Roccia Viva m 3650m
Alpi Graie Centrali (Gran Paradiso) - Piemonte
Alpinismo, PD
disl. 785m
durata ~3h30

flaco (marco) m.favero@tiscalinet.it
Canale Coolidge (via normale)
 
La Roccia Viva è una vetta del Gran Paradiso, alta 3650m. Si trova tra la Becca di Gay a W e la Testa di Money ad E. La lunga cresta spartiacque prosegue da W a E, separando la Valnontey dalla Valle Orco. Si tratta di una cima poco frequentata eppure molto ambita, per la bellezza superba del paesaggio in cui è inserita. Essendo una delle cime più alte della zona privilegia di un indimenticabile panorama, che non manca di commuovere e meravigliare il visitatore. Da far mancare il fiato la vista sul versante E del Gran Paradiso, con il travagliato ghiacciaio della Tribolazione. Segue poi uno spettacolare colpo d'occhio sulla Becca di Montandayné, l'Herbetet e, in gran primo piano, la Grivola. Voltando lo sguardo verso E ci si può invece deliziare con gli Apostoli ed i vicini gendarmi rossi detti Gemelli della Roccia Viva. Un significativo sbarramento nevoso posto presso la cima ha per anni consentito la formazione di un piccolo laghetto, tra la cima e lo sbarramento stesso, rendendo celebre la Roccia Viva. Purtroppo gli ultimi miti anni hanno assai ridimensionato lo sbarramento nevoso e ridotto l'invaso, decretando la completa scomparsa del lago. Questa montagna è stata salita per la prima volta nel 1874 da Martelli, Maquignaz e Meynet per la cresta WSW. Qui invece descriviamo la via normale dal Piantonetto, che sale il canalone ESE e la breve cresta ENE. Il couloir ESE è un poco invitante scivolo di neve, rocce smosse e instabili detriti. Prende il nome dal reverendo Coolidge, primo salitore assieme a Gardiner e alle celeberrime guide Christian e Rudolf Almer, nel 1887. Questo tracciato viene descritto come una semplice via normale su "Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, vol 1", di Giulio Berutto, Collana Guide IGC. In effetti le inclinazioni dei pendii nevosi non superano i 35°, 40° max, il dislivello complessivo non è eccessivo. Però occorre considerare che è necessario superare circa 500m di scivoli continui dall'inclinazione indicata, con tratti di misto e roccette su terreno instabile e di difficile protezione, da percorrere forzatamente anche al ritorno. Non ci sono ovviamente tracce di sentiero. Se poi si aggiunge che negli ultimi 10-20 anni le condizioni sono notevolmente peggiorate, occorre anche prepararsi ad affrontare una salita con possibili pericoli oggettivi, dovuti alla caduta di enormi macigni che scavano ampie rigole nei canali, rendendo più obbligato e delicato il percorso. In più esiste il rischio di trovare i pendii nevosi in neve acquosa o ghiaccio fondente già nella prima mattinata, rendendo molto laborioso il percorso in discesa. Per questi motivi la via descritta può essere difficilmente frequentabile già nel mese di luglio. Ad ogni buon conto si consiglia fortemente di partire molto presto al mattino e di non dimenticare il casco. E` una vetta faticosa e ben lontana dalle tracce battute,dagli affollamenti: difficilmente troverete cordate impegnate su questa via, il chè è un bene considerata la natura friabile del terreno. Da programmare con buona attenzione delle condizioni, ma ne vale davvero la pena. Dal Bivacco Carpano (vedi itinarario collegato) salire decisamente verso N, superando la prima bastionata di fasce rocciose (ometti). Si giunge quindi ad una ampia pietraia, dove terminano gli ometti. Procedere verso W, puntando il pendio detritico-nevoso tra il Monte Nero e la Torre Rossa di Piantonetto. Salire i faticosi detriti e calzare i ramponi dove la pendenza lo consiglia. Individuare quindi il canale nevoso che scende dalla Bocchetta del Monte Nero e risalirlo fino alla sua sommità. Il canale è inclinato sui 30-35°, ma può esser devastato dai numerosi macigni che cadono dall'alto, prevalentemente dal Monte Nero, ricavando nella direttrice un'ampia rigola. Guadagnata la Bocchetta del Monte Nero (1h30 dal Bivacco) si apre l'ampio pianoro superiore del Ghiacciaio della Roccia Viva. Il canale Coolidge si trova appena a Est della nostra vetta ora in bella evidenza. Percorrere il pianoro glaciale e portarsi nel canale, approciandolo preferibilmente dal lato orientale del ghiacciaio. Il canale oppone continui scivoli nevosi sui 35-40°, cui si alternano tratti di misto, roccette, detriti assai friabili. Salire preferibilmente il lato destro del canale, in modo da evitare la parte centrale se soggetta a caduta massi, come spesso accade. A circa metà canale si trova uno sbarramento roccioso più significativo. Si supera velocemente nel centro del canale, assieme ai macigni in caduta libera, oppure, se ritenuto più sicuro, su roccette e misto sulla destra. Si recupera così lo scivolo nevoso, che con salita costante giunge in vista dello spartiacque. Guadagnare faticosamente il colletto posto tra la Roccia Viva e il Gemello Occidentale della stessa (1h30-2h dalla Bocchetta del Monte Nero). Da qui salire l'arrotondata e nevosa cresta ENE, in neve generamente più buona e sicura. Ancora un breve rapido pendio assai inclinato conduce alla croce di vetta (10' dal termine del Canale Coolidge).


altre info:
http://vettenuvole.wordpress.com/2007/07/08/rocciaviva/

Lavori in corso...

indietro