La lingua del diavolo 2...l'ascesa
 

Strana la vita, strana la passione per la montagna.

Era il 28 maggio del 2000 quando io e Baco ci siamo conosciuti; è successo al raduno del Nord-Est.
Poi, tramite NG, la promessa di portarlo sulla Grande delle 3 cime di Lavaredo: ci siamo andati l'anno scorso, io tiravo una cordata da 2, lui un'altra da 3. Scendendo si parlava di quello che lui aveva fatto?e di quello che sarebbe piaciuto fare a me.

Il Campanile di Val Montanaia...la "lingua del diavolo".

Anche Baco era tentato. Ed allora, inevitabilmente, ci salutammo con l'accordo che, alla prima occasione, avremmo organizzato l'ascesa.

Sabato 29 giugno 2002 (ss. Pietro e Paolo), la data era stata fissata da tempo, tant'è che ho dovuto far ruotare altri progetti attorno a questo impegno.

La sveglia suona alle 3.30 :-(( , alle 5.00 io, Silvia e Bed siamo all'hotel 4 Valli (Longarone) dove ci incontriamo con Baco e Nabo. Si procede per Cimolais e dopo 13 km di sterrato arriviamo al rif. Pordenone dove troviamo e conosciamo Uliano e Sabrina (sarà l'altra cordata che tenterà il Campanile).

6.30: si parte per affrontare gli 800m di dislivello che ci separano
dall'attacco della via. Fa decisamente freddo e maledico a ripetizione il non avere un berretto di lana.
Fortunatamente Silvia, Nabo e Bed, promossi sul campo a Sherpa, si caricano parecchio armamentario e ci sollevano non poco in quello che sarà un duro avvicinamento.

Non ho guardato a che ora abbiamo "attaccato", ma ricordo benissimo i piedi ghiacciati e la roccia freddissima...e l'emozione mia e di Baco che si apprestava a fare il suo primo tiro da primo dopo...dopo quanto tempo Baco?

Ricordo anche il primo di una lunga serie di accavallamenti fra la ns e altre cordate lungo la via: 2 tipi di Lugo di Romagna inseritesi fra la cordata Sabrina/Uliano e la ns senza praticamente chiedere permesso...ma tant'è, quando sei in ambiente lo sai che succedono di queste cose.

Alla prima sosta fortunatamente c'è il sole che ci riscalda opportunamente prima di affrontare tiri più impegnativi.
Baco termina di recuperarmi e mi dice che posso pure continuare per il 2° tiro...forse non ha capito che NON ho alcuna intenzione di tirare da primo su quella via ben, ben esposta...il vuoto alle spalle non mi è mai stato simpatico :-(( E allora Baco, avanti!
:-)) (...non sapevo ancora quello che mi aspettava...)

Bel passaggino strapiombante all' inizio del 2° tiro che Baco supera decisamente bene. Penso: "Bene, Baco è proprio in forma...se lo tira tutto lui il Campanile" (...non sapevo ancora quello che mi aspettava...).

Sabrina e Uliano, a parte all'attacco, non li ho mai più visti fino alla vetta; salivano veramente veloci, avvantaggiati pure dal fatto di essere la prima cordata.

3° tiro: non so come, ma Baco mi convince di tirare almeno quella lunghezza.
Scruto il canalino che si erge verticale sopra la mia testa, con lo sguardo cerco dei punti dove proteggere la mia salita, vedo un cordino della cordata che ci precede e penso che, mal che vada, ne metto uno anch'io li'.

Parto, non senza qualche imprecazione silenziosa, arrivo teso come una corda di violino a quello che dovrebbe essere lo sperone di roccia nel quale avvolgere il mio cordino (e sul quale c'è già quello dei due di Lugo) e con orrore scopro che è un semplice sasso "fittizio": quel bastardo si muove, figuriamoci se rinvio su un maledetto sasso che non mi darebbe neanche uno straccio di sicurezza psicologica. Bacoooooo....come ca**o hai fatto a convincermi di tirare da primo?

Guardo su, verso la sicurezza, verso quello splendido chiodo che stà sopra la mia testa. 2 metri sopra di me...si ma quanti metri ci sono sotto di me?? :-(( Minchia, scopro che son tanti ancora 2 metri senza nessuna protezione dalla sosta a me :-(( Arrivo al chiodo, c'attacco un rinvio e ci ficco dentro la corda...ok, ora va meglio :-)

Il resto è facile, un traverso in diagonale e qualche roccetta friabile per trovare poi una buona sosta. Recupero Baco e lo mando avanti, caro Baco non mi freghi più (...non sapevo ancora quello che mi aspettava...).

