo. Infatti individua il punto di convergenza di ben tre valloni. Il primo è il Vallone della Paglia, che sale da Chialamberto verso Vonzo ed il Ciavanis - lo incontriamo nel nostro itinerario di salita. Il secondo è il Vallone di Vassola, selvaggio e imponente: sale da Chialamberto fin verso il Colle della Terrra d'Unghiasse e i Laghi del Seone. Oltre i laghi stessi lo spartiacque sommitale da Ovest a Est sbarra la strada alla vallata con i Picchi del Seone e il Monte Bessun, i quali dividono a loro volta la Val Grande dalla Valle dell'Orco. è proprio una lunga cresta spartiacque che scende dalla P.ta Pian Spigo a dividere i paralleli valloni della Paglia e della Vassola, entrambi con sviluppo da N a S. Infine il Vallone di Cambrelle discende dal Colle della Forca, posto a N della Punta Pian Spigo, verso Est fino a Locana . In questo vallone, poco sotto la nostra vetta, trova dimora il Lago del Bojret, classica meta comodamente raggiungibile per l'omonimo colle da Vonzo. Una ripidissima parete precipita dalla P.ta Pian Spigo verso Nord, rendendo impossibile la discesa in questa direzione, a meno di non toccare il Colle della Forca. Ma è un altro versante a rendere classica e riconosciuta la nostra vetta. La P.ta Pian Spigo è di discreta fama tra gli scialpinisti, e non solo nella stretta cerchia della Regione Piemonte, per i suoi docili ed estesi versanti meridionali. Negli ultimi anni la scarsità della neve sulle Alpi Graie Meridionali la rende forse un po' meno omaggiata dalla presenza un tempo assai numerosa degli amanti dello sci-alpinismo. Tuttavia è bella da fare anche a piedi, e questo è il nostro caso. Circa metà dell'itinerario si svolge fuori da sentieri segnalati, su terreno poco orientabile in caso di nebbia, ma di facile percorrimento. A solo piacere di ricordo, e senza nessuna pretesa monografica, lascio due note contingenti sulla nostra salita, il 15 gennaio 2006. Salutati dai -7°C alle 8h30 di mattino a Vonzo, in una tersa giornata dominata dall'Anticiclone Russo, saliamo verso il Ciavanis incontrando una vegetazione secca, stepposa, asciutta e contornata qua e là da poco verglas o tracce di neve gelata. L'erba estiva è adesso paglia: un pungente e gelato proliferare di steli color oro, che dona alla montagna una veste ambiguamente autunnale, ma piacevole ed esaltata dal primo sole del mattino. Steli e semi pungenti entrano ad ogni passo in abbondanza anche dentro gli scarponi, ma li sopportiamo... in fondo siamo in un posto chiamato "Pian Spigo"! In basso dense foschie risalgono piano la valle. Un gelido vento di tramontana spazza inesorabile e regolare l'asciutto pendio. In cima sotto il picchiante Sole d'inverno abbiamo ben -11°C. Nulla di particolare, ma in questi inverni miti non è sempre una situazione frequente avere tanti gradi sottozero nelle ore centrali della giornata. Da ricordare la visione del Lago del Bojret e il panorama estesissimo della vetta: dal Monviso alle vicine Alpi Graie, dalla Bessanese alle Levanne, mentre da Nord spuntano alcune spettacolari vette del Gran Paradiso. Ulteriori info e itinerario li potete trovare sul mio sito personale.


altre info:
http://vettenuvole.altervista.org/Mount/

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