Corna Trentapassi m 1248
Prealpi Bresciane - Lombardia
Escursionismo, EEA
disl. 1020
durata 5,00 h

Arterio Lupin lucalvi@libero.it
Corna Trentapassi per sentiero attrezzato cresta Nord
La Corna Trentapassi (o Corno Trentapassi) è un meraviglioso balcone a picco sul Lago d'Iseo che offre, oltre ad un panorama notevolissimo su Orobie, Adamello, Prealpi Bresciane, Orobie, vedute che arrivano alla Pianura Padana ed agli Appennini. Il versante ovest cade quasi a piombo sul Lago di Iseo con ripidissimi costoni erbosi, mentre il versante Nord presenta una cresta che dai ripidi prati del versante ovest porta all'anticima Nord e poi alla cima vera e propria a 1248 m. d'altitudine. Su questa cresta negli anni '90 il CAI Pisogne ha allestito un sentiero attrezzato per nulla banale e di sicura soddisfazione per gli amanti dei percorsi "di sapore antico" e di soddisfazione fisica ed estetica. Punto di partenza per questa gita è Toline (220 m. s.l.m.), frazione di Pisogne (BS), località raggiungibile sia da Nord che da Sud con la superstrada che collega Brescia e la Val Camonica. Si esce allo svincolo di Pisogne seguendo le indicazioni per il centro e pochissimi metri dopo per Toline. Entrati nella piccola frazione troviamo un parcheggio per poche auto in prossimità di un campetto da calcio. Punti di appoggio: fare attenzione che nella piccola frazione non si trovano esercizi commerciali, per cui eventuali rifornimenti vanno fatti o a Pisogne o in uno dei comuni limitrofi. Il percorso parte quasi subito dopo il parcheggio: attraversato il piccolo centro della frazioncina, si gira a destra per via Canale e dopo alcune decine di metri si incontra un ponticello dove si trovano le i primi cartelli indicatori dei percorsi. Seguiamo il sentiero che volge a destra (ind. Corno Trentapassi - Difficile, segn. CAI 212) e subito in salita ci si dirige verso W per superare un paio di vallette in docile e costante pendenza. Dopo una ventina di minuti e dopo aver osservato alcuni piacevoli torrioni calcarei prima nascosti, si arriva sui ripidissimi costoni occidentali del monte, a picco sul lago. Il sentiero volge ora a sinistra, in direzione est, puntando direttamente a superare la serie di piccoli cocuzzoli che spuntano dal costone occidentale. Qui il sentiero è davvero ripido e l'umidità che sale dal lago si fa sentire. Proseguendo sempre ripidamente il sentiero diventa ancora più ardito, una scivolata potrebbe diventare esiziale, terminerebbe dopo alcune centinaia di metri, trattandosi di costoni ripidissimi senza arbusti tali da poter consentire l'arresto di una eventuale caduta. Dopo circa un'ora e mezzo di erta risalita che, per fortuna, permette di guadagnare rapidamente quota, si incontra, a circa 1000 m., un boschetto riposante con una sorta di baracca-mangiatoia. Dopo aver rifiatato, la pendenza e l'esposizione riprendono, lasciando spazio alle prime roccette che, in breve, portano alla cresta nord con ben visibile la croce che segna la meta della gita. Indossato l'imbrago ed il set da ferrata inizia il sentiero attrezzato che, seppur breve (circa un'ora) ed dislivello contenuto (poco più di cento metri), ha uno sviluppo non disprezzabile e vario. Le prime catene portano a superare con una spaccatina un piccolo intaglio (usare appoggi ed appigli naturali, a tenersi sulla catena si farebbero movimenti innaturali) per dirigersi verso una scaletta che adduce ad un caminetto di II grado UIAA. Portatisi verso sinistra lungo una sorta di cengia ascendente si deve aggirare, in traversata obliqua ed ascensionale, uno speroncino di roccia (altro passaggio di II grado) che adduce ad un canalino un po' sporco di terra. Segnavia e catene indicano la continuazione del percorso che, seguendo la linea di minor resistenza della cresta, giunge ad una serie di roccette, facili (I grado UIAA) ma esposte e senza assicurazioni, superate le quali un costoncino erboso e terroso con qualche roccetta infida porta all'ultima catena prima dell'anticima Nord della Corna Trentapassi (bel crocefisso ligneo e ottimo panorama). Dall'anticima, dopo aver riposto nello zaino imbrago e set, seguire i segnavia che portano per roccette e sentiero in discesa per una cinquantina di metri ad una selletta da dove riprende la salita verso la cima principale della Corna. A metà salita si può o continuare per cresta, con roccette mai superiori al I grado UIAA, oppure deviare a sinistra per sentiero ben segnato e, arrivati ad una piccola sella, girare a destra e seguire il sentiero per la vetta che giunge da Cusato (utile in caso di condizioni poco favorevoli sulla cresta, estremamente esposta anche se facile). Sulla cima croce di vetta, libro delle firme e panorami a go-go... Per la discesa seguire il sentiero, ottimamente tracciato, semplice e più dolce, che, passando per una anticima orientale sulla quale campeggia una croce nota come Croce di Toline, prosegue in direzione est fino a giungere su di una sella a circa 900 m. di altitudine. Qui incontriamo i segnavia che indicano la possibilità di scendere verso sud a Zone, verso Est alla Croce di Zone oppure verso Nord alla frazione di Sedergnò ed a Toline. Quest'ultimo sentiero, il più rapido per tornare al punto di partenza, si snoda per un bellissimo costone boscoso non privo di insidie per un tratto non breve, quando lo stesso sentiero risulta essere molto ripido, scivoloso e con non pochi punti esposti. In circa un'ora si raggiunge l'abitato di Sedergnò, da dove, per fastidiosissima carrozzabile cementata, si torna al ponte dove avevamo preso il sentiero alla partenza ed in due minuti all'auto. Per chi volesse allungare la gita è consigliabile traversare dalla selletta prima descritta in una quarantina di minuti alla Croce di Zone e da qui, lungo il tracciato dell'antica Strada Valeriana, scendere a Sedergnò, magari fermandosi a visitare la chiesa di San Bartolomeo. Come tempi di percorrenza, indicherei in 3,00 la salita e in 2,00 h la discesa, fermo restando che i panorami e la voglia di far foto allungheranno non di poco i tempi stessi... Una piccola considerazione generale sul percorso è d'obbligo: si tratta di un itinerario senza problemi per quanto riguarda le difficoltà tecniche opposte dal sentiero attrezzato (max. passaggi di II grado UIAA), ma che presenta un sentiero d'accesso estremamente ripido e molto pericoloso in quanto non permette in alcun modo la possibilità di scivolare. Un passo falso potrebbe rivelarsi esiziale. Per quanto riguarda, di nuovo, la ferratina, dobbiamo far notare che le attrezzature risentono degli anni e di un certo risparmio nell'allestimento, per cui non sono mai sovrabbondanti, anzi.. Numerosi sono, inoltre, i punti esposti, con roccette di primo grado, non assicurati e che prevedono, quindi, passo fermo e sicurezza senza attrezzature artificiali. Detto questo, per escursionisti esperti con esperienza e un minimo di esperienza alpinistica, il presente è un itinerario favoloso, gratificante dal punto di vista dell'impegno fisico, della varietà dei panorami e dei tipi di terreno da affrontare... Una sorta di "percorso di alpinismo di scoperta, classico", a due passi dal Lago di Iseo ed a mezz'ora da Brescia, degno di ben maggior considerazione da parte di escursionisti ed alpinisti.


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