Corno Bianco m 2891
Alpi Graie Meridionali - Piemonte
Escursionismo, EEA
disl. 1450
durata 4h30

flaco m.favero@tiscalinet.it
Costa Pra Longis e concatenamento da Ovest
Si va in montagna per cercare qualcosa, o per fuggire da qualcosa. Forse entrambe le cose. In alcune circostanze si prediligono itinerari frequentati, mete evidenti e dal comodo accesso. Altre volte si preferiscono percorsi in ambienti più selvaggi, dove la meta è da cercare, e si presenta quasi come un regalo, una sorpresa all'ultimo momento quando ci si comincia a domandare dove porti il viaggio. Per tutti coloro che cercano la seconda tipologia di ascensioni, si raccomanda questa salita. Ridenti, sterminati pascoli di erba e fiori caratterizzano la prima parte dell'ascesa, mentre blocchi di granito di particolare bellezza e perfezione si trovano nella sezione terminale. Il tutto su un terreno prevalentemente privo di sentieri. Solo alcune tracce di antiche piste che univano i pascoli restano oggi come traccia di una ormai remota presenza umana. L'ascesa del Corno Bianco, - ma sono due distinte vette, una meridionale e una settentrionale, di altezza simile -, avviene in un ambiente di grande apertura, panoramico, eppure cela le cime che rappresentano il nostro obiettivo per buon tratto del percorso. La descrizione che si trova in letteratura è forse diversa da quella che qui viene proposta. La salita per la Costa Pra Longis consente infatti, a nostro parere, di apprezzare meglio il maestoso ambiente circostante, è meno noiosa e assai più stimolante della salita nel vallone sottostante; e a conti fatti non è affatto più lunga! Inoltre sfrutta in modo ottimale alcune tracce di sentiero nonché altri utili punti di riferimento in caso di nebbia. Ciononostante i rischi di perdere la traccia ottimale sono sempre in agguato; occorre prestare la massima attenzione alla salita, anche in condizioni di buona visibilità, mentre si sconsiglia fortemente di intraprendere questa ascensione in caso di nebbia. Superata la Costa Pra Longis consigliamo di raggiungere lo spartiacque sommitale presso l'intaglio alla base della cresta Ovest del Monte Piccolo Morion. Da qui si segue la rocciosa cresta che porta verso Ovest in direzione della cima settentrionale del Corno Bianco (2883m, è quella meno elevata, secondo letteratura), meta della gita. Tale cima si vede solo in prossimità della stessa in quanto lo spartiacque in questa zona piega ulteriormente verso Nord, allontanandosi dalla Valle Grande di Lanzo, schiacciando in una prospettiva troppo impietosa le cime più remote. Dalla cima settentrionale proseguendo verso Ovest si tocca la cima meridionale. In alternativa - noi abbiamo fatto così -, consigliamo di salire prima la cima meridionale, e da ovest verso est concatenare la cima settentrionale per poi portarsi verso l'intaglio del Monte Morion. In tal caso occorre salire ad un altro intaglio, posto poco a Ovest del Corno Meridionale. Dall'intaglio la cima si raggiunge con un ultimo passo dentro un piccolo canalino a pochi metri dalla sommità (noi lo abbiamo trovato impercorribile, ostruito da un muro di ghiaccio), oppure tramite una placchetta di II grado (roccia ottima e aderente) cui segue un delicato passo traverso sopra il canalino - è anche possibile vincere direttamente la vetta con un ultimo semplice ed esposto movimento verticale. Ulteriore alternativa: raggiungere l'intaglio tra le due cime, e da qui salire senza alcun tratto davvero delicato, ma per semplici detriti, una alla volta le due vette. Questa è forse la soluzione più "normale" della salita, ma noi preferiamo descrivere l'interessante salita per la cresta E dall'intaglio del Monte Piccolo Morion. Ci sono alcuni tratti un po' più esposti, ma con difficoltà tecniche nulle, mai alpinistiche. Le difficoltà di orientamento e la natura dell'itinerario, su terreno privo di sentieri, rende questa salita un po' delicata e da affrontare con un minimo di attenzione e consapevolezza.


altre info:
http://vettenuvole.altervista.org/Mount/escursioni/

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