Mont Gelé m 3518
Valpelline - Val d' Aosta
Alpinismo, F
disl. 1823
durata 2.30+3.45

Andrea62 dianiandrea@yahoo.it
Mont Gelé in primavera
 
Abbiamo fatto questa salita in aprile, in condizioni di innevamento totale e con neve trasformata. Come equipaggiamento per la progressione abbiamo utilizzato i bastoncini telescopici e alternativamente racchette da neve e ramponi. Primo giorno: salita al rifugio Crete Seche (m.2390). Abbiamo raggiunto il rifugio dapprima con il vecchio sentiero che taglia i tornanti della strada interpoderale che parte dalla frazione Ru (m.1695) di Dzovenno (alta Valpelline). Poi a partire da circa 2000 metri siamo saliti per la scorciatoia, a lungo innevata, che con tracce di sentiero percorre il costone che scende a perpendicolo dal rifugio, evitando così il traverso finale (ore 2.30). Secondo giorno: salita al Mont Gelé (m.3518). Dal rifugio siamo saliti verso il ben visibile bivacco Spataro tenendoci sulla destra del vallone (sinistra idrografica). Lasciato il bivacco sulla nostra sinistra si attraversa la conca detta ?Pian de la Sabla? chiusa a nord da un pendio che si rimonta in diagonale verso sinistra. Si accede così allo sbocco del canale (circa 2700 m.) che scende dal colle del Mont Gelé. Attenzione: il canale ?giusto? si trova al di là di un costone roccioso. Piegando nettamente a sinistra nel canale e salito quest?ultimo per circa 200 metri di dislivello ci si trova sul piccolo ghiacciaio dell?Aroletta. Sulla destra compare il Monte de la Balme, che si costeggerà sul versante opposto (ovest). Attraversato un tratto quasi pianeggiante si affronta un nuovo pendio piegando a destra per raggiungere il colle del Mont Gelé a circa 3180 metri. Da qui la cima è visibile a nord-ovest. Si punta a nord lungo il crestone verso il Mont de la Balme che poi si lascia sulla destra. Si scavalca un costone ripido che scende dalla cresta e ci si mantiene sempre un po? sotto la cresta tra il Mont de la Balme e il Mont Gelé. La pendenza diminuisce, si lascia a destra il col de Balme (m.3320) avvicinandosi alla cima. Una croce indica il punto più alto, un po? avanzato rispetto alla tozza piramide che chiude la cresta (vedi fotografia, dove la cima è in centro). Un ultimo pendio, salito a serpentine (roccette sepolte dalla neve), conduce da circa 3380 metri al punto sommitale (m.3518). Ore 3.45 dal rifugio. I tratti più ripidi della salita sono il canale dopo il Plan de la Sabbla e il pendio finale. Dalla vetta belle vedute ad ovest sul Grand Combin e sul Mont Vélan (il Bianco era coperto dalle nuvole), a nord sul gruppo Mont Blanc de Cheilon - Ruinette, a est sul ghiacciaio di Otemma dietro cui spunta la Dent Blanche, a sud sulle montagne della Valpelline e in primo piano sul roccioso gruppo del M.Morion. In discesa fare attenzione, dopo il tratto quasi piano che segue la discesa dal colle del Mont Gelé, ad imboccare lo stesso canale di salita. Per non sbagliare occorre non portarsi troppo a destra altrimenti si imbocca un pendio un po? più ripido (come è capitato a noi).


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