Dei bei gradinoni ci portano alla successiva sosta che stà proprio sotto al tiro/passaggio chiave.
Dobbiamo affrontare il 5° tiro, dobbiamo affrontare la famosissima (e temutissima) fessura Cozzi.

5° tiro: scopro quello che mi aspettava, probabilmente, fin dalla partenza, ovvero che Baco possiede degli arcani poteri ipnotizzanti. Non mi spiego altrimenti come abbia fatto ad offrirmi volontario per passare da primo il passaggio più difficile di tutta la via...un particolare ringraziamento va anche a Sabrina che ha lasciato in fessura 2 splendidi nuts pronti all'uso :-))

Magari Baco la ringrazia un po' meno visto che ha dovuto prenderli letteralmente a martellate (e a madonnate) per estrarli ;-DD
Tant'è, mi avventuro su per la fessura Cozzi sfruttando anche i suggerimenti di un altro capo cordata dietro di noi che mi dice di infilare il piede dx dentro la fessura. Lo faccio per 2 volte e così riesco ad alzarmi per bene fino ad uscirne indenne e quasi meravigliato di averla passata senza grosse difficoltà.

Recupero Baco, e lui recupera i nuts...che sembrano essersi fusi insieme alla roccia da quanto sono incastrati.

6° tiro: Baco riprende la testa della cordata e passa il traverso nel vuoto reso drammatico più dalle relazioni lette che dalla sua effettiva realtà...e se lo dico io che odio il vuoto...

7° tiro: la fessura Von Glanvell, altro bel passaggino con partenza strapiombante e letteralmente nel vuoto...ehhh, mio caro Baco, questa volta te lo ciucci tu. Detto fatto, il Baco con movimenti sinuosi degni di una ballerina si alza su quella fessurona alla ricerca disperata di metter giù un punto di assicurazione. Appena fatto sento la corda scorrere più allegramente, anche perchè le difficoltà sono praticamente terminate.

Gli ultimi 2 tiri (uno a testa) sono quasi un defaticamento, il mio manco lo proteggo (e del resto non c'era niente utile all'uopo), quello di Baco ci mette un rinvio su un cordino già esistente.

Dall'ultima sosta Baco mi recupera e finalmente siamo in vetta, siamo sulla punta di quella che io definisco la "lingua del diavolo" con un sole splendido, insieme a Sabrina e Uliano che ci aspettavano già da un'ora buona :-(( e insieme alle altre cordate che ci hanno superato lungo la via.

Ci congratuliamo stringendoci la mano, scattiamo qualche foto, ammiriamo il superbo corollario di crode che si ergono tutt'intorno a noi...io riesco anche a mangiarmi un bel panino con lo speck ;-P°°

Poi giù, in quella serie di doppie che all'inizio pensavo dovesse tramutarsi in un calvario (si perchè avevamo deciso che tutti quelli che erano in vetta sarebbero scesi sulla doppia che avrebbe organizzato sulla sottostante sosta il primo che sarebbe sceso) e che invece, proprio perchè man mano che si scendeva si trovava già la successiva doppia pronta all'uso, si è rivelata molto veloce.
Bellissima e divertentissima la calata di 37 metri nel vuoto: l'aspettavo da quando eravamo partiti :-)) Probabilmente Baco non la pensa come me ;-PP...ma vi racconterà lui :-D

Infine, giù al biv. Perugini ed il rincongiungimento con gli altri: Silvia, Bed, Pastrello (che, come promesso, era venuto ad aspettarci alla ns discesa...peccato che fosse già tardi e quindi è scappato quasi subito)...Nabo era già rientrato.

Splendida proseccata (bevuta a canna di una bottiglia di prosecco) alla base del Campanile per festeggiare l'impresa e l'onomastico di Baco :-P°°

Divisione della ferramenta, chiaccherate e risate, qualche biscottino e una sacrosanta birra al rif. Pordenone :-))

Birra doppiata poi in un bar di Cimolais, dove ci siamo definitivamente congedati gli uni dagli altri...con la promessa che, prima o poi, qualcos'altro insieme...si farà :-))

Strana la vita, strana la passione per la montagna.

Era il 29 giugno del 2002..........

P.S. Più volte il pensiero, durante la salita, è volato ad una amica speciale che spesso ha donato chicche letterarie a questo NG e che non manca mai di "aiutarci" a salire nelle ns faticose ascese ;-))
Ciao Manù, hai visto che bello il panorama dalla vetta del Campanile?

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by Bye. Robby

1 luglio 2002

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